Omelia Ascensione C 2025 S.Andrea ore 11 episode artwork

EPISODE · Jun 1, 2025 · 11 MIN

Omelia Ascensione C 2025 S.Andrea ore 11

from Il podcast di don Andres Bergamini · host Andres Bergamini

Ieri sera, insieme ad alcuni di voi, ero alla Casa della Carità di Borgo Panigale per la festa della Visitazione. È sempre un momento molto bello, una serata splendida, resa ancora più intensa dalla presenza del Cardinale. Ero pieno di emozioni, anche perché nel pomeriggio avevamo celebrato insieme alla mia famiglia di San Martino e della Dozza. Durante la messa prefestiva dell’Ascensione, eravamo nel parco. A un certo punto ho alzato gli occhi al cielo, mi sono distratto, e mi è venuto spontaneo chiedermi: “Signore, sei salito al cielo… ma dove sei andato?”. Mi sono immaginato di usare Google Maps per cercarti: allargo l’orizzonte… e dov’è finito il Signore? Perché davvero, il Vangelo ci dice che Gesù è salito al cielo con il suo corpo, e i discepoli sono rimasti lì, imbambolati, come un po’ lo eravamo anche noi. L’Ascensione: una festa che ci interroga Dopo quaranta giorni straordinari in cui Gesù si è mostrato risorto ai discepoli, con i segni della croce ancora visibili, si apre questo mistero: perché è dovuto salire al cielo? Non ci ha forse abbandonati? Ha detto “Io ho fatto la mia parte, ora arrangiatevi”? È lì, seduto alla destra del Padre a guardarci dall’alto? E allora ho abbassato lo sguardo e ho guardato l’assemblea: c’era di tutto — vecchi, giovani, malati, sani, vescovi, diaconi, bambini, musicisti… un bel popolo, come quello che ho davanti oggi. E mi sono detto: “Ecco, forse questa è la Tua presenza, Signore. Sei in mezzo a noi così, attraverso questa umanità viva”. Un’umanità nuova accanto al Padre L’Ascensione ci dice che Gesù è salito al cielo con la nostra carne, con la nostra umanità. Quando è sceso sulla terra, era già presso il Padre, ma è venuto a prendere su di sé la nostra condizione. Ora, quando ritorna, non è più lo stesso: ci torna con le ferite, con l’esperienza della vita vissuta tra noi. La liturgia lo dice chiaramente: ha innalzato la nostra umanità accanto al Padre. La Lettera agli Ebrei ci parla del cielo come del santuario vero, in cui Gesù entra per comparire davanti a Dio in nostro favore. Non lo fa per sé, lo fa per noi. E questa è una notizia meravigliosa: adesso c’è un legame diretto, vivo, forte tra noi e Dio. Lui è con noi, in ogni persona Ma non finisce qui. Prima di salire al cielo, Gesù ha detto: “Io sono con voi. Rimango con voi.” Ma come? Attraverso di noi. Ogni uomo, ogni donna, ogni bambino è la Sua presenza nel mondo. Noi siamo le Sue membra, e Lui è il capo. I padri della Chiesa ci ricordano quell’episodio con Paolo: “Perché mi perseguiti?” — Gesù si identifica con i Suoi. E anche quando dice: “Ero malato e mi avete visitato”… Lui è lì, nella nostra carne, non solo come spirito, ma concretamente nelle persone. Vederlo nei bambini è più semplice, con la loro purezza, la bellezza, le famiglie meravigliose che li accolgono con amore. E io ringrazio di cuore tutte le famiglie. So che non è facile, ma state facendo la cosa più bella che si possa fare: crescere dei figli nell’amore. Ci date un grande esempio e dovremmo davvero starvi più vicini. L’umanità ferita e dimenticata Ma non possiamo fermarci qui. Gesù è presente in ogni uomo e in ogni donna, anche in chi soffre, in chi è scartato, nei malati, nei poveri, nei dimenticati. Dobbiamo allargare l’orizzonte, vedere tutta l’umanità. E oggi vediamo troppa sofferenza. La guerra, i bambini martoriati, la fame… è uno scandalo. È una vergogna per noi. Perché se Cristo è presente in ogni essere umano, allora è Cristo che oggi è affamato, è colpito, è abbandonato. E noi, che spesso trascuriamo questa carne, la lasciamo sola. Ma proprio lì, nel patire, c’è la Sua presenza. Il Vangelo lo dice: “Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà.” In quel “patirà” c’è il dolore di tutta l’umanità. Una missione affidata a noi E poi Gesù affida ai Suoi discepoli — e anche a noi — una missione: andare in tutto il mondo, predicare la conversione e la salvezza. Perché la Sua carne, che oggi è il mondo, aspetta l’annuncio della vita e della speranza. Non basta dire “siamo membra di Cristo”: queste membra vanno evangelizzate, curate, custodite, amate. E per questo ci promette lo Spirito Santo. Una vita abitata da Dio Gesù dice: “Rimanete in città. Riceverete ciò che il Padre ha promesso.” Domenica prossima sarà Pentecoste, e lo Spirito verrà a prendere dimora in noi. “Io e il Padre verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui.” Ogni persona diventa abitazione di Dio. Quindi, da una parte Gesù torna al Padre con la nostra carne; dall’altra ci lascia il dono dello Spirito per rendere divina la nostra vita. Ci dà la possibilità di vivere nella carità, nella speranza, nella comunione. Una gioia che ci accompagna Alla fine del Vangelo si dice che i discepoli, dopo l’Ascensione, si prostrano, tornano a Gerusalemme con grande gioia e stanno sempre nel Tempio lodando Dio. Ecco la gioia che voglio portarmi a casa oggi, e che invito anche voi a custodire. Non è una gioia di evasione, non è per fuggire dalla realtà, ma è il desiderio profondo di vivere pienamente l’umanità di Gesù che siamo noi, visitata dallo Spirito e illuminata dal Suo amore. Questi bambini che vedo davanti a me sono un esempio meraviglioso, ma da lì dobbiamo imparare a vedere Cristo in ogni uomo e in ogni donna, soprattutto nei più fragili. Restiamo anche noi nella gioia di Gerusalemme, lodando il Signore e aspettando con fiducia il dono dello Spirito, per vivere in pienezza la Sua presenza in mezzo a noi.

