EPISODE · Jan 11, 2026 · 11 MIN
La salvezza non passa solo da canali prestabiliti. Passa da cuori aperti. - Battesimo di Gesù 11-1-26
from Santi: dalla tribolazione alla vittoria · host Stefano Savoia
La domanda che fa Giovanni Battista potrebbe aiutarci oggi. Avete ascoltato nel Vangelo? Gesù va, si mette in fila con i peccatori per essere battezzato da Giovanni nel Giordano. La settimana scorsa ero lì, proprio sul Giordano, e vi assicuro che quell'acqua lì, più che lavare, è sporca. C’è fango, perché aveva piovuto, ma comunque non è mai bellissima quell'acqua. Ma perché Gesù si deve immergere in quell'acqua? Se è un lavacro per i peccatori, perché Gesù si deve immergere nel Giordano? Il pensiero e la domanda di Giovanni Battista è lecito, vero? Ma assomiglia a quelle preghiere che facciamo anche noi tante volte. Quelle per cui diciamo, poverino, il Signore sulla croce. Più o meno così, cioè risulta una non comprensione del progetto di Dio. Allora ho solo l'imbarazzo della scelta delle cose che non ho capito. E tante volte anche noi preghiamo dicendo al Signore delle cose che per fortuna non ci ascolta. Ma va avanti con una volontà di salvezza per tutti. Qui al Giordano, lì sulla croce. Fa un po' paura, ma a questo punto lo dico: qual è la volontà di Dio? Che volontà ha Dio verso di noi? E se tratta così suo figlio, sono proprio sicuro di voler essere suo figlio? Dice, se prima ero un po’ confuso, adesso lo sono in un modo totale. Vero? Allora, vorrei un attimo ricapitolare perché la liturgia di oggi ha veramente una grande ricchezza. Ci fa vedere come il battesimo si colloca proprio nelle epifanie di Gesù. Nelle sue manifestazioni con cui ci fa conoscere non soltanto chi è lui, ma anche chi siamo noi. Per questo la festa del battesimo di Gesù è collocata qui nel tempo di Natale. È l'ultima delle feste di Natale. Dice, ma come la settimana scorsa era ancora un bambino piccolo, adesso è già diventato un uomo di trent'anni. Che c'entra con il Natale? Appunto, un'altra epifania. Perché da qui questa discesa dello Spirito su di lui e questa voce del Padre sono il vero inizio della sua missione come evangelizzatore, come portatore del Vangelo sulla Terra. Il seguito poi lo vedremo all'inizio della quaresima perché lo Spirito da lì lo caccia nel deserto per quaranta giorni, tentato da Satana. Quindi è proprio l'inizio della sua missione di apostolo del Padre, inviato dal Padre. E la manifestazione è qualcosa di cui abbiamo, spero, bisogno non soltanto di guardare, ma anche di interpretare per la nostra vita. Perché lì discende lo Spirito quando lui semplicemente vuole compiere ogni giustizia, dice a Giovanni, lascia fare finché si compia ogni giustizia. Cioè quello che sta a cuore a Gesù e spero anche a noi è che la volontà di salvezza del Padre, la volontà d'amore che il Padre ha per l'umanità si possa compiere. Mi fa pensare certe volte a certe scene di famiglia dove qualche figlio, qualche nipote piccolino va a mettere mano in delle situazioni un po' delicate per cui ci viene subito voglia di dire fermo, fermo, lascia lì, fermo. Avete presente quei momenti? Sembra che Gesù stia dicendo così a Giovanni Battista e a noi. Nel progetto di Dio c'è una sapienza dove lui si sta immergendo perché ciascuno di noi, come abbiamo detto nella preghiera iniziale, siamo diventati figli per adozione nel battesimo, ciascuno di noi si possa immergere. Gesù si immerge non soltanto in quell'acqua, si immerge nell'umanità, si immerge lì dove l'acqua è l'unica acqua che non viene benedetta per fare i battesimi, quella del Giordano, lo sapevate? Proprio perché Gesù si è immerso ed è benedetta per sempre. E che cosa è successo