EPISODE · Mar 16, 2025 · 11 MIN
Omelia della II domenica di quaresima C 16 marzo 2025 S. Andrea ore 11
from Il podcast di don Andres Bergamini · host Andres Bergamini
L’importanza dell’imitazione nella vita cristiana Don Andres inizia l’omelia riflettendo su un invito di San Paolo: “Fatevi miei imitatori”. Questo tema dell’imitazione è centrale nella vita cristiana, perché seguire l’esempio di chi vive autenticamente il Vangelo aiuta a crescere nella fede. Egli stesso si interroga su chi siano per lui i modelli di riferimento e cita i suoi genitori, i suoi fratelli e i confratelli sacerdoti come esempi di vita evangelica. Racconta poi di alcune persone incontrate durante le sue visite pastorali: una donna anziana che, nonostante la sua età avanzata, continua a studiare la Bibbia e a vivere la fede con intensità; famiglie che affrontano con coraggio e semplicità le difficoltà della vita, come la malattia e la disabilità; commercianti che raccontano la loro storia fatta di sacrificio e dedizione. San Paolo invita a imitare chi vive il Vangelo anche perché è preoccupato per coloro che si comportano da nemici della Croce di Cristo. La Croce, infatti, può apparire come un ostacolo nel cammino della fede. Per questo Gesù prende con sé tre discepoli e li conduce sul monte per mostrare loro la sua gloria nella Trasfigurazione. L’incontro con la Croce e la necessità di fidarsi di Dio Accettare la Croce non è mai facile. Don Andres racconta l’esperienza di una madre che ha perso un figlio e il cui marito è gravemente malato. Nel suo dolore, si sente arrabbiata con Dio, un sentimento umano e comprensibile. Questa reazione rispecchia l’inimicizia verso la Croce di cui parla San Paolo, un atteggiamento che tutti possono sperimentare di fronte alla sofferenza. Gesù, però, non lascia soli i suoi discepoli nella prova. Li conduce sul monte per pregare, e mentre prega, il suo volto cambia d’aspetto, le sue vesti diventano splendenti e Mosè ed Elia compaiono accanto a lui per parlargli del suo esodo verso Gerusalemme. Questo momento è fondamentale perché mostra che alla Croce è sempre unita la gloria della Resurrezione. Mosè ed Elia rappresentano la Legge e i Profeti, testimoni della fatica dell’obbedienza a Dio. I discepoli vedono la gloria di Cristo, ma il loro cammino di comprensione sarà lungo. Anche Abramo, pur anziano e senza figli, si fida della promessa di Dio quando gli viene mostrato il cielo stellato come simbolo della sua discendenza. San Paolo offre una chiave di lettura per conciliare Croce e gloria: “La nostra cittadinanza è nei cieli”. Siamo chiamati a vivere nel mondo con le sue difficoltà, ma con lo sguardo rivolto alla meta finale, che è la vita eterna. Anche se il nostro corpo è fragile e destinato alla morte, siamo già partecipi della gloria di Cristo. La nube che avvolge i discepoli durante la Trasfigurazione simboleggia il mistero di Dio: inizialmente genera paura, ma è proprio in quel momento che si sente la voce del Padre che dice “Questi è il Figlio mio, l’eletto, ascoltatelo”. Questo invito è rivolto a tutti i credenti: imitare Cristo, seguirlo anche senza comprendere tutto, e camminare insieme come comunità di amici della Croce verso la gloria della Resurrezione.
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L’importanza dell’imitazione nella vita cristiana Don Andres inizia l’omelia riflettendo su un invito di San Paolo: “Fatevi miei imitatori”. Questo tema dell’imitazione è centrale nella vita cristiana, perché seguire l’esempio di chi vive autenticamente il Vangelo aiuta a crescere nella fede. Egli stesso si interroga su chi siano per lui i modelli di riferimento e cita i suoi genitori, i suoi fratelli e i confratelli sacerdoti come esempi di vita evangelica. Racconta poi di alcune persone incontrate durante le sue visite pastorali: una donna anziana che, nonostante la sua età avanzata, continua a studiare la Bibbia e a vivere la fede con intensità; famiglie che affrontano con coraggio e semplicità le difficoltà della vita, come la malattia e la disabilità; commercianti che raccontano la loro storia fatta di sacrificio e dedizione. San Paolo invita a imitare chi vive il Vangelo anche perché è preoccupato per coloro che si comportano da nemici della Croce di Cristo. La Croce, infatti, può apparire come un ostacolo nel cammino della fede. Per questo Gesù prende con sé tre discepoli e li conduce sul monte per mostrare loro la sua gloria nella Trasfigurazione. L’incontro con la Croce e la necessità di fidarsi di Dio Accettare la Croce non è mai facile. Don Andres racconta l’esperienza di una madre che ha perso un figlio e il cui marito è gravemente malato. Nel suo dolore, si sente arrabbiata con Dio, un sentimento umano e comprensibile. Questa reazione rispecchia l’inimicizia verso la Croce di cui parla San Paolo, un atteggiamento che tutti possono sperimentare di fronte alla sofferenza. Gesù, però, non lascia soli i suoi discepoli nella prova. Li conduce sul monte per pregare, e mentre prega, il suo volto cambia d’aspetto, le sue vesti diventano splendenti e Mosè ed Elia compaiono accanto a lui per parlargli del suo esodo verso Gerusalemme. Questo momento è fondamentale perché mostra che alla Croce è sempre unita la gloria della Resurrezione. Mosè ed Elia rappresentano la Legge e i Profeti, testimoni della fatica dell’obbedienza a Dio. I discepoli vedono la gloria di Cristo, ma il loro cammino di comprensione sarà lungo. Anche Abramo, pur anziano e senza figli, si fida della promessa di Dio quando gli viene mostrato il cielo stellato come simbolo della sua discendenza. San Paolo offre una chiave di lettura per conciliare Croce e gloria: “La nostra cittadinanza è nei cieli”. Siamo chiamati a vivere nel mondo con le sue difficoltà, ma con lo sguardo rivolto alla meta finale, che è la vita eterna. Anche se il nostro corpo è fragile e destinato alla morte, siamo già partecipi della gloria di Cristo. La nube che avvolge i discepoli durante la Trasfigurazione simboleggia il mistero di Dio: inizialmente genera paura, ma è proprio in quel momento che si sente la voce del Padre che dice “Questi è il Figlio mio, l’eletto, ascoltatelo”. Questo invito è rivolto a tutti i credenti: imitare Cristo, seguirlo anche senza comprendere tutto, e camminare insieme come comunità di amici della Croce verso la gloria della Resurrezione.
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