EPISODE · Feb 13, 2026 · 5 MIN
Ogni giorno Effatà, cioè apriti!Ascolta chi apre il cuore. Venerdì 13-2-26
from Santi: dalla tribolazione alla vittoria · host Stefano Savoia
C'è una bellezza che oggi vorrei sottolineare in questa parola che abbiamo ascoltato, perché quanti segni e prodigi sono raccontati nei Vangeli, ma nessuno come questo. Guardiamo la delicatezza, perché ci sono dei segni e dei gesti. Gesù poteva imporre la mano a risolvere tutto, invece fa dei segni. E cioè? Ha a che fare con un sordo muto, Gli poteva parlare? E se è sordo! Gli poteva chiedere qualche cosa? Allora semplicemente prende la situazione che c'è e comunica per quello che l'altro può capire. Spero di spiegarmi. A volte alle nostre incapacità non siamo attenti e pretendiamo da chi non è capace di ascoltare che capisca quello che gli ho detto, da chi non è capace di parlare che mi dica certe altre cose. Sto parlando di noi e non degli altri. Gli altri saprà poi qualcun altro. Cioè questo sospiro di Gesù effatà, è quello che succede in ogni battesimo, è successo anche nel nostro. Cioè è la fiducia che solo attraverso la presenza salvifica di Gesù nella nostra vita possiamo veramente non soltanto sentire ma ascoltare, non soltanto dire ma comunicare. Che cosa? E qui c'è il bello perché a volte vediamo che tanta gente sente, parla, però che cosa sente? Che cosa dice? Cioè il rischio è il vuoto, il non senso. Abbiamo un messaggio importante noi da vivere, da continuare a tenere nell'orecchio, cioè nel profondo del nostro cuore. L'orecchio è il senso della persona che abbia ascoltato, accolto. E voi ricorderete che il primo comando che Dio aveva dato al suo popolo quando se l'è scelto è ascolta. E guardate che è una parola bellissima. L'ascolto vuol dire non soltanto porgi l'orecchio questo, porgi l'orecchio del tuo cuore, accoglimi. Se ad una persona le dite accoglimi è come se le stesse dicendo amami, comprendimi, accoglimi. E' tutta la persona che è coinvolta. E guardate, Gesù ci prende come siamo, quindi togliamoci dalla testa che il Signore non ci considera, non ci ascolta, questo ce lo possiamo togliere dalla testa perché forse sarà un oggettino che fa così o un gattino. Ma il Signore è il Signore, è il Salvatore. Quindi piuttosto avviciniamoci a Lui con questo cuore, un cuore che ha fiducia per cui il Signore gli comunicherà nei modi che sono propri per Lui ciò che deve veramente ascoltare e poi proclamare. Il Signore Gesù che fece udire i sordi e parlare i muti ti conceda presto di ascoltare la Sua parola e di proclamare la Tua fede all'ode e gloria di Dio Padre. Amen. Questo diciamo come l'ultimo dei segni battesimali, il rito dell’effatà. E finalmente poi la persona battezzata potrà dire Padre Nostro. Lo facciamo di solito di bimbi molto piccoli ma lo facciamo anche tante volte di persone grandi e questi segni avrebbero bisogno però di bussare oggi al cuore di ciascuno di noi per dire ma io ti sto ascoltando, ti sto accogliendo, mi sto lasciando accogliere attraverso le parole che mi dici così che anche la mia bocca dica cose sensate. Beh, oggi abbiamo una nuova opportunità per farlo. Se volete in questa chiave potete rileggere la prima lettura dove il Regno di Israele crolla perché Salomone non ascolta più. Ascoltava, avete sentito ieri, le sue donne e si è dedicato all'idolatria, cioè ha smesso l'ascolto di Dio e lì il Regno di Israele crolla. Perché? Su cosa si regge il Regno di Israele? Sul fatto che Dio regna in questo popolo. Mi verrebbe da fare un allargamento: La Chiesa oggi come popolo di Dio nel suo compito fondamentale di ascoltare e accogliere, come sta corrispondendo l'amore con cui Dio la ama?
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