quando Gesù si è immerso in quell'acqua? Più che essere stato lavato lui, lì si è preso carico di tutti noi. Come se ci dicesse, bene, da lì ti ho adottato, sei mio fratello, lo sarai per sempre. Qualunque cosa ti succederà nella vita, io sono venuto per questo, per prendere su di me i tuoi peccati, i peccati del mondo. Lo diremo fra poco, ecco l'Agnello di Dio, colui che toglie, ma come li toglie? Li toglie perché prende su di sé i peccati del mondo. Cioè dice, l'amore con cui il Padre ci ama è più grande di qualunque peccato. Credi tu questo? Il nostro battesimo è spesso ridotto emotivamente a un momento celebrativo, ma il nostro battesimo è l'immissione nella vita di Dio. E che Dio inizia nella tua storia, dentro di te, nel tuo cuore, una storia nuova. Tanto che ogni volta che rinnovi il tuo sì a Lui, Lui da te scaccia i peccati. Lo facciamo sempre, ma forse lo facciamo in modo inconsapevole. Oggi l'abbiamo fatto con l'aspersione ricordando il battesimo all'inizio della messa, ma di solito cosa facciamo in quel momento? L'atto penitenziale, diciamo il Confesso, cioè chiediamo perdono dei peccati,. Concretamente io riconosco il mio peccato perché so che tu mi perdoni. L'amore con cui tu mi ami mi rende figlio amato, libero dal peccato, se no saremmo dei masochisti. Allora, da qui si inizia a capire meglio il progetto di Dio. Lui ha una volontà di salvezza per tutti e la porterà a compimento proprio sulla croce. E noi, spesso, un po' come Giovanni, vorremmo dire, Signore facciamo in altro modo. Non così. Beh, forse la nostra preghiera a volte appunto non è in fila con quello che il Signore dice e fa. Allora Gesù dice, conviene che compiamo ogni giustizia. Lo dice a Giovanni. Lasciamocelo dire anche nella nostra quotidianità, nella nostra preghiera, recuperando la gioia di essere figli amati. Lasciamoci dire come fare per seguirlo. Per questo anche Pietro, se andaste a rileggere quei capitoli dieci, undici degli Atti degli Apostoli, vi fareste un'idea di Pietro, quel Pietro coraggioso, quello che dopo il discorso di Pentecoste è pronto a tutto, però ancora aveva tante reticenze. E qui si rende conto di come lo Spirito, non è che si muove come dice lui, lo Spirito lo anticipa sempre, tanto è che va a casa di Cornelio e appena Pietro giunge e parla, lo Spirito scende su questa gente. E Pietro dice, beh, se hanno ricevuto lo Spirito come noi, chi sono io per impedire che vengano battezzati anche nell'acqua? Questo sarebbe un motivo forse di riflessione, lo dico non soltanto a quelli dell'azione cattolica che hanno voglia di approfondire, lo dico a tutti questo. La salvezza non procede semplicemente secondo dei canali prestabiliti, la salvezza è l'apertura del cuore al progetto di Dio, in un amore che ci precede sempre. Quindi lasciamoci stupire, lasciamoci scuotere in certe situazioni, a volte è faticoso, a volte ti imbarazza e le attestazioni sono numerose nelle Scritture di come lo Spirito imbarazzi i nostri progetti, i nostri programmi. Ma poi conduce a pienezza, ed è quello che chiediamo anche oggi. Accoglici come figli amati, non soltanto facci sentire perdonati nei nostri peccati, ma anche testimoni di un amore che sempre ci precede. Ed è per tutti gli uomini, senza esclusione alcuna, senza preferenze, perché tutti siamo fatti a sua immagine, preziosi ai suoi occhi, figli amati. Ed è questo che dice la voce del Padre, indicando il figlio che esce dalle acque, questo è il mio figlio amato, amato, e ciascuno di noi in lui è figlio amato. Recuperiamo e gioiamo di questa infinita benevolenza del Padre, e testimoniamo perché tanti non lo sanno, forse stanno aspettando proprio noi per poterlo scoprire.
