EPISODE · Feb 15, 2026 · 10 MIN
La relazione profonda con Dio vede nelle regole strade custodite per la libertà. Domenica 15-2-26 6Ord
from Santi: dalla tribolazione alla vittoria · host Stefano Savoia
Vi confesserò che sono pagine che destano tantissimi desideri, spunti di approfondimento, perché ci stiamo giocando la vita, nella misura in cui crediamo che queste parole non siano semplicemente dei buoni insegnamenti, delle esortazioni, qualche pacca sulla spalla come per dire dai, fai come puoi, non ti preoccupare. Sono invece strade che se le percorri arrivi lì dove eri intenzionato di andare quando sei partito, non ti sei perso. Partirei proprio da questa espressione che c'è nel libro dei Siracide che abbiamo ascoltato: a ognuno sarà dato ciò che a lui piacerà. Davanti a un'espressione del genere molti fanno un po' spallucce come per dire ma che stai dicendo? Allora i comandamenti, che sono nel cuore dell'uomo sempre una grande tentazione, in questo senso: o sono il migliore, le faccio tutte, so fare tutto, così sono a posto. Oppure dire visto che non sono capace almeno la facciamo grossa, che vuol dire non aver capito nell'una o nell'altra cosa. Allora, i comandamenti che sono? Perché se non capiamo questo non riusciamo ad entrare nel Vangelo di oggi. Gesù ci dice qual è la prospettiva dei comandamenti. La prospettiva è, sono delle parole che Dio ci dà per custodirci, come fa un padre e una madre. A un bambino piccolo un padre e una madre non è mai contento di sgridare, di riprendere, mai. E se lo fa è sempre nella prospettiva del suo bene, mi sembra. Perché se è frustrato è meglio che vada a sbattere lui la testa da qualche parte perché è meglio così. Ma l'intenzione che c'è dentro ad ogni indicazione verso i figli amati, è dargli quella strada per il loro bene nel quale anche il padre e la madre si compiacciono, cioè cercano, desiderano starci. Gesù è la rivelazione del cuore del padre, lui con la sua stessa vita ci rivela il padre. E come ce lo rivela? Come uno che ti ama, ti ama tanto da dirsi e darsi a te. Questa è la prospettiva. Allora uno oggi già si potrebbe fermare qui dicendo: come penso che il Signore mi guardi, come mi guarda Dio? Cosa guarda di me? Perché a volte pensiamo che, insomma, qua mi fulmina, qui, se abbiamo questo tipo di conoscenza, di presunzione nel cuore, ho capito che Dio è così, oggi abbiamo abbastanza materia per dire riguarda il tuo punto di vista, riconsideralo. Gesù ci sta facendo andare in una profondità, c'è una bella espressione che usa anche San Paolo nella lettura che abbiamo ascoltato oggi. Parliamo della sapienza di Dio che è nel mistero, che è rimasta nascosta, dice, ma nascosta fino a quando? Beh, finché nello spirito Dio ce l'ha rivelata, lo spirito conosce bene, senza errori, ogni cosa, anche le profondità di Dio. Mi fermo un attimo, ma capite che le profondità di Dio sono il luogo in cui la tua comunione con Dio diventa trasformante. Ti cambia così profondamente la vita che tu sei sempre tu, ma in un certo senso sei un'altra persona. Qualche d'uno ti va a dire, ma sei cambiato, non eri così, cosa ti è successo? Mi piacerebbe che uno dicesse, ho sentito quanto è preziosa la mia vita per Dio, e mi amo diversamente anch'io, perché non voglio più perdere ciò che ho conosciuto. Allora, in questo senso vorrei dirvi solo un'altra parola su questo concetto dei comandamenti, le leggi, le regole, le norme, perché se è vero che è così, troviamo una grande libertà, quelle parole hanno una vera intenzione di comunione, alla quale io posso porgere una disponibilità. E guardate che Gesù ci ha indicato la strada vivendola in prima persona, per questo è venuto nel mondo. Sì, sinché non ci accorgiamo di questo, stiamo perdendo l'essenziale, e cioè stiamo perdendo il rapporto con Dio vivo e vero, ma l’abbiamo sostituito con, lo dico, un idolo, un'idea. Il Signore mi corregga se vuole, perché questo è passato anche da una visione distorta anche nell'annuncio che la Chiesa ha dato per tanti anni, dove l'importante era essere a posto. Le regole, non il rapporto con Dio. In questo c'è un'intenzione chiarissima, per andare dentro le profondità di Dio abbiamo bisogno proprio di Gesù, per questo nel Vangelo dice, sta scritto… ma io vi dico. Cioè non fermatevi a quello che sembra l'apparenza della regola, vai in profondità, che cosa ti stava dicendo Dio in questa parola? Questo continuo a farlo oggi. Che cosa stiamo ascoltando in quello che Dio ci dice? Perché ogni volta che pensiamo che ci sta bacchettando è chiaro che siamo fuori. Un bambino può fare ancora i capricci e piangere, ma forse siamo diventati un po' grandicelli per questo. E concludo perché credo che le profondità di Dio ci dicano nella persona di Gesù che in tutto quello che ti sta capitando, a volte qualcuno pensa, chissà mi sta punendo per qualcosa il Signore perché mi è capitato questo, questo, questo. No, se ragioniamo così siamo fuori, non siamo nella prospettiva filiale. La prospettiva filiale qual è? È piuttosto rendersi conto che nella comunione con Dio, nella relazione con Lui, in quello che ti capita, che è qualcosa di normale mi verrebbe da dire, perché tutti ci ammaliamo, tutti abbiamo degli incidenti, tutti abbiamo delle situazioni faticose nella vita, ce l'abbiamo tutti, non è un fatto di merito questo, certo se te la vai a cercare con le martellate in testa è un'altra roba, però le situazioni di fatica nella vita le abbiamo tutti. Come stai dentro quelle situazioni? Questo fa la differenza se vivi una relazione filiale o se pensi soltanto di dover osservare delle regole. Gesù ci sta sbloccando, sta mettendo lo svitol dello Spirito Santo in questo meccanismo che si è andato a ingrippare, c'è della ruggine che viene da che cosa, che è subentrato a qualcos'altro, un'umidità che non veniva da Dio, che sono proprio le tentazioni alle quali noi cediamo forse per comodità, per ignoranza, per inganno. Bene, in Gesù e nello Spirito che ci dona questo si ferma e si trasforma. Quindi proviamo a rispondere da questa profondità con libertà a quello che Lui ci dice, perché quello che ci sta dicendo anche oggi è che c'è un amore più grande di qualunque colpa, peccato o trasgressione, è un amore che supera tutto perché ci sta dando la sua stessa vita. Quello che Lui vuole è proprio una piena comunione con Lui, ma non da chissà quando, da ora, adesso, perché questo è il tempo della grazia.
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