Non eroi ma figli perdonati - Omelia 1a quaresima anno A episode artwork

EPISODE · Feb 22, 2026 · 11 MIN

Non eroi ma figli perdonati - Omelia 1a quaresima anno A

from Il podcast di don Andres Bergamini · host Andres Bergamini

Le letture di oggi possono generare in noi una certa angoscia, persino uno spavento, perché ci mettono davanti alla nostra incapacità, al nostro peccato, alla nostra nudità. La prima lettura insiste in modo forte proprio su questo tema, presentandoci il peccato originale: il primo tradimento del dono di Dio e della sua parola da parte di Adamo ed Eva. È il racconto di una fiducia spezzata, di una libertà che si piega davanti alla seduzione. Leggendo queste pagine, è inevitabile immedesimarci e chiederci cosa avremmo fatto noi al loro posto. Davanti a un dono immenso – la creazione, la libertà, l’abbondanza di alberi e di frutti – proprio quell’unico limite viene oltrepassato. Il serpente induce, suggerisce, sposta lo sguardo. E ci riconosciamo in questo: anche noi, davanti alle nostre tentazioni e ai nostri peccati, ci comportiamo spesso allo stesso modo. Gesù nel deserto e la prova radicale Nel Vangelo troviamo una pagina bellissima e durissima allo stesso tempo. Gesù, spinto dallo Spirito, entra nel deserto: uno spazio di solitudine, di mancanza di riferimenti, di totale vulnerabilità. Digiuna quaranta giorni e quaranta notti, prova la fame, e proprio lì viene tentato dal diavolo. Le tentazioni che gli vengono proposte toccano in profondità l’essere umano, le nostre paure più vere. C’è la paura di non avere nutrimento, di trovarsi davanti solo delle pietre. C’è il bisogno che cerchiamo di soddisfare in tanti modi. C’è il dubbio che Dio si occupi davvero di noi, che intervenga, che rimuova gli inciampi della nostra vita. Fame, sfiducia e sete di potere Una delle tentazioni è quella di mettere Dio alla prova: “Buttati giù e vedi se risponde”. È il sospetto che Dio non sia affidabile, che occorra provocarlo per ottenere una risposta. E poi c’è la tentazione del potere, del possesso, dell’autoaffermazione orgogliosa. Non solo il denaro, ma il controllo, il dominio sulle relazioni, il bisogno di avere l’ultima parola. Queste dinamiche portano spesso a compromessi, a menzogne, a vere e proprie schiavitù interiori. Sono realtà con cui abbiamo a che fare ogni giorno, nella concretezza della nostra vita. Il rischio di una Quaresima come lotta solitaria Di fronte a tutto questo, il rischio è vivere la Quaresima come una prova di forza: “Dobbiamo essere bravi, dobbiamo resistere come Gesù”. È giusto desiderarlo, ma se impostiamo la Quaresima solo come una lotta, rischiamo di partire già sconfitti, perché portiamo sulle spalle tante cadute. Le Scritture, invece, mi sembrano offrire due piste diverse, più profonde e più vere. Gesù non combatte: resta figlio La prima pista riguarda il modo in cui Gesù affronta il diavolo. Non combatte. Non si presenta come un guerriero che sconfigge il nemico con la forza. Il diavolo lo provoca continuamente sulla sua identità: “Se sei figlio di Dio…”. Cerca di spingerlo a dimostrare, a esibire, a usare il suo essere Figlio come potere. Gesù, invece, resta aggrappato a una sola cosa: l’essere figlio. Non un super figlio, non un super uomo, ma un figlio fragile, debole, totalmente affidato al Padre. Dice che l’uomo non vive di solo pane, ma di ciò che esce dalla bocca di Dio. Aspetta il nutrimento dal Padre, non se lo procura da solo. È un’affermazione di piccolezza, di dipendenza fiduciosa. Fiducia, umiltà e libertà dal potere Anche davanti alla tentazione di mettere Dio alla prova, Gesù rifiuta: si fida. Non ha bisogno di verificare l’amore del Padre. Il suo rapporto con Dio è semplice, umile, senza pretese. Allo stesso modo, rifiuta il potere: non gli serve dominare, possedere, controllare. Gli basta essere figlio, gli basta ciò che il Padre gli ha già dato. “Solo il Signore adorerai”: non ci sono altri dei, né poteri alternativi. Gesù appare mite, umile, in profonda continuità con le beatitudini. Tutto lo riceve dal Padre, e questa obbedienza filiale diventa per noi una strada concreta da percorrere. La preghiera dei figli: il Padre Nostro Anche per noi questa obbedienza può essere gustata, non come orgoglio spirituale, ma come affidamento. In questo senso, la preghiera quaresimale per eccellenza è il Padre Nostro. Quando diciamo “sia santificato il tuo nome”, “dacci oggi il nostro pane quotidiano”, “rimetti a noi i nostri debiti”, “liberaci dal male”, sentiamo tutta la piccolezza del figlio che si rivolge al Padre con fiducia totale. È una preghiera che ci insegna a vivere non da autosufficienti, ma da figli. Adamo e Cristo: il confronto decisivo La seconda pista viene dalla seconda lettura, in cui Paolo mette a confronto il disastro generato dal peccato di Adamo e la sovrabbondanza di grazia portata da Gesù Cristo. Il paragone è sproporzionato: il male entrato nel mondo non è minimamente paragonabile all’abbondanza della grazia che ci è stata donata. L’offerta di vita di Gesù ci avvolge, ci perdona, ci prende per mano, ci giustifica. Noi, incapaci di resistere alle tentazioni, ci scopriamo completamente perdonati. Se in Adamo siamo tutti peccatori, in Gesù Cristo siamo tutti giustificati. La felice colpa e il perdono che salva Risuona allora quella frase del preconio pasquale: “Felice colpa, che ci ha meritato un così grande Redentore”. Le nostre colpe non vengono negate, ma portate davanti a Dio perché siano perdonate. È lì che si manifesta la grandezza dell’amore di Dio. Vivere la Quaresima come cammino di figli La Quaresima diventa così un viaggio verso la Pasqua. Certo, siamo chiamati a convertirci e a cambiare vita, ma soprattutto a diventare sempre più figli: perdonati, presi per mano, umili. Le pratiche quaresimali – elemosina, preghiera, digiuno – non servono a renderci forti, ma piccoli, capaci di ricevere tutto da Lui. Accanto al Padre Nostro, un’altra preghiera fondamentale è il Salmo 50, il salmo di Davide, adultero e omicida, che si affida totalmente alla misericordia di Dio. È una supplica intensa e vera: chiede perdono, riconosce il peccato, invoca un cuore nuovo, desidera la gioia della salvezza. Non superuomini, ma figli perdonati Questa è la direzione della Quaresima: non diventare super uomini spirituali, ma figli che chiedono, cercano e gustano il perdono e l’amore di Dio. Recitando il Padre Nostro e il Salmo 50, impariamo a stare davanti a Dio con verità, fiducia e umiltà, lasciandoci salvare.

