Non serve una luce esagerata, basta una candela, una fede piccola, ma accesa.  Veglia di Pasqua 4-4-26 episode artwork

EPISODE · Apr 5, 2026 · 7 MIN

Non serve una luce esagerata, basta una candela, una fede piccola, ma accesa. Veglia di Pasqua 4-4-26

from Santi: dalla tribolazione alla vittoria · host Stefano Savoia

Ha qualcosa di stoico questa notte per qualcuno, perché già solo resistere al sonno sembra un vero combattimento, ma vorrei provare almeno a cogliere un aspetto dopo questa lunghissima liturgia della parola. Qualcuno si sarà detto, ma chi me l'ha fatta fare stasera? Eppure quando ci immergiamo, siamo battezzati, perché questo vuol dire battesimo, immersione, e starci dentro completamente nella vita cristiana, la parola è quella luce che non ti abbaglia, cioè non ti impedisce di vedere, ma ti permette di vedere. Come ricorda un salmo, lampada ai miei passi è la tua parola, luce sul mio cammino. E poi c'è un giuramento: ho giurato e lo confermo di custodire i tuoi precetti di giustizia, cioè adesso che vedo come camminare, beh, adesso voglio camminare così. Quindi proverei attraverso questa luce a cogliere almeno un aspetto delle tante cose che abbiamo ascoltato, perché forse qualche d'uno ci avrà pensato, ma questo Dio e questo popolo, trionfatori che distruggono gli altri popoli, ma sono veramente quel Dio in cui credo io? Perché, diciamocelo serenamente, alla luce anche dei fatti che stanno accadendo adesso, uno potrebbe anche dire ma quasi quasi sto con gli egiziani, un po' come un tempo quando c'erano i cowboy e gli indiani, io voglio fare il tifo per gli indiani ogni tanto… Cioè, per questo vorrei uscire da questa metafora perché ci sta stretta, e perché nella verità anche di quello che abbiamo appena vissuto nella Settimana Santa e nel Triduo, il modo con cui Gesù vince è un altro. Gesù non umilia. Il modo con cui il Signore vince rimane quello della mitezza. Guardate, ancora oggi noi possiamo anche scegliere di non credere. Se fosse un Dio che si impone sarebbe impossibile, sarebbe così evidente che tu non potresti scegliere di credere o non credere perché è evidente che è così. Invece guardate che ancora oggi, anzi ancora di più oggi, la scelta di fede non è semplice perché sembra contro ogni evidenza, l'evidenza è che la prepotenza vince, non la mitezza. Quindi anche il modo della resurrezione di Gesù che è discreto sì, per quelli che sono lì, il Vangelo di Matteo abbiamo appena ascoltato questa pietra rotolata via, le guardie come morte e Gesù che era morto è come vivo. Spero che si capisca la contrapposizione. Cioè chi è morto è vivo e chi è vivo è morto, non si capisce? No, no, si capisce perché qual è la prospettiva? La prospettiva nella quale il Vangelo ci sta mettendo è che c'è un ribaltamento delle cose che ci sembrano ovvie. Il Vangelo ci dà una luce in cui anche in una notte così, mentre suonavano le campane del Gloria (molto rumorose), c'era tranquillamente qualcuno che dormiva, perché c'è un sonno (di pace) che è invincibile. Cioè non c'è rumore o clamore che lo possa svegliare. Ma proviamo a vedere se c’è anche una vigilanza interiore che è capace di saper stare svegli quando tutto ti dice dormi, cioè non ci pensare, tanto non puoi farci niente, tanto soccombi. C'è una sfiducia che ti mangia la carne, ti mangia i giorni, il futuro, ti mangia la speranza, dall'altra invece c'è un germoglio di bene che è fragilissimo e piccolissimo e che tiene la tua attenzione lì perché sai che è fedele. E forse questo potrebbe essere quello spunto di cui abbiamo bisogno perché anche in mezzo ad un mondo che fa guerra a tutti i livelli, politico, economico, sociale, dove sembra che sia meglio disperare così non hai niente da perdere, invece a noi basta la luce di una candela, cioè la fede, accesa a quel cero pasquale, cioè a Cristo risorto, per dire con questa fede possiamo attraversare anche questo tempo di prova, di scoraggiamento, di insicurezza, perché abbiamo una certezza che il modo con cui il Signore risorto continua ad essere presente nel mondo non è quello della prepotenza, sarà sempre quello della benevolenza, di un amore che volendo bene sa far crescere bene. Quindi senza quasi rumore come fosse un fiorellino continua a crescere perché anche il nostro domani sappia guardare con fiducia a quel fiorellino dicendo ancora una volta spunta e vince. Di questo in ogni alleluia che accompagnerà questo tempo pasquale chiediamo al Signore di rinnovare la nostra fiducia e la nostra speranza.

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Non serve una luce esagerata, basta una candela, una fede piccola, ma accesa. Veglia di Pasqua 4-4-26

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