Omelia 6a domenica di Pasqua C 2025 BVI ore 18 episode artwork

EPISODE · May 26, 2025 · 11 MIN

Omelia 6a domenica di Pasqua C 2025 BVI ore 18

from Il podcast di don Andres Bergamini · host Andres Bergamini

Oggi, leggendo le Scritture, ciò che mi colpisce è il tema del timore, del turbamento, della paura. Gesù, poco prima della sua Passione, incoraggia i suoi discepoli con parole che sanno di consolazione: “Non sia turbato il vostro cuore”. Sta per lasciarli, ma promette che tornerà. In quel momento, però, per loro prevale la paura dell’addio, del sentirsi abbandonati. Anche negli Atti degli Apostoli si respira un clima difficile, di tensione, ad Antiochia di Siria, dove la comunità cristiana si apre ai pagani. Sorge allora la domanda: questi nuovi credenti devono seguire la legge di Mosè? Devono essere circoncisi? Il turbamento causato da un insegnamento escludente Alcuni venuti dalla Giudea si recano ad Antiochia e portano un messaggio forte: “Se non vi fate circoncidere, non potete essere salvati”. Questo crea scompiglio, turbamento nella comunità. “Ma come?”, si chiedono i nuovi cristiani, “ci avevano detto che eravamo salvi, ora ci dicono il contrario?” È un momento di grande confusione. Questa questione, così spinosa, viene affrontata nel capitolo 15 degli Atti, a cui sono particolarmente affezionato. Quando ero a Gerusalemme, avevo dipinto proprio un’icona che rappresentava il concilio di Gerusalemme. Spero che potremo andarci insieme, magari dopo Natale, in pellegrinaggio. Da Antiochia, dunque, inviano Paolo e Barnaba a Gerusalemme per affrontare la questione con gli Apostoli. Ne nasce un dialogo sincero, una ricerca di verità che porta al desiderio di includere, non di escludere. Questo tema mi sembra molto attuale: anche nella Chiesa di oggi ci si chiede se davvero ci sentiamo tutti accolti, anche quando siamo un po’ “pagani”, un po’ borderline. Noi, oggi come allora, viviamo timori simili. Paure per la solitudine, per il futuro incerto, per le guerre nel mondo che bussano anche alle porte dell’Europa. Ma anche paure più quotidiane, nei nostri quartieri, nelle nostre famiglie: figli in difficoltà, matrimoni in crisi, malattie. La lista sarebbe lunga. Siamo fragili, e questa fragilità genera paura. Abbiamo bisogno di consolazione, di essere incoraggiati. Prima risposta: la prossimità fraterna Dalle Scritture di oggi emergono due piste di riflessione. La prima ce la offrono gli Atti degli Apostoli: in un momento di divisione e difficoltà, la comunità non si chiude, ma invia delle persone, oltre a Paolo e Barnaba, per portare vicinanza, per incoraggiare. Non inviano solo una lettera, ma persone che “hanno rischiato la vita”, testimoni del Vangelo. È un gesto bellissimo di prossimità concreta: vi mandiamo i nostri migliori per dirvi che vi portiamo nel cuore. Anche noi possiamo fare tesoro di questo. In parrocchia abbiamo vissuto momenti belli in questi giorni: la festa di maggio, la tombola, la salsiccia, gli spettacoli. Momenti di comunità, dove sentirsi vicini, sostenuti. Anche con le benedizioni, con l’estate ragazzi che verrà. Stare insieme ci consola, ci dà forza, ci fa sentire meno soli nelle nostre fragilità. Seconda risposta: la dimora di Dio in noi La seconda pista è quella che ci offre il Vangelo. Gesù dice: “Se uno mi ama, osserverà la mia parola, e il Padre mio lo amerà, e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui”. Che promessa meravigliosa. Osservare la parola non vuol dire solo obbedire ai comandamenti, ma ascoltarla, custodirla, lasciarsi illuminare. È una relazione viva, d’amore. E se lo facciamo, Dio viene a noi, prende dimora in noi. Fa casa con noi. È una presenza che consola, che protegge. Il Paraclito, lo Spirito Santo, è proprio questo: colui che sta vicino per aiutare. Vi insegnerà ogni cosa, vi ricorderà ciò che Gesù ha detto. C’è una grande sollecitudine da parte di Dio. Tutto nasce da questo amore: “Se uno mi ama…”. E noi? Amiamo davvero il Signore? Glielo diciamo? Ricordo quel dialogo di Gesù con Pietro: “Mi vuoi bene?” Tre volte. Anche noi dobbiamo dirglielo, con sincerità. Lì nasce la pace, la Sua pace, quella che il mondo non può dare. Una pace che nasce dal sentirsi amati, visitati da Dio. Questa presenza di Dio nella nostra vita non elimina tutte le paure, ma le consola, le sostiene. “Non sia turbato il vostro cuore”. Ringraziamo il Signore per questo incoraggiamento forte, che ci dona proprio in vista del suo ritorno al Padre. Maria, esempio di vicinanza e accoglienza In questi giorni celebriamo anche la presenza dell’immagine della Madonna di San Luca in città, che ci ricorda la bellezza della sua vicinanza. Dodici porte, sembra proprio l’Apocalisse: una presenza viva in mezzo a noi. Ieri ero a Rimini, alla parrocchia di Maria Ausiliatrice, e riflettevamo proprio su questo: Maria ha vissuto entrambe le dimensioni di cui abbiamo parlato. È andata subito da Elisabetta, portando vicinanza, e ha accolto in sé il Signore. Dio ha preso dimora in lei. Lasciamoci prendere per mano da Maria. Lei ci insegna ad amare il Figlio, ad essere discepoli autentici. Apriamo il nostro cuore al Signore e accogliamo la grande pace che ci vuole donare.

