Mio figlio sei tu! - Omelia venerdi 4a settimana di Pasqua episode artwork

EPISODE · May 1, 2026 · 7 MIN

Mio figlio sei tu! - Omelia venerdi 4a settimana di Pasqua

from Il podcast di don Andres Bergamini · host Andres Bergamini

Paolo nella sinagoga di Antiochia di Pisidia, si rivolge ai “fratelli, figli della stirpe di Abramo”, ricordando come, anche lontani geograficamente, tutti si sentano parte di una stessa storia e di un unico popolo. Ci riconosciamo anche noi dentro questo “noi”: a noi è stata mandata una parola, ed è una parola di salvezza. Comprendiamo che questa parola non nasce improvvisamente, ma si inserisce in una lunga storia: Dio ha parlato attraverso i profeti e ha accompagnato il suo popolo con fedeltà costante. Nulla è casuale: tutto rientra in un disegno d’amore, in cui Dio guida, custodisce e non abbandona mai. La salvezza annunciata da Paolo ha un contenuto preciso: Dio ha risuscitato Gesù dai morti, realizzando così la promessa fatta ai padri. Il compimento delle promesse in Gesù Accogliamo con stupore il fatto che ciò che era stato annunciato per secoli si è compiuto: il Messia, rifiutato, condannato e ucciso, è stato risuscitato. Questo evento non riguarda solo il passato o un gruppo ristretto di persone: riguarda tutti noi. Quando Paolo dice “per noi”, comprendiamo che siamo inclusi anche noi in questo compimento. C'è così continuità tra le Scritture e l’evento di Gesù: Dio è fedele alla sua parola. La promessa non è rimasta incompiuta, ma ha trovato realizzazione piena nella risurrezione. Questo ci permette di riconoscere che la nostra fede si fonda su una storia concreta, custodita e portata avanti da Dio stesso. “Mio figlio sei tu”: la rivelazione della figliolanza Ci soffermiamo sulla citazione del Salmo 2: “Mio figlio sei tu, oggi io ti ho generato”. Questa parola, pronunciata in riferimento a Gesù, diventa anche per noi una rivelazione personale. Siamo invitati a sentirla rivolta a ciascuno di noi: siamo figli. Entriamo così nel cuore della relazione con Dio: non una relazione distante o formale, ma una relazione di figliolanza. Dio è Padre e ci ama profondamente. Essere chiamati figli significa essere voluti, amati e custoditi. Significa anche riconoscere che la nostra vita nasce continuamente da Lui. Quel “oggi” diventa particolarmente significativo: non indica solo un momento passato, ma un presente continuo. Dio oggi ci genera, oggi ci dona vita, oggi ci rialza. Questa generazione si manifesta pienamente nella risurrezione: in Gesù, anche noi siamo chiamati a una vita nuova. La via verso il Padre: Gesù Colleghiamo questo annuncio con le parole del Vangelo: “Io sono la via, la verità e la vita”. Comprendiamo che tutto converge verso il Padre attraverso Gesù. Egli non solo indica la strada, ma è la strada stessa. Riconosciamo che, passando attraverso la morte e la risurrezione, Gesù ha aperto anche per noi la possibilità di vivere una relazione piena con Dio. Non siamo più esclusi o lontani, ma chiamati a essere dove Lui è. Ci viene promessa una comunione profonda: “dove sono io, siate anche voi”. Questa prospettiva cambia il nostro modo di vivere: ci libera dal turbamento e dalla paura, perché sappiamo di avere un posto preparato per noi. La nostra vita acquista una direzione chiara: vivere da figli, in cammino verso il Padre. La comunione che supera ogni paura Questa parola di salvezza non è solo un annuncio dottrinale, ma una realtà che trasforma la nostra vita quotidiana. Essere figli significa vivere in una comunione che supera ogni difficoltà, ogni timore, ogni turbamento. Questa comunione non è astratta, ma concreta: è una familiarità con Dio e tra di noi. Siamo fratelli perché figli dello stesso Padre. In questa relazione troviamo la forza per affrontare le prove e per non perdere la fiducia. Il modello di San Giuseppe Infine, contempliamo questa verità alla luce della memoria di oggi, San Giuseppe lavoratore. In lui vediamo realizzata in modo concreto la relazione tra padre e figlio. Giuseppe ha vissuto questa dimensione con Gesù in modo pieno e autentico. Riconosciamo che proprio questa relazione è il dono più prezioso anche per noi: essere figli e vivere da figli. Ringraziamo per questo, perché in essa troviamo il senso più profondo della nostra vita e la fonte della nostra speranza.

