La vita eterna sarà relazione piena. Se non impariamo ad amare ora, l’eternità fa paura.  Giovedì 5-3-26 episode artwork

EPISODE · Mar 5, 2026 · 7 MIN

La vita eterna sarà relazione piena. Se non impariamo ad amare ora, l’eternità fa paura. Giovedì 5-3-26

from Santi: dalla tribolazione alla vittoria · host Stefano Savoia

Penso alla volontà, all'intenzione di questo testo del Vangelo, supportato dal testo del profeta Geremia e dal Salmo. L'intenzione è una, mi sembra. Le scelte che stiamo facendo, e le facciamo con intenzione, possono essere quelle che ci allontanano dal rapporto con Dio. Detto in un modo diverso, dalla salvezza. Che cos'è la salvezza? Non è una cosa che noi possiamo produrre. Mi salvo da solo. Se ho le cose di cui ho bisogno, io sono salvo. Non funziona così. Quindi c'è una volontà, attraverso questa parabola, di farci vedere una prospettiva diversa. Come addirittura con quello che tu hai puoi procurarti una distanza abissale. Ma è veramente una cosa impressionante detta così. Una distanza abissale. Qual è la distanza abissale? Tenere fuori dalla porta: chi? Che cosa? La salvezza. E chi è la salvezza? La salvezza è uno, è Gesù Cristo. Uno è la salvezza. La salvezza è una relazione con chi ci ama e ci salva. Attraverso l'amore di chi ci ama possiamo imparare ad amare gli altri. Che è l'unico comando che abbiamo. Non ne abbiamo altri. Se voi fate la ricapitolazione di tutta la rivelazione in Cristo, abbiamo un solo comando. Uno. Di amare il prossimo. E come fai ad amarlo? Dall'amore con cui sei amato impari ad amare il prossimo. Ma se tu lo tieni fuori dalla porta di casa o del cuore, che è lo stesso, tenere fuori dal cuore vuol dire creare una distanza abissale a Dio che ti sta cercando. E qui c'è una specie di dramma che si sta consumando perché la parabola è volutamente iperbolica, come si può vedere nel nostro abside. E cioè, chi è il povero? Un affamato, un bisognoso, chi è? Ma è una persona. Ma in quel momento è il tuo prossimo? L'intenzione quale dovrebbe essere dentro di noi? Renderlo persona, considerarlo persona, oppure tenerlo fuori. E volutamente, sembra metterci lì, vale meno di un cane. I cani lo considerano invece migliore perché vanno a leccargli le piaghe. Cioè, i cani sono “i pagani", sono quelli che non conoscono né Dio né la legge, non conoscono la rivelazione, non ne sanno niente, eppure se ne prendono cura. Allora, così riassumo. Pensava attraverso il potere di poter disporre di tutto. Questa era la sua certezza. Lauti, banchetti, grandi feste, e pensa che anche dopo funzioni così. Ma, non so se avete notato, vuole comandare ad Abramo quello che deve dire, fare. Allora manda Lazzaro qui, fai colà. Continua ad essere uno che comanda. E noi pensiamo che questa sia la via della salvezza? Abramo gli fa vedere che non è questa. Questa è la via che, se non la usi per il bene, per l'amore del prossimo, crea in te una distanza dalla salvezza, dall'amore che abbiamo gli uni per gli altri. Allora, sembra avere a un certo punto un'intuizione, allora bisogna che lo dica agli altri, ai miei fratelli. Ma c'è il modo, e il Vangelo di Luca in particolare ce lo mette dall'inizio alla fine, è che proprio ascoltare la rivelazione, Mosè e i profeti. Lui dice no, ma se uno va dai morti crederanno. E qui c'è un po' la sintesi. Neanche se uno risorgesse dai morti, per esempio, Gesù Cristo è risorto dai morti, no? Ecco, neanche se uno risorgesse dai morti, saranno persuasi, cioè crederanno. Allora, questo ci fa capire. Se non ascoltiamo la rivelazione, è chiaro che, anche se Cristo è risorto, non sentiamo che la salvezza è vicina. Non sentiamo che ci sta interpellando. Non sentiamo importante tutta la rivelazione che si può riassumere nel ama il tuo prossimo, chi ti è vicino, consideralo persona come te, e tu creerai ancora una distanza dal prossimo, da Dio, quindi dalla salvezza. Che cosa sarà la vita eterna? Sarà una comunione. Ma se non impariamo a vivere la comunione, che cosa sarà? E lì ci sono le fiamme, il tormento. Perché il tormento sarà proprio ciò che ha evitato, cioè la relazione. Invece la vita eterna sarà relazione. Chiediamo quindi al Signore di avere un po' di luce su come stiamo vivendo le nostre relazioni, se lo facciamo a partire da questa rivelazione che tutte le Scritture ci danno. Pensate al Salmo, questo albero trapiantato, dice letteralmente, presso le correnti d'acqua, verso queste Scritture che come acqua vengono a dissetarci. Guardiamo se questo sta diventando veramente la nostra vita e il nostro alimento, o se stiamo cercando più nei beni materiali quello che dovrebbe essere per noi salvezza.

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