EPISODE · Jul 11, 2026 · 4 MIN
Lo sguardo che smette di lamentarsi di quello che manca e contempla quanto è riceve, vince! Sabato 11-7-26 S. Benedetto
from Santi: dalla tribolazione alla vittoria · host Stefano Savoia
Caso mai pensassimo alla vita cristiana come una rinuncia, oggi io vi inviterei a tenere insieme le due letture, perché la sapienza della Chiesa, come sempre, vuole aiutarci a gustare e vedere com'è buono il Signore, come recitava il Salmo 33 che abbiamo ascoltato. E il libro dei Proverbi, che è un libro sapienziale a cui vi invito di dedicare un po' di tempo a masticarlo, a ruminarlo un po', ha questo suggerimento, figlio mio, se tu, e poi mette insieme una serie di verbi, al futuro, come per dire la condizione, la prospettiva della tua vita, se sarà questa, cosa succederà per te? E l'invito è ad accogliere le sue parole, a custodire i suoi precetti, tendendo l'orecchio alla sua sapienza, inclinando il cuore alla prudenza. Quindi lo invocherai, invocare vuol dire che aneli al fatto che il suo spirito sia in te, quindi c'è un rivolgersi al rapporto con Dio, questo ci dice in che senso puoi fare delle rinunce. Cioè, se ci sono delle cose nella vita che ti impediscono questo, sappi dove c'è l'inganno, dove c'è il blocco. Allora, la rinuncia è in ordine ad accogliere qualcosa di molto più grande. Lo ribadisco in questo modo, se uno si accontentasse di mangiare soltanto delle patatine e rinunciasse al primo, al secondo, al dolce che c'è dopo, voi lo reputereste intelligente? Allora, la proposta è questa, e mi sembra che la domanda di Pietro ci possa aiutare. Noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito, che cosa dunque ne avremo? Se mi hai seguito, avrai me. Poteva rispondere così Gesù? Invece no. Allora, dice che cosa succede a coloro che lo hanno seguito. A coloro che si mettono nella prospettiva di seguirlo. Perché sappiamo benissimo che a questa tensione forse ci sono tanti cedimenti. San Benedetto, se qualcuno ne avesse voglia, ha scritto una piccola regola, che non è proprio così piccola, comunque una regola per quelli che lo volevano seguire, cioè che volevano anche avviarsi nella vita monastica. Ed è una regola che implica una sapienza, dove c'è un lasciare alcune cose, ma il senso è custodirne delle altre. Quindi oggi, in un certo senso, mi piacerebbe dirvi come Giosuè, al capitolo 24, quando si va davanti alla pietra di Sichem dice, bene, siamo entrati nella terra promessa, adesso decidete voi chi volete seguire, se il Signore che vi ha liberati dall'Egitto per introdurvi in questa terra, oppure gli dèi dei vostri padri o gli dèi che troverete in questo luogo. Perché tanto dovunque andiamo, anche a Napoli, troveremo degli altri dèi, non so se avete visto per strada, ce ne sono di diversi tipi. Ma di chi vuoi essere discepolo, alla fine, dipende da che tipo di beatitudine cerca il tuo cuore. Oggi chiediamo al Signore di introdurci in una beatitudine che Lui ci ha manifestato, che come vediamo intorno a noi, qui nella cappella di San Gennaro, ma penso in tutti i luoghi che ci circondano, c'è una sapienza che ha trovato corrispondenza nella santità di Dio, si è lasciata veramente abbracciare e condurre, ha seguito la santità di Dio. E quindi forse anche per noi, come discepoli, un po' di spazio c'è. Il nostro cuore a questo è disponibile?
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