EPISODE · Apr 17, 2026 · 6 MIN
Noi della terra e lui del cielo! Omelia giovedì III settimana di Pasqua
from Il podcast di don Andres Bergamini · host Andres Bergamini
Nel nostro cammino nel Vangelo di Giovanni siamo arrivati a un passaggio particolare del capitolo 3, dove notiamo una certa ambiguità: il testo non specifica chiaramente chi stia parlando. Potrebbe trattarsi di parole di Gesù, ma il contesto immediatamente precedente ci fa pensare anche a Giovanni Battista. Accogliamo questa apertura e ci soffermiamo su un primo punto fondamentale: la duplice provenienza. Da una parte c’è chi viene dall’alto, che è al di sopra di tutti; dall’altra chi viene dalla terra, che appartiene alla terra e parla secondo la terra. Riconosciamo in questa descrizione la nostra condizione: siamo uomini e donne “della terra”, limitati, legati a una dimensione concreta, spesso incapaci di elevarci da soli verso il cielo. Questa consapevolezza non è una condanna, ma un punto di partenza realistico. L’iniziativa di Dio: l’incontro reso possibile Contempliamo allora la grande novità: colui che viene dall’alto, Gesù, il Verbo fatto carne, si fa vicino a noi. È lui che prende l’iniziativa, è lui che viene incontro alla nostra condizione terrena. Non siamo noi a salire al cielo, ma è il cielo che scende verso di noi. Questa dinamica rende possibile l’incontro: Gesù testimonia ciò che ha visto e udito, portandoci una conoscenza che da soli non potremmo mai raggiungere. Tuttavia, emerge subito una tensione: nonostante questa possibilità straordinaria, spesso l’uomo non accoglie questa testimonianza. La difficoltà ad accogliere la testimonianza Riconosciamo dentro di noi una resistenza profonda. Anche se il Signore viene, anche se parla, il nostro cuore fatica ad aprirsi. Come dice il prologo del Vangelo, “è venuto tra i suoi, ma i suoi non l’hanno accolto”. Facciamo esperienza di questa chiusura: accogliere ciò che viene dall’alto significa lasciare che trasformi la nostra vita concreta, la nostra “terra”. E questo non è facile. Eppure, proprio qui si gioca tutto: nella disponibilità a lasciar entrare il cielo nella nostra realtà quotidiana. Accogliere la testimonianza: sigillare che Dio è veritiero Ci rendiamo conto però che non tutto è rifiuto. C’è chi accoglie. E chi accoglie la testimonianza di Gesù compie un gesto decisivo: conferma che Dio è veritiero. Con la nostra fede, semplice ma autentica, possiamo “sigillare” questa verità. Non si tratta di uno sforzo intellettuale, ma di un atto di fiducia: riconosciamo che Dio dice il vero, che la sua parola è affidabile, che ciò che ci viene donato è grazia. Le parole di Dio e il dono dello Spirito Scopriamo allora qualcosa di straordinario: Gesù, l’inviato del Padre, ci comunica le parole stesse di Dio. Non parole umane, ma parole divine, ascoltate dal Padre e trasmesse a noi. E insieme alle parole, riceviamo lo Spirito, donato “senza misura”. Questo ci apre a una comunicazione viva tra cielo e terra. Basta una piccola apertura — quella porticina della fede — perché questa relazione si realizzi: Dio parla, dona, si comunica. Un cammino di conversione verso la luce Comprendiamo che tutto questo implica un cammino: una conversione continua. Siamo chiamati ad avvicinarci alla luce senza paura, lasciando che illumini anche la nostra fragilità, il nostro essere terreni e peccatori. Non si tratta di fuggire dalla nostra condizione, ma di lasciarla trasformare. Già qui, nella nostra vita concreta, possiamo gustare qualcosa delle realtà celesti che ci vengono donate. Il rischio del rifiuto e la chiamata alla fede Resta però un rischio serio: quello di chiudere la porta, di rifiutare, di non obbedire. Il testo è molto chiaro: chi non accoglie il Figlio non vedrà la vita. Riflettiamo su questo atteggiamento di chiusura, che vediamo anche nei Sadducei e nei Farisei, i quali si oppongono con forza all’annuncio degli Apostoli. È un monito anche per noi: possiamo ascoltare senza accogliere, vedere senza riconoscere. Alla scuola degli Apostoli Per questo scegliamo di metterci alla scuola degli Apostoli. Come loro, pur nella nostra piccolezza e povertà, desideriamo lasciarci illuminare dalla Parola e dallo Spirito. Accogliamo la testimonianza, apriamo il cuore, e permettiamo a questo incontro tra cielo e terra di trasformare la nostra vita.