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La domanda che fa Giovanni Battista potrebbe aiutarci oggi. Avete ascoltato nel Vangelo? Gesù va, si mette in fila con i peccatori per essere battezzato da Giovanni nel Giordano. La settimana scorsa ero lì, proprio sul Giordano, e vi assicuro che quell'acqua lì, più che lavare, è sporca. C’è fango, perché aveva piovuto, ma comunque non è mai bellissima quell'acqua. Ma perché Gesù si deve immergere in quell'acqua? Se è un lavacro per i peccatori, perché Gesù si deve immergere nel Giordano? Il pensiero e la domanda di Giovanni Battista è lecito, vero? Ma assomiglia a quelle preghiere che facciamo anche noi tante volte. Quelle per cui diciamo, poverino, il Signore sulla croce. Più o meno così, cioè risulta una non comprensione del progetto di Dio. Allora ho solo l'imbarazzo della scelta delle cose che non ho capito. E tante volte anche noi preghiamo dicendo al Signore delle cose che per fortuna non ci ascolta. Ma va avanti con una volontà di salvezza per tutti. Qui al Giordano, lì sulla croce. Fa un po' paura, ma a questo punto lo dico: qual è la volontà di Dio? Che volontà ha Dio verso di noi? E se tratta così suo figlio, sono proprio sicuro di voler essere suo figlio? Dice, se prima ero un po’ confuso, adesso lo sono in un modo totale. Vero? Allora, vorrei un attimo ricapitolare perché la liturgia di oggi ha veramente una grande ricchezza. Ci fa vedere come il battesimo si colloca proprio nelle epifanie di Gesù. Nelle sue manifestazioni con cui ci fa conoscere non soltanto chi è lui, ma anche chi siamo noi. Per questo la festa del battesimo di Gesù è collocata qui nel tempo di Natale. È l'ultima delle feste di Natale. Dice, ma come la settimana scorsa era ancora un bambino piccolo, adesso è già diventato un uomo di trent'anni. Che c'entra con il Natale? Appunto, un'altra epifania. Perché da qui questa discesa dello Spirito su di lui e questa voce del Padre sono il vero inizio della sua missione come evangelizzatore, come portatore del Vangelo sulla Terra. Il seguito poi lo vedremo all'inizio della quaresima perché lo Spirito da lì lo caccia nel deserto per quaranta giorni, tentato da Satana. Quindi è proprio l'inizio della sua missione di apostolo del Padre, inviato dal Padre. E la manifestazione è qualcosa di cui abbiamo, spero, bisogno non soltanto di guardare, ma anche di interpretare per la nostra vita. Perché lì discende lo Spirito quando lui semplicemente vuole compiere ogni giustizia, dice a Giovanni, lascia fare finché si compia ogni giustizia. Cioè quello che sta a cuore a Gesù e spero anche a noi è che la volontà di salvezza del Padre, la volontà d'amore che il Padre ha per l'umanità si possa compiere. Mi fa pensare certe volte a certe scene di famiglia dove qualche figlio, qualche nipote piccolino va a mettere mano in delle situazioni un po' delicate per cui ci viene subito voglia di dire fermo, fermo, lascia lì, fermo. Avete presente quei momenti? Sembra che Gesù stia dicendo così a Giovanni Battista e a noi. Nel progetto di Dio c'è una sapienza dove lui si sta immergendo perché ciascuno di noi, come abbiamo detto nella preghiera iniziale, siamo diventati figli per adozione nel battesimo, ciascuno di noi si possa immergere. Gesù si immerge non soltanto in quell'acqua, si immerge nell'umanità, si immerge lì dove l'acqua è l'unica acqua che non viene benedetta per fare i battesimi, quella del Giordano, lo sapevate? Proprio perché Gesù si è immerso ed è benedetta per sempre. E che cosa è successo quando Gesù si è immerso in quell'acqua? Più che essere stato lavato lui, lì si è preso carico di tutti noi. Come se ci dicesse, bene, da lì ti ho adottato, sei mio fratello, lo sarai per sempre. Qualunque cosa ti succederà nella vita, io sono venuto per questo, per prendere su di me i tuoi peccati, i peccati del mondo. Lo diremo fra poco, ecco l'Agnello di Dio, colui che toglie, ma come li toglie? Li toglie perché prende su di sé i peccati del mondo. Cioè dice,...
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