Lo Spirito è come il vento soffia dove vuole. La vita migliore è quella a vele spiegate!  Martedì 14-4-26 episode artwork

EPISODE · Apr 14, 2026 · 7 MIN

Lo Spirito è come il vento soffia dove vuole. La vita migliore è quella a vele spiegate! Martedì 14-4-26

from Santi: dalla tribolazione alla vittoria · host Stefano Savoia

Credo che il potere che la parola di Dio ha nella nostra vita sia innanzitutto un dono che scende dall'alto, cioè è veramente Dio che ci parla. Dall'altro, però, non è prepotente, bussa, chiede permesso. Cioè è un appello alla nostra fede, quella che ciascuno ha e crescerà nel momento in cui si aprirà. Però non è mai né pretenzioso né violento. Guardate il Vangelo che stiamo ascoltando in questi giorni, questo discorso tra Gesù e Nicodemo, è molto bello perché si capisce che c'è una proposta dalle parole di Gesù e anche se Nicodemo era un fariseo, insomma uno importante, sembra essere un bambino (chiede) Come succede questo? Finché non arriviamo anche tutti noi a questa semplicità, con cui anche tutte le cose che sappiamo dobbiamo semplicemente porgerle dicendo Signore aiutami a capire bene, perché quando si parla di cielo o mi fai capire tu o non capisco. Allora è proprio Gesù che spiega. Perché lo stupore di Nicodemo e di tutti noi, davanti all'irrompere del regno di Dio nella nostra storia, ha a che fare proprio con la nostra vita e la nostra morte. E ce lo dice perché non ne abbiamo paura. Non c'è da aver paura. Proprio come il vento soffia dove vuole, ne senti la voce, ma non l'hai creato tu, non sai da dove viene, né dove va, così è di chiunque è nato dallo Spirito. Lo Spirito Santo, il modo con cui entra nella nostra vita e poi ci porta a fare tanti tipi di scelte. Una vita che tu pensavi andasse in un modo è andata da tutt'altra parte. Alla fine dici grazie, va bene. Cioè senti che c'è una regia nel mondo alla quale tu puoi resistere e quindi giochi sempre in difesa, non si vince. Una vita vissuta in difesa non va da molte parti. Sta soltanto a leccarsi le ferite per i colpi presi. Invece lo Spirito ti porta, ti conduce, ti guida, ti dà di interpretare le cose a partire da quello che gli è proprio, cioè l'amore con cui ama. È un soffio che viene da Dio. E il modo con cui riempie la tua vita te ne renderai conto man mano che la vivi, man mano che ti apri. Ed è una bella immagine, tante volte anche i nostri papi l'hanno utilizzata, di come possiamo spiegare le vele al soffio dello Spirito e dove ci porterà. Ci porta a Lui. Oggi alla incertezza non solo di Nicodemo ma anche nostra, come può accadere questo? Io non lo so, come succede? È un mistero d'amore al quale tu ti apri. Per questo abbiamo una grande fiducia. Il culmine ci porta misteriosamente, Gesù, in questo discorso: vi ho parlato delle cose della terra e non capite. Cosa capite se vi parlo di quelle del cielo? Allora ve ne dico una che quando si compirà la capirete. Che riprende un testo del libro dei numeri, quando c'erano quei serpenti brucianti che mordevano la gente e moriva, allora pregano, Mosè dice, sì, è vero, è così, perché abbiamo parlato male contro Dio e contro di te. Chiedi al Signore che ci salvi da questi serpenti. E la risposta che Dio darà a Mosè alla sua preghiera dice, bene, fai un serpento di bronzo, mettilo in alto, un po' come c'è su questa croce. Chi guarderà lì sarà salvato. Cioè, non è che elimina i serpenti, perché continuano ad esserci. Cioè, la possibilità che la nostra vita semplicemente la dissipiamo in tanti modi è sempre possibile, ma se vivendola abbiamo lo sguardo ai vari morsi che la vita ci dà, abbiamo lo sguardo a chi è stato appeso sul legno, perché poi lo dice esplicitamente, bisogna che sia innalzato il figlio dell'uomo perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna. Cioè che nel percorso di questa vita in cui sperimentiamo tutte le nostre fragilità guardando all'amore con cui siamo amati, non per meriti, anzi, il figlio dell'uomo è finito sulla croce perché qualcuno ce l'ha messo. E forse in tanti modi possiamo continuare a eliminare Dio dalla nostra vita, ma se anziché guardare a noi stessi impariamo a guardare all'amore con cui siamo amati sentiamo che proprio lì, anche nelle nostre ferite, siamo visitati. Oggi lo vogliamo non soltanto credere in teoria, ma credere concretamente, proprio perché anche Luigi il suo cammino di fede l'ha vissuto fino alla fine. E attraversando anche le tante tappe della vita e delle sue ferite non ha smesso, anzi, si è radicato, si è fortificato. Allora anche noi vogliamo continuare a tenere lo sguardo così alto sull'amore con cui siamo amati e quindi siamo salvati. E questa fede ha una certezza che man mano che l'amore con cui siamo amati diventa il nostro stile di vita, il Cielo, lo anticipiamo già qui sulla Terra, l'amore è il luogo più luminoso con cui continuare a percorrere i nostri passi.

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