L’arsenale militare iraniano: potenza apparente, limiti strutturali, minaccia asimmetrica episode artwork

EPISODE · Jun 15, 2025 · 8 MIN

L’arsenale militare iraniano: potenza apparente, limiti strutturali, minaccia asimmetrica

from OFFICINA GEOPOLITICA di Claudio Bertolotti · host Claudio Bertolotti

L’arsenale militare iraniano: potenza apparente, limiti strutturali, minaccia asimmetrica Nonostante una narrativa che tende a enfatizzarne la forza, l’arsenale militare iraniano è segnato da forti limiti strutturali, in particolare nel dominio della guerra convenzionale. Il comparto aeronautico, ad esempio, si basa ancora in gran parte su tecnologie risalenti agli anni ’70, risalenti al periodo pre-rivoluzionario e acquisite durante il regno dello Scià. Ne fanno parte aerei da combattimento come gli F-4 Phantom, gli F-5 e alcuni F-14 Tomcat, mantenuti operativi con difficoltà grazie a reverse engineering, cannibalizzazione di pezzi di ricambio e una rete industriale interna che ha cercato di supplire alla mancanza di accesso ai mercati globali per via dell’embargo. La potenza missilistica: la vera carta strategica Il vero elemento di deterrenza e di proiezione di forza per Teheran risiede nella componente missilistica. Secondo stime attendibili, l’Iran dispone di oltre 3.000 missili balistici, il che ne fa una delle più imponenti potenze missilistiche del Medio Oriente. Questi vettori includono una gamma diversificata di missili a corto e medio raggio (come i Fateh-110, Zolfaghar, Shahab-3 e Sejjil), capaci di colpire bersagli a distanze comprese tra i 300 e i 2.000 km. Dal punto di vista tecnico, questi missili sono spesso alimentati nella fase iniziale tramite razzi a propellente solido o liquido, ma non sono dotati di sistemi di guida o propulsione terminale, il che significa che, una volta raggiunto l’apogeo della traiettoria, ricadono “a caduta libera” sull’obiettivo. Questa caratteristica riduce la precisione rispetto ai più sofisticati sistemi occidentali o russi, ma resta comunque efficace se usata su obiettivi di area o in una logica di saturazione. Tecnologia obsoleta, ma strategia moderna A dispetto dell’obsolescenza tecnologica in molte componenti convenzionali (carri armati, aerei, difesa antiaerea), l’Iran ha saputo adattarsi a una logica di guerra asimmetrica e ibrida. Il know-how sviluppato sul terreno (soprattutto in Siria, Iraq, Libano e Yemen) e il ricorso a proxy armati ben addestrati e forniti, ha trasformato il potenziale militare iraniano in una minaccia diluita, flessibile e difficilmente neutralizzabile con la sola superiorità aerea. In particolare, i programmi missilistici sono accompagnati dallo sviluppo di droni d’attacco e di sorveglianza (come i Mohajer e i Shahed), utilizzati sia direttamente sia forniti a forze alleate (Hezbollah, Hamas, milizie sciite irachene, Houthi). Questi strumenti hanno dimostrato una crescente efficacia, sia in termini tattici che simbolici. Conclusione: una minaccia non convenzionale L’Iran non può competere direttamente con le potenze regionali o globali sul piano convenzionale, ma ha saputo sviluppare un arsenale che, sebbene basato in larga parte su tecnologia obsoleta, rappresenta una minaccia significativa in chiave asimmetrica e strategica. I suoi missili balistici, in particolare, costituiscono un elemento chiave nella dottrina della deterrenza offensiva, in grado di colpire obiettivi critici in tutta la regione. La crescente interconnessione tra capacità missilistiche, droni e rete di proxy regionali moltiplica il potenziale distruttivo dell’Iran, compensando in parte le lacune della sua forza convenzionale.

Episode metadata supplied by the publisher feed · Published Jun 15, 2025

Embed this episode

Ready to play

L’arsenale militare iraniano: potenza apparente, limiti strutturali, minaccia asimmetrica

0:00 8:16

No transcript for this episode yet

We transcribe on demand. Request one and we'll notify you when it's ready — usually under 10 minutes.

No similar episodes found.

Prospettive sul Metaverso Roberto Capodieci, Rita Trombin, e Filippo Caprioglio Benvenuti in "Prospettive sul Metaverso"!Il Metaverso, termine coniato da Neal Stephenson nel romanzo Snow Crash, è un mondo virtuale composto da molti luoghi diversi. Essendo in continua espansione offre quotidianamente curiose ed interessanti novità.Noi siamo Filippo Caprioglio, architetto, Rita Trombin, psicologa ambientale esperta in biofilia, e Roberto Capodieci, esperto di decentralizzazione e Web3. Assieme, ed a volte con l'aiuto di altri esperti, esploriamo il Metaverso con l'obiettivo di comprendere questo nuovo ed entusiasmante mondo online per capire come può essere usato per migliorare le nostre vite. Lo facciamo divertendoci e discutendo di tutto: dalle ultime curiosità ad approfondite analisi.Tutti voi siete invitati a partecipare alla discussione sia per imparare che per contribuire. Che tu sia un professionista esperto o un principiante, speriamo che il nostro canale possa essere di tuo interesse.E se hai letto fino a qui... beh, iscri Giornale Radio Radio Popolare Le notizie. I protagonisti. Le opinioni. Le analisi.Tutto questo nelle 16 edizioni quotidiane del Gr.Un appuntamento con la redazione che vi accompagna per tutta la giornata. Annunciati dalla “storica” sigla, i nostri conduttori vi racconteranno tutto quello che fa notizia, insieme alla redazione, ai corrispondenti, agli ospiti.La finestra di Radio Popolare che si apre sul mondo, a cominciare dalle 6.30 del mattino.Da non perdere per essere sempre informati.

Frequently Asked Questions

How long is this episode of OFFICINA GEOPOLITICA di Claudio Bertolotti?

This episode is 8 minutes long.

When was this OFFICINA GEOPOLITICA di Claudio Bertolotti episode published?

This episode was published on June 15, 2025.

Can I download this OFFICINA GEOPOLITICA di Claudio Bertolotti episode?

Yes. Use the download control on the episode player to save the publisher-provided media file.
URL copied to clipboard!