EPISODE · Apr 28, 2026 · 5 MIN
La fede vissuta è forza contagiosa, perché non obbliga, ma affascina. Martedì 28-4-26 4P
from Santi: dalla tribolazione alla vittoria · host Stefano Savoia
Se la fede fosse soltanto un'idea da comunicare, vi dico una cosa, la sapete, abbiamo già la fede, senza che comporti nient'altro che una conoscenza, un dato da riconoscere, la fede sarebbe qualcosa di molto semplice. Informazione pubblicitaria, più o meno: Sappiamo che è successo questo. Ma può bastare? Per cambiarci la vita non basta sapere una cosa, si tratta proprio di viverla, di farla propria, che entri nelle scelte, nelle decisioni. E le due letture di oggi ce ne danno proprio una chiara immagine, non so se avete notato, e ci può essere anche del desiderio da parte di questa gente che chiede a Gesù non tenerci nell'incertezza. E su questo vi invito a riflettere perché su tante cose nella nostra vita rimaniamo incerti e lì diventa difficile e vorremmo qualcuno che in un certo senso ci forzasse un po' la mano con una cosa che è proprio evidente da far superare quel momento di stallo. E invece Gesù dice io ve l'ho detto ma voi non credete, cioè non mi date fiducia tanto da cambiare, vuol dire da iniziare a vivere questa verità. Pensate questo nella prima lettura che sembra quasi un po' simpatica l'espressione con cui dice, guarda, questi sono stati dispersi, quindi una situazione di persecuzione, un dramma. E invece in questa situazione di dispersione si inizia a trasmettere con la vita il fatto di Gesù. Trasmettere con la vita vuol dire che ne fai il motivo delle tue scelte, rientra il tuo modo di rapportarti con gli altri, il tuo modo di lavorare, il tuo modo di essere famiglia, ha a che fare con il fatto che Gesù veramente è morto ed è risorto, è vivo, e noi siamo in cammino verso il suo regno. Se questo non è soltanto una conoscenza di un dato, un'informazione, oggi funziona molto, le notizie sono informazioni, ma se a quell'informazione tu cambi la tua vita e qualcuno lo fa, anche straniero, non aveva la tradizione delle scritture, era di lingua greca, tanta gente inizia a dire ma vogliamo vivere così, cioè questo vogliamo che faccia parte della nostra vita. E qui c'è un po' un appello: ma tu di che cosa ti stai facendo testimone con la tua vita? A che cosa stai dedicando le tue energie? Perché tante volte a noi basta avere un po' una sicurezza, sappiamo che il Signore è buono, ci perdona, ci accoglie, ma non entra nelle nostre opportunità quotidiane, nel modo in cui facciamo le scelte. Allora lì ci troveremo sempre imbarazzati, allo scoperto. Invece guardate la bellezza di Barnaba, va per rendersi conto di che sta succedendo e c'è una grande gioia che cresce dentro di lui, perché vede che questa gente realmente ha a che fare con ciò che lo Spirito Santo fa e dice, cioè inizia un cammino di vera vita, di una vita che si riconosce da come ci si rapporta con gli altri, e in questo poi inserirà anche questo nuovo convertito, Saulo, che poi diventerà l'Apostolo Paolo, diventerà come nome e come azione. Anche lui entra in quest'azione del Vangelo. Tutto questo per dire che dovremmo sentirci sempre invitati. Oggi questa parola alla mia vita che cosa dice? Che cosa sento di rispondere al Signore che mi mette davanti questa realtà, nelle situazioni che sto vivendo, nelle mie convinzioni del cuore? Credo che questo potrebbe essere il motivo della nostra gioia e di una comunione approfondita con il Signore e con i fratelli, anziché lasciarci solo nell'incertezza di quello che accadrà e forse in una indecisione continua riguardo alla nostra vita.
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