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EPISODE · May 21, 2026 · 5 MIN

La speranza nella resurrezione del morti omelia di giovedì VII settimana di Pasqua

from Il podcast di don Andres Bergamini · host Andres Bergamini

Al cuore della testimonianza Paolo, davanti al Sinedrio, non sta semplicemente usando una strategia astuta per creare divisione tra i suoi accusatori. La sua non è solo una mossa opportunistica: è una vera testimonianza, forte e coraggiosa, proprio come il Signore gli aveva chiesto di fare. Quando dichiara di essere giudicato “a motivo della speranza nella risurrezione dei morti”, arriva al centro essenziale della fede. Mi colpisce il fatto che Paolo, in questo momento, non pronunci direttamente il nome di Gesù. Eppure tutto ciò che dice nasce proprio dalla vicenda di Cristo. Poco prima aveva raccontato la sua conversione e la sua chiamata davanti alla folla inferocita di Gerusalemme, ma il lezionario, con i suoi tagli, spesso ci fa perdere pagine meravigliose degli Atti degli Apostoli. Per questo sento importante leggere sempre la Scrittura nella sua interezza, Bibbia alla mano, lasciandomi accompagnare dalla Parola giorno dopo giorno, anche oltre i brani proposti dalla liturgia. Davanti al Sinedrio, però, Paolo va dritto all’essenziale: la speranza della risurrezione dei morti. Interrogarsi sulla propria speranza Questa parola interpella profondamente anche me. Qual è davvero il mio rapporto con la speranza della risurrezione? Esiste nel mio cuore? È viva? La speranza cristiana nasce da Cristo morto e risorto: Lui, morto sulla croce, è stato richiamato alla vita dal Padre, è stato assunto in cielo con il suo corpo e ora ci attende. Questo è il cammino verso cui siamo diretti. Non si tratta di un’idea astratta, ma di una grazia concreta che Dio dona e che deve essere continuamente alimentata. Capisco allora che la speranza della risurrezione non è qualcosa di automatico o superficiale. Deve essere custodita ogni giorno. È una realtà che nasce dentro di noi e trasforma il cuore. Certo, può anche creare divisione, come avvenne nel Sinedrio, ma è proprio questa parola che illumina la vita e dà senso al nostro cammino. Il coraggio della testimonianza Nella notte, il Signore stesso si avvicina a Paolo e gli dice di avere coraggio. Gli ricorda che ha testimoniato a Gerusalemme “le cose che mi riguardano”, cioè il mistero della risurrezione e la relazione viva tra Cristo e il suo discepolo. E gli annuncia che dovrà testimoniare anche a Roma. Questo incoraggiamento rivela quanto fosse pesante la prova che Paolo stava attraversando. Le difficoltà non erano leggere, eppure dentro di lui ardeva un fuoco che non poteva essere spento: il desiderio di portare la salvezza a tutti, anche ai pagani. Ricordo che proprio il riferimento ai pagani aveva provocato l’interruzione violenta del precedente discorso di Paolo a Gerusalemme. Tuttavia lui non smette di annunciare il Vangelo. Continua a testimoniare con coraggio. Anche io mi sento chiamato a questa stessa testimonianza, semplice ma concreta, nelle relazioni quotidiane: nella famiglia, nel lavoro, nella comunità. La fede nella risurrezione non è qualcosa da custodire solo interiormente, ma una speranza da comunicare attraverso la vita. Una speranza che crea comunione La speranza della risurrezione porta anche a sentirsi profondamente uniti: uniti al Signore, al Padre e tra di noi. In questo risuonano le parole della grande preghiera di Gesù nel capitolo 17 del Vangelo di Giovanni: Gesù non prega solo per i suoi discepoli presenti, ma anche per tutti quelli che crederanno attraverso la loro parola. Questo mi fa percepire una grande responsabilità. Ogni credente che accoglie la speranza cristiana entra nella preghiera stessa di Gesù. Il desiderio del Signore è che tutti siano una cosa sola, come il Padre è nel Figlio e il Figlio nel Padre. Si tratta di una comunione profonda, una comunione di vita eterna. Per questo nasce spontaneo il ringraziamento: essere chiamati a vivere questa unità è un dono immenso. Il dono dello Spirito e la forza per testimoniare Infine comprendo quanto sia fondamentale l’azione dello Spirito Santo. È lo Spirito che radica sempre più profondamente nel cuore la speranza della risurrezione. Ed è ancora lo Spirito che dona forza, coraggio e perseveranza nella testimonianza. Per questo sento il bisogno di accoglierlo, di invocarlo e di chiedere continuamente il suo aiuto. Solo Lui può rendere viva la speranza cristiana dentro di me e sostenermi nel renderne testimonianza ogni giorno.

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