EPISODE · Jun 4, 2026 · 2 MIN
La Stoà ad U e la Prostituzione Sacra
from Parco Archeologico di Locri · host eArs
In questo luogo, ci imbattiamo in una struttura dall’aspetto singolare: la Stoà ad U. Quest’ultimo è un imponente porticato costruito in età ellenistica, situato al di fuori delle mura cittadine, proprio di fronte al mare. L’edificio dalla particolare forma a U, è composto da una serie di 37 piccoli ambienti, distribuiti intorno ad un grande cortile centrale. Questa luogo è legato ad una delle tradizioni più affascinanti e dibattute di Locri: la prostituzione sacra. Alcuni autori antichi, come Giustino, raccontano che i locresi avrebbero fatto voto ad Afrodite di consacrare le proprie figlie alla dea durante le guerre, come quelle contro la vicina Reggio, o per scongiurare gravi pericoli. Secondo gli studiosi, gli ambienti della Stoà potrebbero essere stati utilizzati durante questi riti: le giovani donne accoglievano i fedeli fornendo nell’atto sessuale un servizio divino per la salvezza della comunità. Pertanto, l’atto non era considerato come qualcosa di vergognoso o degradante ma come atto di devozione religiosa. Il ritrovamento nel cortile di oltre 370 fosse rituali, dette bothroi, contenenti resti di animali sacrificati e ceramiche da banchetto, conferma l’uso sacro e collettivo di questo spazio. Immaginate il porticato animato da pellegrini e mercanti che cercavano la benedizione della dea attraverso un’unione rituale che univa il corpo al divino. La Stoà locrese ci sfida a comprendere una sensibilità lontana dalla nostra, dove il sacro rientrava in ogni aspetto dell’esistenza, compresa la sessualità, la quale era considerata un dono per entrare in contatto con il divino e chiedere protezione per la comunità.
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