Ieri sera, insieme ad alcuni di voi, ero alla Casa della Carità di Borgo Panigale per la festa della Visitazione. È sempre un momento molto bello, una serata splendida, resa ancora più intensa dalla presenza del Cardinale. Ero pieno di emozioni, anche perché nel pomeriggio avevamo celebrato insieme alla mia famiglia di San Martino e della Dozza. Durante la messa prefestiva dell’Ascensione, eravamo nel parco. A un certo punto ho alzato gli occhi al cielo, mi sono distratto, e mi è venuto spontaneo chiedermi: “Signore, sei salito al cielo… ma dove sei andato?”. Mi sono immaginato di usare Google Maps per cercarti: allargo l’orizzonte… e dov’è finito il Signore? Perché davvero, il Vangelo ci dice che Gesù è salito al cielo con il suo corpo, e i discepoli sono rimasti lì, imbambolati, come un po’ lo eravamo anche noi. L’Ascensione: una festa che ci interroga Dopo quaranta giorni straordinari in cui Gesù si è mostrato risorto ai discepoli, con i segni della croce ancora visibili, si apre questo mistero: perché è dovuto salire al cielo? Non ci ha forse abbandonati? Ha detto “Io ho fatto la mia parte, ora arrangiatevi”? È lì, seduto alla destra del Padre a guardarci dall’alto? E allora ho abbassato lo sguardo e ho guardato l’assemblea: c’era di tutto — vecchi, giovani, malati, sani, vescovi, diaconi, bambini, musicisti… un bel popolo, come quello che ho davanti oggi. E mi sono detto: “Ecco, forse questa è la Tua presenza, Signore. Sei in mezzo a noi così, attraverso questa umanità viva”. Un’umanità nuova accanto al Padre L’Ascensione ci dice che Gesù è salito al cielo con la nostra carne, con la nostra umanità. Quando è sceso sulla terra, era già presso il Padre, ma è venuto a prendere su di sé la nostra condizione. Ora, quando ritorna, non è più lo stesso: ci torna con le ferite, con l’esperienza della vita vissuta tra noi. La liturgia lo dice chiaramente: ha innalzato la nostra umanità accanto al Padre. La Lettera agli Ebrei ci parla del cielo come del santuario vero, in cui Gesù entra per comparire davanti a Dio in nostro favore. Non lo fa per sé, lo fa per noi. E questa è una notizia meravigliosa: adesso c’è un legame diretto, vivo, forte tra noi e Dio. Lui è con noi, in ogni persona Ma non finisce qui. Prima di salire al cielo, Gesù ha detto: “Io sono con voi. Rimango con voi.” Ma come? Attraverso di noi. Ogni uomo, ogni donna, ogni bambino è la Sua presenza nel mondo. Noi siamo le Sue membra, e Lui è il capo. I padri della Chiesa ci ricordano quell’episodio con Paolo: “Perché mi perseguiti?” — Gesù si identifica con i Suoi. E anche quando dice: “Ero malato e mi avete visitato”… Lui è lì, nella nostra carne, non solo come spirito, ma concretamente nelle persone. Vederlo nei bambini è più semplice, con la loro purezza, la bellezza, le famiglie meravigliose che li accolgono con amore. E io ringrazio di cuore tutte le famiglie. So che non è facile, ma state facendo la cosa più bella che si possa fare: crescere dei figli nell’amore. Ci date un grande esempio e dovremmo davvero starvi più vicini. L’umanità ferita e dimenticata Ma non possiamo fermarci qui. Gesù è presente in ogni uomo e in ogni donna, anche in chi soffre, in chi è scartato, nei malati, nei poveri, nei dimenticati. Dobbiamo allargare l’orizzonte, vedere tutta l’umanità. E oggi vediamo troppa sofferenza. La guerra, i bambini martoriati, la fame… è uno scandalo. È una vergogna per noi. Perché se Cristo è presente in ogni essere umano, allora è Cristo che oggi è affamato, è colpito, è abbandonato. E noi, che spesso trascuriamo questa carne, la lasciamo sola. Ma proprio lì, nel patire, c’è la Sua presenza. Il Vangelo lo dice: “Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà.” In quel “patirà” c’è il dolore di tutta l’umanità. Una missione affidata a noi E poi Gesù...