Oggi, leggendo le Scritture, ciò che mi colpisce è il tema del timore, del turbamento, della paura. Gesù, poco prima della sua Passione, incoraggia i suoi discepoli con parole che sanno di consolazione: “Non sia turbato il vostro cuore”. Sta per lasciarli, ma promette che tornerà. In quel momento, però, per loro prevale la paura dell’addio, del sentirsi abbandonati. Anche negli Atti degli Apostoli si respira un clima difficile, di tensione, ad Antiochia di Siria, dove la comunità cristiana si apre ai pagani. Sorge allora la domanda: questi nuovi credenti devono seguire la legge di Mosè? Devono essere circoncisi? Il turbamento causato da un insegnamento escludente Alcuni venuti dalla Giudea si recano ad Antiochia e portano un messaggio forte: “Se non vi fate circoncidere, non potete essere salvati”. Questo crea scompiglio, turbamento nella comunità. “Ma come?”, si chiedono i nuovi cristiani, “ci avevano detto che eravamo salvi, ora ci dicono il contrario?” È un momento di grande confusione. Questa questione, così spinosa, viene affrontata nel capitolo 15 degli Atti, a cui sono particolarmente affezionato. Quando ero a Gerusalemme, avevo dipinto proprio un’icona che rappresentava il concilio di Gerusalemme. Spero che potremo andarci insieme, magari dopo Natale, in pellegrinaggio. Da Antiochia, dunque, inviano Paolo e Barnaba a Gerusalemme per affrontare la questione con gli Apostoli. Ne nasce un dialogo sincero, una ricerca di verità che porta al desiderio di includere, non di escludere. Questo tema mi sembra molto attuale: anche nella Chiesa di oggi ci si chiede se davvero ci sentiamo tutti accolti, anche quando siamo un po’ “pagani”, un po’ borderline. Noi, oggi come allora, viviamo timori simili. Paure per la solitudine, per il futuro incerto, per le guerre nel mondo che bussano anche alle porte dell’Europa. Ma anche paure più quotidiane, nei nostri quartieri, nelle nostre famiglie: figli in difficoltà, matrimoni in crisi, malattie. La lista sarebbe lunga. Siamo fragili, e questa fragilità genera paura. Abbiamo bisogno di consolazione, di essere incoraggiati. Prima risposta: la prossimità fraterna Dalle Scritture di oggi emergono due piste di riflessione. La prima ce la offrono gli Atti degli Apostoli: in un momento di divisione e difficoltà, la comunità non si chiude, ma invia delle persone, oltre a Paolo e Barnaba, per portare vicinanza, per incoraggiare. Non inviano solo una lettera, ma persone che “hanno rischiato la vita”, testimoni del Vangelo. È un gesto bellissimo di prossimità concreta: vi mandiamo i nostri migliori per dirvi che vi portiamo nel cuore. Anche noi possiamo fare tesoro di questo. In parrocchia abbiamo vissuto momenti belli in questi giorni: la festa di maggio, la tombola, la salsiccia, gli spettacoli. Momenti di comunità, dove sentirsi vicini, sostenuti. Anche con le benedizioni, con l’estate ragazzi che verrà. Stare insieme ci consola, ci dà forza, ci fa sentire meno soli nelle nostre fragilità. Seconda risposta: la dimora di Dio in noi La seconda pista è quella che ci offre il Vangelo. Gesù dice: “Se uno mi ama, osserverà la mia parola, e il Padre mio lo amerà, e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui”. Che promessa meravigliosa. Osservare la parola non vuol dire solo obbedire ai comandamenti, ma ascoltarla, custodirla, lasciarsi illuminare. È una relazione viva, d’amore. E se lo facciamo, Dio viene a noi, prende dimora in noi. Fa casa con noi. È una presenza che consola, che protegge. Il Paraclito, lo Spirito Santo, è proprio questo: colui che sta vicino per aiutare. Vi insegnerà ogni cosa, vi ricorderà ciò che Gesù ha detto. C’è una grande sollecitudine da parte di Dio. Tutto nasce da questo amore: “Se uno mi ama…”. E noi? Amiamo davvero il Signore? Glielo diciamo? Ricordo quel dialogo di Gesù con Pietro: “Mi vuoi bene?” Tre volte. Anche noi dobbiamo...

