EPISODE · Feb 6, 2026 · 6 MIN
La libertà vera non è fare quello che vuoi, ma rispondere alla verità che riconosci. - Venerdì 6-2-26
from Santi: dalla tribolazione alla vittoria · host Stefano Savoia
Avete notato come cambiano le prospettive? Questa storia, duemila anni fa, è stata sconvolgente. A leggerla, a pensarla in sé, può sembrare sconvolgente. E noi cosa viviamo nella fede ascoltando questo Vangelo? Diciamo, guarda, i re fanno quello che vogliono, però poi alla fine il Signore regna lo stesso. Giovanni Battista è un martire, un testimone di fede, un segno per la Chiesa. Possiamo attutire il fatto semplicemente guardandolo verso una finalità. Forse ne facciamo tanti di questi accorgimenti, però quando sentiamo che succedono certi fatti storici di solito ci angosciano abbastanza. Allora, vorrei trovare però in questo, spero, una luce importante per la nostra vita. E cioè, ma è possibile essere così in balia? Non c'è un modo per essere persone libere? Perché è chiaro, la dinamica è molto umana. Il fascino femminile, il potere, forse funziona ancora così oggi, no? Ma non c'è una forza della verità che rende liberi. Perché sicuramente in Erode non c'è, ma in Giovanni Battista sì. Pensate alla libertà con cui denunciava. E uno che denuncia un re si mette nei guai, no? Però, alla luce della verità, lui ha vissuto non solo con coscienza, ma con responsabilità. Come d'altronde i martiri di cui oggi facciamo memoria, Paolo Miki e i compagni. Cioè, nel momento in cui aderisci alla verità e l'annunci, a volte ti mette nei guai. Però è una luce che ti rende libero e che può liberare l'altro e anche le generazioni che verranno. Quindi la responsabilità non è poca cosa. Eppure c'è un fatto, perché forse ci possiamo trovare in certe situazioni nella condizione di Erode. Ascoltiamo, come lui ascoltava Giovanni Battista, lo ascoltava volentieri. Era perplesso, ma lo ascoltava volentieri. A noi la verità, la luce del Vangelo, forse in certi momenti ci sembra proprio bella. È però viverlo. E a che serve se non è per viverla? Non è un abbronzante. Uno se lo mette lì. Cioè, è una luce che va a rischiarare non soltanto un breve momento in cui tu l'accogli, ma va a rischiarare quelli che sono i tuoi passi successivi. E se non fai quei passi, cosa succede? Rimani nelle tenebre, come Erode. Questo potrebbe essere per ciascuno di noi forse quella leva capace di togliere quei grossi ostacoli che a volte sono i giudizi degli altri, a volte sono le nostre comodità. Perché sai, quando hai sistemato una situazione che ti è comoda, andarla a cambiare, poi che succede? Forse abbiamo bisogno di questa luce della verità. Pensate che anche un furbone come Erode riconosce che nelle parole di Gesù, di cui inizia a sentir dire tante cose, riesce a riconoscere la stessa verità e lo stesso vigore che c'era in Giovanni Battista. Tanto da dire una cosa, Giovanni Battista è risorto dei morti! Oh, ma chi l'aveva mai detta una roba del genere? Non c'era, non ha detto mica nessun altro, eh? Ma forse possiamo avere delle bellissime intuizioni, ma siamo disposti a camminare in quella luce? Cioè, diventa veramente la forza con cui la tua vita cambia? perché altrimenti è come se avresti sia la benzina che l'accendino, ma il fuoco non parte. Non parte, non si accende perché non glielo permetti. Questa libertà il Signore la custodisce, ce la lascia sempre. Però il rinunciare a viverla forse la lascia anche in una grande incertezza, indecisione, impotenza e forse anche in una grande tristezza. Tutto questo genera una paura che blocca. Piuttosto forse può sembrare pericoloso perché il martirio, nessuno di noi lo va a cercare il martirio, no? Però c'è un martirio quotidiano a cui tutti siamo chiamati ed è proprio rendere onore a quella verità che ci rende liberi.
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