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EPISODE · May 26, 2026 · 6 MIN

La persecuzione a volte viene dal Vangelo che combatte in tuo volerti imporre, e ti libera. Martedì 26-5-26 8o

from Santi: dalla tribolazione alla vittoria · host Stefano Savoia

Credo possa essere veramente di consolazione oggi ascoltare questo brano del Vangelo, anche aiutati dal testo di Pietro. La prima lettera di Pietro è una bellissima catechesi, sono cinque capitoli che vogliono dare ai nuovi battezzati tutti gli elementi per vivere la vita cristiana. E qui l'invito è appunto a cingere i fianchi della mente, che vuol dire essere obbedienti, perché si è obbedienti con la testa. Cingere i fianchi della mente sobri, restando sobri, cioè senza inebriarsi di tante cose che poi ti fanno perdere il lume delle cose che stai facendo, per porre la speranza in quella grazia che il Signore ci darà, ma già ci dà. Ecco perché è così importante questo brano, accanto a questo brano del Vangelo, perché la domanda che fa Pietro, e Pietro probabilmente aveva veramente lasciato non soltanto le reti, le barche, ma anche la famiglia, dice ma noi che abbiamo lasciato tutto, che cosa ne abbiamo? E questa è una domanda che forse può riguardare anche tanti di noi nelle scelte di vita che stiamo facendo. Noi abbiamo probabilmente lasciato tante cose per intraprendere un cammino di fede in cui cerchiamo di seguire il Signore dedicando energie, tempo, cose materiali. E Gesù risponde che chi ha lasciato riceve cento volte tanto sia in rapporti sia in cose materiali, e devo dire che cento non vuol dire semplicemente moltiplicare per cento, cento vuol dire una totalità. Tutto quello che sei, tutto quello che hai, ce l'hai totale insieme a persecuzioni. E mi vorrei fermare un attimo su questo insieme a persecuzioni, che noi spesso pensiamo che siano le persecuzioni di qualcuno che non accetta Cristo, cioè di qualcuno che non vive di fede, qualcuno che ci osteggia per cose, perché proprio è fuori. In realtà possono essere proprio quei fratelli e quelle sorelle che ci aiutano a vivere nella persecuzione, cioè nel contrasto tra il mio punto di vista e il loro, mi aiutano veramente a lasciare la mentalità di prima: come figli obbedienti non conformatevi ai desideri di un tempo quando eravate nell'ignoranza, ma come il santo che vi ha chiamati diventate santi anche voi in tutta la vostra condotta, poiché sta scritto sarete santi perché io sono santo, diceva la 1Pietro. Che vuol dire? Che lasciare la mentalità di prima dove io mi approprio di cose, di situazioni e lì vivo secondo la mentalità di questo mondo. Lui dice di lasciarla. Per avere veramente una novità di vita nel Vangelo, nel rapporto con Cristo, nel rapporto con i fratelli, l'altra mentalità in un certo senso è sempre lì, sbisciante come un serpente, si insinua. Allora bisogna dire no, non è roba mia, non sono cose mie. Cioè non mi approprio effettivamente nella prospettiva dell'essere nel rapporto con Cristo il cento volte tanto e veramente il sentire la libertà di partecipare del dono che il Signore mi fa, lì dove me lo fa, che non è fatto più di cose ma di quelle relazioni nelle quali tutto ricevo in un modo nuovo. Allora la persecuzione forse potrebbe essere anche un'opportunità, e mi sembra di poterlo dire tante volte. Perché stando dentro la vita cristiana questo si capisce, che man mano che sei veramente in dei rapporti di fede, tante tue presunzioni le devi lasciare, altrimenti la nostra presunzione ci mette l'uno contro l'altra, e lì finisce tutto. Invece il Signore dice guarda con me, cento volte tanto. E questo ti dà la possibilità di capire come la vita eterna è già iniziata. Perché quando vivi così senti che tutto è per te anche se tu non te ne appropri. Lo vivi come se fosse appunto partecipato, ne partecipi anche tu, ma non è roba tua, non sono cose tue, sono cose che comunque hanno a che fare con questo mondo, quindi le lasciamo qua. Ma abbiamo un'appartenenza, è quel rapporto che fa per noi la salvezza, il rapporto con Cristo, come abbiamo ricevuto la vita in Cristo così quella vita in Cristo ci porta avanti, ci fa camminare. Così arriveremo alla fine dei nostri giorni, che siano pochi o tanti, non importa, ma arriveremo liberi dalle cose e pieni di Cristo. Il Signore ci conceda di entrare così in questa giornata con una grande gratitudine perché anche oggi ce ne dà la possibilità di essere veramente come Lui, figli amati e pronti a farsi dono.

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