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That Hoarder: Overcome Compulsive Hoarding That Hoarder Hoarding disorder is stigmatised and people who hoard feel vast amounts of shame. This podcast began life as an audio diary, an anonymous outlet for somebody with this weird condition. That Hoarder speaks about her experiences living with compulsive hoarding, she interviews therapists, academics, researchers, children of hoarders, professional organisers and influencers, and she shares insight and tips for others with the problem. Listened to by people who hoard as well as those who love them and those who work with them, Overcome Compulsive Hoarding with That Hoarder aims to shatter the stigma, share the truth and speak openly and honestly to improve lives. The Small Business Startup School – Business Notes | Financial Literacy | Retail Psychology – For Professionals & Entrepreneurs The Small Business Startup School Inc. Starting or buying a small business? While personal circumstances may vary, business patterns remain timeless. On The Small Business Startup School, we explore strategies, insights, and practical solutions to help entrepreneurs confidently navigate their journey.Hosted by Ola Williams—a retail entrepreneur, fintech founder, and financial coach with over two decades of experience—this podcast marries financial awareness and retail psychology with optimism to deliver actionable takeaways.Join us to learn, grow, and connect as we uncover the keys to business success.Let’s continue to learn together and be encouraged to keep on connecting! DIOSA. Carolina Sanper This podcast is a sacred space created by Carolina Sanper where you connect with your inner wisdom and embody your magnetic feminine power.It is the realization that the mystical realm is where you plant the seeds of your desired reality.It is a portal to your true essence: awareness, presence, and receiving with ease. Welcome home, DIOSA. 🖤 XXX Tech by SOVRYN Dr. Brian Sovryn The crossroads between technology, sensuality, and metaphysics - and the longest running anarchist podcast in the world! Brought to you by Dr. Brian Sovryn.

Frequently Asked Questions

How long is this episode of Il podcast di don Andres Bergamini?

This episode is 11 minutes long.

When was this Il podcast di don Andres Bergamini episode published?

This episode was published on May 26, 2025.

What is this episode about?

Oggi, leggendo le Scritture, ciò che mi colpisce è il tema del timore, del turbamento, della paura. Gesù, poco prima della sua Passione, incoraggia i suoi discepoli con parole che sanno di consolazione: “Non sia turbato il vostro cuore”. Sta per...

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