EPISODE · Dec 23, 2025 · 5 MIN
Martedì 23-12-25 La novità di Dio rompe sempre qualche schema. E per fortuna.
from Santi: dalla tribolazione alla vittoria · host Stefano Savoia
La vicenda dovrebbe diventare per noi un motivo di riflessione un po' più profonda sull'identità di ogni persona, l'identità, perché qui si tratta di dare il nome a una persona, il nome, quello con cui tutti ti chiamano indica la tua persona, la tua identità. Tu ti chiami così. Allora, si chiamerà Zaccaria? No, si chiamerà Giovanni. È bella anche l'etimologia delle parole. Sapete, zacar in ebraico vuol dire ricordare. E qui c'è una fissazione, che c'è da molte parti ancora, la fissazione della tradizione: si è sempre fatto così, e tu sei bloccato in quello schema che può essere familiare, tradizionale, o semplicemente la fissazione di qualcuno, però si fa così, qui si fa così. E invece il Signore fa cose nuove. Giovanni, che significa Dio fa grazia, Dio fa misericordia, Dio ha un amore che fa nuove tutte le cose. Allora, questo dovrebbe interessarci personalmente, direttamente, perché ciascuno di noi porta un nome, una vocazione, ma innanzitutto deve avere a che fare con Dio, con la sua identità, perché se non sai qual è la tua identità, non saprai neanche qual è la tua missione, ti sentirai sempre un po' costretto dalle situazioni, non libero di esprimere chi tu sei. Allora, che non ci sia nessuno della tua parentela che si chiami così, ben venga, perché tu non sei semplicemente il ricordo di quello che altri hanno stabilito e che si debba fare. Tu sei una grazia di Dio attuale, viva oggi, una occasione per cui Dio può far grazia e nuove tutte le cose oggi. Sapete, questa è la strada della fede, l'atto di fede non è altro che credere che oggi il Signore ti fa grazia e non sei sbagliato. Qualunque cosa ti sia successo, non sei sbagliato, il Signore fa nuove tutte le cose. Partire con questa forza e questa chiarezza nel cuore sbaraglia anche le fissazioni umane. Se non ripartiamo da questo, non riusciremo mai ad accogliere né Dio e il suo venire continuamente nella nostra vita e nella nostra storia, né noi stessi, chi siamo. Perché alla fine ti sembra di essere sempre sbagliato agli occhi degli altri e quindi inizi a credere e a rimanere bloccato nel tuo essere. Perché se credi agli altri che non ne sanno, non credi a Dio che invece è pronto a dirti chi sei. E si vede che Giovanni veramente sarà un uomo che ascolta e sarà anche, ma questo lo sappiamo, pronto a lasciarsi modificare dalla presenza di Dio, tanto da rimanere stupito rispetto a quello che lui si aspettava, rispetto a quello che Gesù è (un diverso Messia), ma è stato pronto ad accoglierlo. Spero che anche tutti noi avremo la stessa prontezza di accogliere il Signore che viene e la nostra vocazione.
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