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EPISODE · Mar 27, 2026 · 9 MIN

La vita spirituale non è evanescente, ma opere concrete per qualcuno. Venerdì 27-3-26

from Santi: dalla tribolazione alla vittoria · host Stefano Savoia

Vorrei partire da alcune attenzioni che l'Antico Testamento oggi ci mette davanti. Intanto il profeta Geremia non era proprio un pezzettino di pane friabile, però il trattamento che gli è stato riservato è stato molto duro. Quindi c'era il suo persecutore per antonomasia un certo Pascur, che a un certo punto dice tu non ti chiamerai più Pascur, ti chiamerai “Terrore all’intorno". Pensate che bel nomignolo gli ha dato. Ma gliene aveva combinate. Però questo “Terrore all’intorno" mi sembra che in tante epoche della storia ci siano state delle persone da chiamare terrore all’intorno. Anche oggi qualcuno c'è. Quindi non è cambiato il vizio. E forse proprio il cuore dell'uomo ha alcune caratteristiche per cui si lascia sedurre fino a diventare un motivo di angoscia per qualcuno o addirittura per l'umanità intera, come sta accadendo ora. Perché pregare per la pace, che è un filo conduttore degli ultimi tempi in ogni situazione e in ogni riunione di fede, non abbandona quindi il nostro dirci a Dio, questo trova un alimento proprio nelle parole che Dio stesso ci dice. E credo che accanto a Geremia che ha questa angoscia profonda, sente il tradimento di tanti, sente questa persecuzione che lo vuole morto e a un certo punto capisce che non si vendicherà lui di persona ma invoca la vendetta che viene da Dio e che ha sempre nella luce della verità il suo fulcro, questo gli procura dentro il cuore pace, una pace profonda, una pace che lo porta a dire cantate inni al Signore, lodate il Signore perché ha liberato la vita del povero dalle mani dei malfattori. Uno non l'avrebbe mai detto in quella situazione che si potesse mettere a lodare e invocare questa salvezza, questa pace che viene da Dio. E quindi le parole del Salmo 17 che abbiamo ascoltato oggi sono quell'ancora di salvezza a cui vi invito a tornare spesso. È un Salmo che inizia direttamente così Ti amo Signore mia forza e poi dice una serie di altri termini che ti fanno capire come sente la solidità della sua vita, solo perché sta attaccata al Signore. E inviterei a fare un po' l'esame di coscienza dove ci stiamo attaccando adesso, qual è il motivo di solidità della nostra vita perché lui dice così Signore mia roccia, mia fortezza, mio liberatore, mio Dio, mia rupe in cui mi rifugio, mio scudo, mia potente salvezza, mio baluardo cioè per quanto possa essere attanagliato anche da Pascur o da chiunque sia il persecutore del momento, ho trovato un motivo di solidità, di pace per questo comincia dicendo Ti amo, che vuol dire sento che proprio perché tu così ti proponi a me questo mi dà la possibilità di esprimere la mia vita perché possiamo esprimere la nostra vita in tanti modi, ma se manca l'amore avremo sempre dei “se” e dei “ma” qualunque cosa accade, per quanto possa essere bella avremo sempre dei motivi per dire “sì ma" e invece partiamo da questo Ti amo Signore mia forza. Forse è la stessa forza di cui parlava Gesù nel Vangelo, anche con Lui il trattamento simile a quello di Geremia raccolgono delle pietre e c'è un'intenzione chiara di volerlo eliminare e qui vorrei dare l'altro elemento che credo possa essere anche un motivo per ciascuno di noi di affrontare qualunque situazione, perché Gesù dice per quale delle opere buone che io ho compiuto volete eliminarmi ve ne ho fatte vedere dal Padre mio molte, per quale di queste? Vedete la tentazione nella fede anche questa ci riguarda il rendere tutto così spirituale da dimenticarci le opere, perché tu che sei uomo ti fai Dio per fortuna che noi conosciamo il Vangelo dall'inizio quando invece ci dice tu che sei Dio e ti sei fatto uomo hai preso carne sei diventato come noi. Quindi a questa accusa di bestemmia e di farsi come Dio che appunto è la tentazione propria del cuore dell’uomo, questi uomini stanno facendo che cosa? forse proprio quella persecuzione propria di chi si sta mettendo al posto di Dio forse simile a quella che ci scappa fatta in ogni giudizio, critica quando cerchiamo di abbassare l'altro perché forse sta svolazzando troppo in alto: chi sei? Gesù vola molto basso qui dice per quale delle opere? e qui c'è il suggerimento perché il compiere l'opera di Dio è molto bello vedere c'è un testo di Paolo che aiuta in questo quando nella lettera ai Galati al capitolo 5 se qualcuno avesse voglia di allargare un po' la comprensione di questo testo Paolo descrive la vita secondo la carne e secondo lo spirito dicendo che le opere della carne ne fa un elenco dice sono tante poi dice il frutto dello spirito il frutto dello spirito che vuol dire quando permette lo spirito di amare nella tua vita e poi dice nove termini è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé, fa un elenco ma è come se fossero tante facce della stessa pietra preziosa che ci ha messo davanti, che sono anche le facce di chi amandoti a volte si stupisce a volte ti sorride a volte si rattrista amandoti cioè proprio come fa il Signore. Se riparti dall'amore è chiaro che ne sentirai a volte tante ferite, perché non viene compreso non viene accolto ma non puoi smettere di compiere quest'unica opera che è l'opera creativa e creatrice di Dio che ci viene comunicata e che anche noi possiamo vivere. In questo tempo in cui ogni tipo di pace viene messa alla prova con sempre nuovi motivi di angoscia, noi possiamo ripartire da quest'unico atto di fede: l'amore creativo di Dio che da sempre accompagna la vita degli uomini anche oggi cerca qualcuno che gli si presti come un pulpito da cui possa parlare, che sia disponibile a trasmettere con i suoi gesti e le sue parole quest'unico amore con cui continua ad essere generativo e creativo dell’umanità. Rendiamoci quindi disponibili a questa magnifica opera di cui anche oggi il Signore si rende protagonista, non sempre accolto ma sempre presente.

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