Le letture di oggi possono generare in noi una certa angoscia, persino uno spavento, perché ci mettono davanti alla nostra incapacità, al nostro peccato, alla nostra nudità. La prima lettura insiste in modo forte proprio su questo tema, presentandoci il peccato originale: il primo tradimento del dono di Dio e della sua parola da parte di Adamo ed Eva. È il racconto di una fiducia spezzata, di una libertà che si piega davanti alla seduzione. Leggendo queste pagine, è inevitabile immedesimarci e chiederci cosa avremmo fatto noi al loro posto. Davanti a un dono immenso – la creazione, la libertà, l’abbondanza di alberi e di frutti – proprio quell’unico limite viene oltrepassato. Il serpente induce, suggerisce, sposta lo sguardo. E ci riconosciamo in questo: anche noi, davanti alle nostre tentazioni e ai nostri peccati, ci comportiamo spesso allo stesso modo. Gesù nel deserto e la prova radicale Nel Vangelo troviamo una pagina bellissima e durissima allo stesso tempo. Gesù, spinto dallo Spirito, entra nel deserto: uno spazio di solitudine, di mancanza di riferimenti, di totale vulnerabilità. Digiuna quaranta giorni e quaranta notti, prova la fame, e proprio lì viene tentato dal diavolo. Le tentazioni che gli vengono proposte toccano in profondità l’essere umano, le nostre paure più vere. C’è la paura di non avere nutrimento, di trovarsi davanti solo delle pietre. C’è il bisogno che cerchiamo di soddisfare in tanti modi. C’è il dubbio che Dio si occupi davvero di noi, che intervenga, che rimuova gli inciampi della nostra vita. Fame, sfiducia e sete di potere Una delle tentazioni è quella di mettere Dio alla prova: “Buttati giù e vedi se risponde”. È il sospetto che Dio non sia affidabile, che occorra provocarlo per ottenere una risposta. E poi c’è la tentazione del potere, del possesso, dell’autoaffermazione orgogliosa. Non solo il denaro, ma il controllo, il dominio sulle relazioni, il bisogno di avere l’ultima parola. Queste dinamiche portano spesso a compromessi, a menzogne, a vere e proprie schiavitù interiori. Sono realtà con cui abbiamo a che fare ogni giorno, nella concretezza della nostra vita. Il rischio di una Quaresima come lotta solitaria Di fronte a tutto questo, il rischio è vivere la Quaresima come una prova di forza: “Dobbiamo essere bravi, dobbiamo resistere come Gesù”. È giusto desiderarlo, ma se impostiamo la Quaresima solo come una lotta, rischiamo di partire già sconfitti, perché portiamo sulle spalle tante cadute. Le Scritture, invece, mi sembrano offrire due piste diverse, più profonde e più vere. Gesù non combatte: resta figlio La prima pista riguarda il modo in cui Gesù affronta il diavolo. Non combatte. Non si presenta come un guerriero che sconfigge il nemico con la forza. Il diavolo lo provoca continuamente sulla sua identità: “Se sei figlio di Dio…”. Cerca di spingerlo a dimostrare, a esibire, a usare il suo essere Figlio come potere. Gesù, invece, resta aggrappato a una sola cosa: l’essere figlio. Non un super figlio, non un super uomo, ma un figlio fragile, debole, totalmente affidato al Padre. Dice che l’uomo non vive di solo pane, ma di ciò che esce dalla bocca di Dio. Aspetta il nutrimento dal Padre, non se lo procura da solo. È un’affermazione di piccolezza, di dipendenza fiduciosa. Fiducia, umiltà e libertà dal potere Anche davanti alla tentazione di mettere Dio alla prova, Gesù rifiuta: si fida. Non ha bisogno di verificare l’amore del Padre. Il suo rapporto con Dio è semplice, umile, senza pretese. Allo stesso modo, rifiuta il potere: non gli serve dominare, possedere, controllare. Gli basta essere figlio, gli basta ciò che il Padre gli ha già dato. “Solo il Signore adorerai”: non ci sono altri dei, né poteri alternativi. Gesù appare mite, umile, in profonda continuità con le beatitudini. Tutto lo...