What this episode covers
Nel nostro cammino nel Vangelo di Giovanni siamo arrivati a un passaggio particolare del capitolo 3, dove notiamo una certa ambiguità: il testo non specifica chiaramente chi stia parlando. Potrebbe trattarsi di parole di Gesù, ma il contesto immediatamente precedente ci fa pensare anche a Giovanni Battista. Accogliamo questa apertura e ci soffermiamo su un primo punto fondamentale: la duplice provenienza. Da una parte c’è chi viene dall’alto, che è al di sopra di tutti; dall’altra chi viene dalla terra, che appartiene alla terra e parla secondo la terra. Riconosciamo in questa descrizione la nostra condizione: siamo uomini e donne “della terra”, limitati, legati a una dimensione concreta, spesso incapaci di elevarci da soli verso il cielo. Questa consapevolezza non è una condanna, ma un punto di partenza realistico. L’iniziativa di Dio: l’incontro reso possibile Contempliamo allora la grande novità: colui che viene dall’alto, Gesù, il Verbo fatto carne, si fa vicino a noi. È lui che prende l’iniziativa, è lui che viene incontro alla nostra condizione terrena. Non siamo noi a salire al cielo, ma è il cielo che scende verso di noi. Questa dinamica rende possibile l’incontro: Gesù testimonia ciò che ha visto e udito, portandoci una conoscenza che da soli non potremmo mai raggiungere. Tuttavia, emerge subito una tensione: nonostante questa possibilità straordinaria, spesso l’uomo non accoglie questa testimonianza. La difficoltà ad accogliere la testimonianza Riconosciamo dentro di noi una resistenza profonda. Anche se il Signore viene, anche se parla, il nostro cuore fatica ad aprirsi. Come dice il prologo del Vangelo, “è venuto tra i suoi, ma i suoi non l’hanno accolto”. Facciamo esperienza di questa chiusura: accogliere ciò che viene dall’alto significa lasciare che trasformi la nostra vita concreta, la nostra “terra”. E questo non è facile. Eppure, proprio qui si gioca tutto: nella disponibilità a lasciar entrare il cielo nella nostra realtà quotidiana. Accogliere la testimonianza: sigillare che Dio è veritiero Ci rendiamo conto però che non tutto è rifiuto. C’è chi accoglie. E chi accoglie la testimonianza di Gesù compie un gesto decisivo: conferma che Dio è veritiero. Con la nostra fede, semplice ma autentica, possiamo “sigillare” questa verità. Non si tratta di uno sforzo intellettuale, ma di un atto di fiducia: riconosciamo che Dio dice il vero, che la sua parola è affidabile, che ciò che ci viene donato è grazia. Le parole di Dio e il dono dello Spirito Scopriamo allora qualcosa di straordinario: Gesù, l’inviato del Padre, ci comunica le parole stesse di Dio. Non parole umane, ma parole divine, ascoltate dal Padre e trasmesse a noi. E insieme alle parole, riceviamo lo Spirito, donato “senza misura”. Questo ci apre a una comunicazione viva tra cielo e terra. Basta una piccola apertura — quella porticina della fede — perché questa relazione si realizzi: Dio parla, dona, si comunica. Un cammino di conversione verso la luce Comprendiamo che tutto questo implica un cammino: una conversione continua. Siamo chiamati ad avvicinarci alla luce senza paura, lasciando che illumini anche la nostra fragilità, il nostro essere terreni e peccatori. Non si tratta di fuggire dalla nostra condizione, ma di lasciarla trasformare. Già qui, nella nostra vita concreta, possiamo gustare qualcosa delle realtà celesti che ci vengono donate. Il rischio del rifiuto e la chiamata alla fede Resta però un rischio serio: quello di chiudere la porta, di rifiutare, di non obbedire. Il testo è molto chiaro: chi non accoglie il Figlio non vedrà la vita. Riflettiamo su questo atteggiamento di chiusura, che vediamo anche nei Sadducei e nei Farisei, i quali si oppongono con forza all’annuncio degli Apostoli. È un monito anche per...
NOW PLAYING
Noi della terra e lui del cielo! Omelia giovedì III settimana di Pasqua
No transcript for this episode yet
Similar Episodes
Mar 26, 2026 ·1m
Jan 2, 2026 ·47m
Dec 21, 2025 ·46m