EPISODE · Jan 5, 2026 · 9 MIN
La sfida dei Brics: creare istituzioni globali al passo con la crescita economica
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di Branko MilanovicL’ex capo economista della Banca mondiale riflette sul profondo scarto che si è aperto tra il potere economico globale e l’assetto delle istituzioni chiamate a governarlo. A partire dallo spostamento del baricentro della crescita verso l’Asia e dall’ascesa della Cina, Milanović mostra come la persistente sproporzione nei meccanismi di rappresentanza del Fondo monetario internazionale e della Banca mondiale non sia solo una questione di diritti di voto. Per l’economista serbo-americano rappresenta il sintomo di una crisi più ampia della governance economica internazionale. In questo quadro, il tentativo dei Brics di dar vita a nuove istituzioni multilaterali appare ancora incerto. La vera posta in gioco resta la capacità di definire modelli, linguaggi e criteri di legittimità del pensiero economico nel XXI secolo.IN BREVEBaricentro economico La crescita globale si è spostata in Asia: la Cina ha superato gli Usa in termini di Pil a parità di potere d’acquisto, mentre India e Indonesia scalano la produzione mondiale.Istituzioni fuori tempo Fmi e Banca Mondiale riflettono ancora gli assetti del 1944, con una rappresentanza asiatica molto inferiore al peso economico reale dell’area.Il nodo del veto Secondo Milanović, La vera criticità non sono i voti formali ma il potere di blocco del 15%, oggi prerogativa esclusiva degli Usa, che condiziona la governance globale.Brics e nuove istituzioni La New Development Bank e la Aiib sono i primi tentativi di alternativa all’ordine esistente, ma restano in una fase iniziale e con risonanza limitata.Oltre l’egemonia Usa La sfida è superare il Washington Consensus, definendo nuovi modelli di sviluppo che riflettano le reali dinamiche economiche del XXI secolo.Branko Milanovic Economista serbo-americano, è tra i massimi esperti di disuguaglianze globali. Nato a Parigi e cresciuto a Belgrado, ha lavorato per 20 anni alla Banca mondiale, dove è stato capo economista per la ricerca. Professore alla City University of New York (CUNY) e visiting scholar in università da Oxford alla Johns Hopkins, ha rivoluzionato gli studi sulla distribuzione del reddito. Il suo celebre «grafico dell’elefante», del 2016, mostra i perdenti della globalizzazione: le classi medie occidentali e i poveri assoluti. Nei suoi libri tradotti in italiano, Capitalismo senza rivali. Il futuro del sistema che domina il mondo e Ingiustizia globale. Migrazioni, disuguaglianza e il futuro della classe media, analizza le dinamiche economiche mondiali e i cicli storici del potere. Critico delle élite «liberali illiberali», analizza l’ascesa del populismo come effetto della concentrazione della ricchezza, contestando sia la sinistra globalista sia i nazionalismi reazionari. La sua tesi più provocatoria: «Il capitalismo ha vinto, ma sta distruggendo la democrazia».Ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua e-mail, iscriviti a Krisis su Substack This is a public episode. If you would like to discuss this with other subscribers or get access to bonus episodes, visit krisisinfo.substack.comVoci narranti: Elisabetta Burba, Giulio Bellotto, Andrea PincinKrisis – Rivista di politica globale iscritta nel Pubblico Registro Stampa n. 21/2024 del Tribunale Ordinario di Milano.Editore e direttrice rresponsabile: Elisabetta BurbaCodice ISSN: 3035-2797
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