EPISODE · Mar 13, 2026 · 29 MIN
La guerra condiziona la vita a Oriente di Tehran
from Oriente Press · host I Bastioni di Orione
Ambiguità ed equilibrismi per gli stati a maggioranza musulmana sono passaggi inevitabili dopo l'aggressione degli yankee-sionisti. Da un lato vengono scombinate alleanze che si erano andate a costituire, o almeno molte cancellerie a Oriente di Tehran vengono poste in imbarazzo sia per le conseguenze del più probematico approvvigionamento di idrocarburi, sia per obblighi, o attese derivanti da accordi di reciproco aiuto o di schieramento.Con Emanuele Giordana, aprodato a Bangkok nel suo pellegrinaggio attraverso i territori del Sudest asiatico, abbiamo considerato innanzitutto la situazione della guerra inopinatamente esplosa nelal sua recrudescenza lungo la Durand Line tra il Pakistan, stufo dell'ausilio dato ai talebani del TTP dai "cugini" afgani ormai al potere da 5 anni, proprio grazie all'appoggio di Islamabad. Una situazione resa complessa dall'appoggio indiano ai talebani di Kabul, ma anche dal patto di mutuo soccorso siglato dal Pakistan con l'Arabia Saudita, all'epoca considerato nel suo valore di ombrello nucleare ottenuto dai sauditi e ora invece si ribalta in un inestricabile rebus per una nazione musulmana e vicina a Tehran, il cui debito è detenuto dal recente alleato, grande nemico del regime iraniano.Una situazione analoga si sta vivendo in Indonesia che ha anche ritardato a esprimere il cordoglio per la morte di Khamenei – sollevando contro Prabowo il disappunto di molti indonesiani – e si trova tra l'incudine della fedeltà agli Usa (e al timore dei dazi di Trump) vs la solidarietà dovuta a un paese musulmano sotto attacco imperialista giudaico-cristiano. Le prime consegenze dell'avventata mossa di Trump-Netanyahu è che salterano gli AbrahamsAccord, l'adesinoe dell'Indonesia al Board of Peace e l'invio di 8000 militari d'interposizione a Gaza. Non male come primo effetto delal guerra lampo contro gli ayatollah.Nel resto del Sudest asiatico la preoccupazione è molta per la carenza di energia dei paesi minori, mentre la Cina, che poteva venire considerata l'obiettivo di una guerra mediorientale, si trova nella condizione di poter reggere più di 6 mesi grazie alal pianificazione e allo stoccaggio di ingenti quantità di petrolio. Un problema non di poco conto saranno le migliaia di sfollati e migranti che si riverseranno fuori dagli scenari di guerra e dei bombardamenti, senza considerare il tracollo dele borse, in particolare in India Corea, e soprattutto Giappone. Un punto di vista ancora più da incubo per un'area ancora più vasta di quella in cui le basi americane nel Golfo vengono prese di mira nei paesi limitrofi all'Iran, allargando verso Est l'estensione del conflitto, sempre menno circoscritto.
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