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That Hoarder: Overcome Compulsive Hoarding That Hoarder Hoarding disorder is stigmatised and people who hoard feel vast amounts of shame. This podcast began life as an audio diary, an anonymous outlet for somebody with this weird condition. That Hoarder speaks about her experiences living with compulsive hoarding, she interviews therapists, academics, researchers, children of hoarders, professional organisers and influencers, and she shares insight and tips for others with the problem. Listened to by people who hoard as well as those who love them and those who work with them, Overcome Compulsive Hoarding with That Hoarder aims to shatter the stigma, share the truth and speak openly and honestly to improve lives. The Small Business Startup School – Business Notes | Financial Literacy | Retail Psychology – For Professionals & Entrepreneurs The Small Business Startup School Inc. Starting or buying a small business? While personal circumstances may vary, business patterns remain timeless. On The Small Business Startup School, we explore strategies, insights, and practical solutions to help entrepreneurs confidently navigate their journey.Hosted by Ola Williams—a retail entrepreneur, fintech founder, and financial coach with over two decades of experience—this podcast marries financial awareness and retail psychology with optimism to deliver actionable takeaways.Join us to learn, grow, and connect as we uncover the keys to business success.Let’s continue to learn together and be encouraged to keep on connecting! DIOSA. Carolina Sanper This podcast is a sacred space created by Carolina Sanper where you connect with your inner wisdom and embody your magnetic feminine power.It is the realization that the mystical realm is where you plant the seeds of your desired reality.It is a portal to your true essence: awareness, presence, and receiving with ease. Welcome home, DIOSA. 🖤 XXX Tech by SOVRYN Dr. Brian Sovryn The crossroads between technology, sensuality, and metaphysics - and the longest running anarchist podcast in the world! Brought to you by Dr. Brian Sovryn.

Frequently Asked Questions

How long is this episode of Il podcast di don Andres Bergamini?

This episode is 11 minutes long.

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This episode was published on June 1, 2025.

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Ieri sera, insieme ad alcuni di voi, ero alla Casa della Carità di Borgo Panigale per la festa della Visitazione. È sempre un momento molto bello, una serata splendida, resa ancora più intensa dalla presenza del Cardinale. Ero pieno di emozioni,...

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