Paolo nella sinagoga di Antiochia di Pisidia, si rivolge ai “fratelli, figli della stirpe di Abramo”, ricordando come, anche lontani geograficamente, tutti si sentano parte di una stessa storia e di un unico popolo. Ci riconosciamo anche noi dentro questo “noi”: a noi è stata mandata una parola, ed è una parola di salvezza. Comprendiamo che questa parola non nasce improvvisamente, ma si inserisce in una lunga storia: Dio ha parlato attraverso i profeti e ha accompagnato il suo popolo con fedeltà costante. Nulla è casuale: tutto rientra in un disegno d’amore, in cui Dio guida, custodisce e non abbandona mai. La salvezza annunciata da Paolo ha un contenuto preciso: Dio ha risuscitato Gesù dai morti, realizzando così la promessa fatta ai padri. Il compimento delle promesse in Gesù Accogliamo con stupore il fatto che ciò che era stato annunciato per secoli si è compiuto: il Messia, rifiutato, condannato e ucciso, è stato risuscitato. Questo evento non riguarda solo il passato o un gruppo ristretto di persone: riguarda tutti noi. Quando Paolo dice “per noi”, comprendiamo che siamo inclusi anche noi in questo compimento. C'è così continuità tra le Scritture e l’evento di Gesù: Dio è fedele alla sua parola. La promessa non è rimasta incompiuta, ma ha trovato realizzazione piena nella risurrezione. Questo ci permette di riconoscere che la nostra fede si fonda su una storia concreta, custodita e portata avanti da Dio stesso. “Mio figlio sei tu”: la rivelazione della figliolanza Ci soffermiamo sulla citazione del Salmo 2: “Mio figlio sei tu, oggi io ti ho generato”. Questa parola, pronunciata in riferimento a Gesù, diventa anche per noi una rivelazione personale. Siamo invitati a sentirla rivolta a ciascuno di noi: siamo figli. Entriamo così nel cuore della relazione con Dio: non una relazione distante o formale, ma una relazione di figliolanza. Dio è Padre e ci ama profondamente. Essere chiamati figli significa essere voluti, amati e custoditi. Significa anche riconoscere che la nostra vita nasce continuamente da Lui. Quel “oggi” diventa particolarmente significativo: non indica solo un momento passato, ma un presente continuo. Dio oggi ci genera, oggi ci dona vita, oggi ci rialza. Questa generazione si manifesta pienamente nella risurrezione: in Gesù, anche noi siamo chiamati a una vita nuova. La via verso il Padre: Gesù Colleghiamo questo annuncio con le parole del Vangelo: “Io sono la via, la verità e la vita”. Comprendiamo che tutto converge verso il Padre attraverso Gesù. Egli non solo indica la strada, ma è la strada stessa. Riconosciamo che, passando attraverso la morte e la risurrezione, Gesù ha aperto anche per noi la possibilità di vivere una relazione piena con Dio. Non siamo più esclusi o lontani, ma chiamati a essere dove Lui è. Ci viene promessa una comunione profonda: “dove sono io, siate anche voi”. Questa prospettiva cambia il nostro modo di vivere: ci libera dal turbamento e dalla paura, perché sappiamo di avere un posto preparato per noi. La nostra vita acquista una direzione chiara: vivere da figli, in cammino verso il Padre. La comunione che supera ogni paura Questa parola di salvezza non è solo un annuncio dottrinale, ma una realtà che trasforma la nostra vita quotidiana. Essere figli significa vivere in una comunione che supera ogni difficoltà, ogni timore, ogni turbamento. Questa comunione non è astratta, ma concreta: è una familiarità con Dio e tra di noi. Siamo fratelli perché figli dello stesso Padre. In questa relazione troviamo la forza per affrontare le prove e per non perdere la fiducia. Il modello di San Giuseppe Infine, contempliamo questa verità alla luce della memoria di oggi, San Giuseppe lavoratore. In lui vediamo realizzata in modo concreto la relazione tra padre e figlio. Giuseppe ha vissuto...

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That Hoarder: Overcome Compulsive Hoarding That Hoarder Hoarding disorder is stigmatised and people who hoard feel vast amounts of shame. This podcast began life as an audio diary, an anonymous outlet for somebody with this weird condition. That Hoarder speaks about her experiences living with compulsive hoarding, she interviews therapists, academics, researchers, children of hoarders, professional organisers and influencers, and she shares insight and tips for others with the problem. Listened to by people who hoard as well as those who love them and those who work with them, Overcome Compulsive Hoarding with That Hoarder aims to shatter the stigma, share the truth and speak openly and honestly to improve lives. The Small Business Startup School – Business Notes | Financial Literacy | Retail Psychology – For Professionals & Entrepreneurs The Small Business Startup School Inc. Starting or buying a small business? While personal circumstances may vary, business patterns remain timeless. On The Small Business Startup School, we explore strategies, insights, and practical solutions to help entrepreneurs confidently navigate their journey.Hosted by Ola Williams—a retail entrepreneur, fintech founder, and financial coach with over two decades of experience—this podcast marries financial awareness and retail psychology with optimism to deliver actionable takeaways.Join us to learn, grow, and connect as we uncover the keys to business success.Let’s continue to learn together and be encouraged to keep on connecting! DIOSA. Carolina Sanper This podcast is a sacred space created by Carolina Sanper where you connect with your inner wisdom and embody your magnetic feminine power.It is the realization that the mystical realm is where you plant the seeds of your desired reality.It is a portal to your true essence: awareness, presence, and receiving with ease. Welcome home, DIOSA. 🖤 XXX Tech by SOVRYN Dr. Brian Sovryn The crossroads between technology, sensuality, and metaphysics - and the longest running anarchist podcast in the world! Brought to you by Dr. Brian Sovryn.

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How long is this episode of Il podcast di don Andres Bergamini?

This episode is 7 minutes long.

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This episode was published on May 1, 2026.

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Paolo nella sinagoga di Antiochia di Pisidia, si rivolge ai “fratelli, figli della stirpe di Abramo”, ricordando come, anche lontani geograficamente, tutti si sentano parte di una stessa storia e di un unico popolo. Ci riconosciamo anche noi dentro...

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