EPISODE · Jul 19, 2026 · 6 MIN
La fretta vuole eliminare, l'amore sa aspettare. Domenica 19-7-26 16oa
from Santi: dalla tribolazione alla vittoria · host Stefano Savoia
Proverei a entrare con questa chiave, perché, vedete, tutto il capitolo 13 di Matteo sono parabole, ma le parabole non sono delle spiegazioni univoche, che significa così e basta, lasciano degli ampi margini di interpretazione, tanto che gli stessi discepoli chiedono spiegaci la parabola, che significa? Partirei da questo perché di solito anche riguardo le cose migliori, le cose buone, quando uno dice, credo in Dio, ho fede, però inizia a vedere che ci sono situazioni nel mondo che ti tolgono il fiato, ci sono ingiustizie, ci sono devastazioni, poi ci sono situazioni impreviste, malattie, cioè quelle situazioni che a un certo punto ti fanno dire, ma perché? Il Signore non ha fatto bene tutte le cose, perché la presenza del male? No, perché la zizzania? Perché? Non potrebbe andare sempre tutto liscio? E di questo la prima lamentela ce l'abbiamo con Dio, avrete notato, Signore non hai seminato del buon seme nel tuo campo, da dove viene la zizzania? Detto in un modo diverso, ma ci hai fregato? hai detto che hai messo del seme, hai creato tutto per il bene, perché c'è il male? Perché? E la soluzione è molto meno interventista di quella che vorremmo, sia intorno a noi, sia dentro di noi, perché guardate la zizzania non è tanto fuori, ce l'abbiamo dentro. Qui c'è una soluzione che non è che proprio ci piaccia subito, lascia che l'una e l'altra crescono insieme, se togli la zizzania distruggi tutto. Quindi anche di tante situazioni interiori che noi vorremmo risolvere definitivamente non ci riusciamo. Sono sicuro che anche se siamo quattro gatti qui, ciascuno di noi potrebbe fare un elenco, un libro forse di tutte queste cose, perché man mano che vai avanti con la vita te ne rendi conto, e hanno influenza, hanno peso, a volte sei senza fiato, a volte sei arrabbiato, a volte non ti ricordi di niente, vai avanti sereno, cioè dentro la nostra vita ci stanno tutte queste cose. La soluzione del non essere interventisti e distruttori che il signore ci indica, è un tempo di pazienza simile a quello di cui parlava la prima lettura, il libro della Sapienza, padrone della forza tu giudichi con mitezza e ci governi con molta indulgenza, perché quando vuoi tu eserciti il potere, e tu puoi farlo quando vuoi e quindi sei molto mite, sei tranquillo, ma andate a guardare bene qual è la scelta di Dio che ha risolto il problema del male del mondo. Perché a volte ce la dimentichiamo, ma la soluzione è che l'ha preso su di sé, non l'ha imputato a nessuno, il mistero della croce rimane questa cosa incomprensibile di Dio, perché? Perché la via della mitezza è una strada che ciascuno di noi può percorrere, la via della potenza no, non so voi io, ma è chiaro che no, ma la via della mitezza è quella di chi sa che partecipa della sua mitezza e forza. Quindi c'è un amore che si concentra sul bene e attende da Dio la soluzione e non la impone. Per questo mi piace pensare che tutti siamo al lavoro, tutti ritorniamo come quest'uomo e questa donna delle altre due parabole, l'uomo che mette il seme di senape che è piccolissimo, la donna che mette questo poco di lievito in questa montagna di farina e tutto viene trasformato. Questa è una via per noi, perché a tutti possa dare la possibilità di fare quello che fa Dio. Allora vorrei che oggi riuscissimo a ripartire da qui con questa consapevolezza che non sarà né la potenza, né la forza distruttiva a risolvere i problemi, ma piuttosto una via piccola che tu puoi fare tutti i giorni e partecipare di questa misteriosa mitezza e potenza di Dio per la salvezza del mondo. A questo se volete siamo chiamati personalmente.
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