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That Hoarder: Overcome Compulsive Hoarding That Hoarder Hoarding disorder is stigmatised and people who hoard feel vast amounts of shame. This podcast began life as an audio diary, an anonymous outlet for somebody with this weird condition. That Hoarder speaks about her experiences living with compulsive hoarding, she interviews therapists, academics, researchers, children of hoarders, professional organisers and influencers, and she shares insight and tips for others with the problem. Listened to by people who hoard as well as those who love them and those who work with them, Overcome Compulsive Hoarding with That Hoarder aims to shatter the stigma, share the truth and speak openly and honestly to improve lives. The Small Business Startup School – Business Notes | Financial Literacy | Retail Psychology – For Professionals & Entrepreneurs The Small Business Startup School Inc. Starting or buying a small business? While personal circumstances may vary, business patterns remain timeless. On The Small Business Startup School, we explore strategies, insights, and practical solutions to help entrepreneurs confidently navigate their journey.Hosted by Ola Williams—a retail entrepreneur, fintech founder, and financial coach with over two decades of experience—this podcast marries financial awareness and retail psychology with optimism to deliver actionable takeaways.Join us to learn, grow, and connect as we uncover the keys to business success.Let’s continue to learn together and be encouraged to keep on connecting! DIOSA. Carolina Sanper This podcast is a sacred space created by Carolina Sanper where you connect with your inner wisdom and embody your magnetic feminine power.It is the realization that the mystical realm is where you plant the seeds of your desired reality.It is a portal to your true essence: awareness, presence, and receiving with ease. Welcome home, DIOSA. 🖤 XXX Tech by SOVRYN Dr. Brian Sovryn The crossroads between technology, sensuality, and metaphysics - and the longest running anarchist podcast in the world! Brought to you by Dr. Brian Sovryn.

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This episode is 11 minutes long.

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This episode was published on February 22, 2026.

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Le letture di oggi possono generare in noi una certa angoscia, persino uno spavento, perché ci mettono davanti alla nostra incapacità, al nostro peccato, alla nostra nudità. La prima lettura insiste in modo forte proprio su questo tema,...

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