EPISODE · Mar 15, 2026 · 8 MIN
Luce vieni, perché la mia vita non sia sopravvivenza ma meraviglia. Domenica 15-3-26 4Q
from Santi: dalla tribolazione alla vittoria · host Stefano Savoia
Questa domenica ci vuol dare luce e speranza perché, non so se avete notato, ma anche il profeta Samuele forse era un po' cieco l'abbiamo ascoltato nella prima lettura, mentre sfilano davanti a lui i figli di Jesse dice, sicuramente davanti al Signore il suo consacrato perché Eliab era bello grande, grosso dice sicuramente… che cosa guardava? lo dice chiaramente il Signore a Samuele l'uomo guarda l'apparenza, il Signore guarda il cuore. E non ha perso il vizio, continua a fare così quindi pare che questo essenziale ci debba interessare, perché avere occhi per vedere le cose come stanno le cose giuste, le cose da scegliere; e sì, ma come si fa? In questo ci viene in aiuto la lettera agli Efesini che abbiamo ascoltato come seconda lettura fratelli, un tempo eravate tenebra pensate che persona libera è Paolo per dire una roba del genere perché se io mi dicessi una cosa del genere mi togliereste il saluto dice vada ad un'altra parrocchia, lì non ci vado più, perché se la prendi come un insulto e non come quel passaggio che è accaduto nella tua vita e ti ha trasformato di cui ringrazi e continuerai a ringraziare allora dipende se ti vuoi difendere o se ti vuoi lasciare trasformare, convertire cioè permettere a Dio di farti grazia. diceva così, un tempo eravate tenebra ora siete luce nel Signore comportatevi perciò come figli della luce: pensate di quante cose tutti i giorni diventano una tenebra coltivata nella nostra vita di quante cose ci difendiamo ci giustifichiamo le nascondiamo non vogliamo che si vedano perché? forse perché non sono visitate e per questo se ci consideriamo persone chiamate dal Signore a fare un cammino con Lui è proprio perché Gesù si fa vicino, avrete forse visto. È una caratteristica del Vangelo di Giovanni: non c'è mai qualcuno che vada al Signore a chiedere un miracolo, un segno, e Gesù lo compie ma sono sempre degli atti liberi che il Signore fa. Vedono questo uomo che era nato cieco mendicante i discepoli chiedono a Gesù è per colpa sua che è nato così per colpa dei genitori? Voi non immaginate ancora oggi quanta gente faccia questo cortocircuito “ah, il Signore mi ha punito!” no, guarda, sei bravo da sola a punirti, il Signore non è uno che punisce. Che cosa succede nella nostra vita quando succedono certe situazioni come le interpretiamo l'interpretazione di Gesù è meravigliosa: è così perché si manifesti in Lui la gloria di Dio. Tu dici non è possibile da una sfortuna da una situazione così possiamo dire che è una situazione invidiabile? no ma finché non vediamo quello che Gesù ci sta dicendo siamo tutti in quella situazione ciechi che continuano ad essere ciechi anche se apparentemente si vede ma forse si continua a vedere non l'essenziale solo apparenza. Siccome forse questa è proprio la storia dell'umanità che nasce cieca, tutti nasciamo ciechi. A proposito mentre parlavo ieri con i bimbi parlando di questo Vangelo avete presente che ci sono delle cose che ci fanno un po' senso pensate se vedeste anche il sangue del parto di una nascita direste subito alcuni che schifo, non voglio vedere e si dicono ma quel bambino sei tu quella meraviglia di Dio quel dono immenso sei tu! e cambia tutto, nel momento in cui senti che in una situazione che apparentemente è impressionante è meglio non vederla ma se quella meraviglia, quella novità di vita quella bellezza sei tu e lì cambia tutto ed è questo il cammino che il Signore sta facendo e sta proponendo ad ogni uomo, di ogni tempo per cui sarebbe bello che ogni famiglia non soltanto in alcuni momenti particolari ma ci si riguardasse in faccia per chiedersi: dove stiamo andando, che stiamo facendo adesso? non accontentiamoci dei giorni che scorrono cerchiamo di vederne la bellezza, trasformiamoli adesso in una opportunità di grazia perché lo sono solo che non è detto che siamo disposti a guardarli così forse ci stiamo accontentando di sopravvivere ma la vita è molto di più è per questo che l'uomo che era nato cieco, ogni battezzato nel momento in cui scopre che è proprio nel fatto che Gesù si fa vicino a lui che inizia a vedere la vita in un modo nuovo, a quel punto questa luce non può essere spenta, deve solo essere vissuta, comunicata. se così è credo che realmente la nostra vita si trasformerà e diventeremo sempre più quello che l'antico ritmo del battesimo anche per gli adulti lo ripropone ancora, i “fotismoi” parola greca che vuol dire gli illuminati, quelli che hanno ricevuto la luce, la luce di Cristo in te sia una luce che guida la tua vita. Se così anche noi accetteremo di fare un cammino, di non rimanere in quella ignoranza in quella in quel dominio che certi poteri di questo mondo continuano a far incombere sulla nostra vita, ma recupereremo la nostra vera luce, la vera identità di figli, credo che tutto il mondo diventerà più luminoso e non soltanto non ci saranno più le macro-guerre ma smetteranno anche le micro-guerre quelle che ci continuiamo a fare tra di noi in casa, nelle piccole situazioni che sono appunto il segno della cecità di un occhio che non si lascia illuminare dall'amore di Cristo. Ci conceda il Signore di poter camminare con Lui in questa novità di vita.
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