Omelia di mercoledì V settimana di Pasqua 2025 episode artwork

EPISODE · May 21, 2025 · 6 MIN

Omelia di mercoledì V settimana di Pasqua 2025

from Il podcast di don Andres Bergamini · host Andres Bergamini

L’immagine così bella del Vangelo di oggi, “Rimanete in me e io in voi”, ci parla della nostra relazione profonda con il Signore. È un’immagine forte, che si illumina grazie anche alla pagina degli Atti degli Apostoli che stiamo leggendo in questi giorni, in particolare quella ambientata ad Antiochia di Siria. Là c’è una comunità mista, formata da giudei cristiani e da pagani convertiti. E proprio in quel contesto nasce un problema: alcuni venuti dalla Giudea iniziano a insegnare che, se non ci si fa circoncidere secondo la legge di Mosè, non si può essere salvati. Questi uomini arrivano da Gerusalemme, cioè dal centro del culto e dell’autorità religiosa, e portano un messaggio che, più che unire, divide. È come se dicessero: “Se non diventate come noi, non potete far parte della comunità”. È una logica che possiamo ritrovare anche oggi, quando qualcuno si erge a detentore della verità, dicendo: “Io so come si fanno le cose, io vengo dalla parrocchia, io ho la dottrina corretta”. Sono atteggiamenti che possono lacerare, che giudicano e pongono condizioni per l’appartenenza. Diventano pretesto per farsi maestri e per escludere. Ma a questa rigidità si oppongono Paolo e Barnaba, i nostri compagni di viaggio in questi giorni. Discutono animatamente, dissentono, non accettano questa chiusura. E trovo bellissimo che nella Chiesa ci sia spazio per il confronto, per il dissenso sincero. Non tutto è pacificato, eppure si sceglie di camminare insieme, di non rimanere fermi nel conflitto. Così Paolo e Barnaba decidono di salire a Gerusalemme per sottoporre la questione agli apostoli e alla comunità. Durante il viaggio, non fanno propaganda o polemica. Invece di fomentare divisioni, raccontano ciò che hanno vissuto: la conversione dei pagani, le meraviglie del primo viaggio missionario. Questa testimonianza suscita gioia e gratitudine nelle piccole comunità che incontrano. Non alimentano lo scontro, ma seminano speranza. E proprio qui ritorna in maniera più viva l’immagine della vite: Cristo è la vite, noi siamo i tralci. È un’immagine plurale, di comunione. Ogni tralcio ha valore solo se porta frutto, e per farlo deve rimanere unito alla vite. Ma anche la vite ha bisogno dei tralci per produrre uva. È un’immagine che ci dice che siamo legati, uniti gli uni agli altri, e che anche la potatura – quel taglio che purifica – può essere vista come un momento di discernimento, di confronto fraterno. Una potatura che avviene non per escludere, ma per aiutare ciascuno a portare frutto. Il vero problema, infatti, non è il conflitto o la discussione, ma il rimanere sterili, senza frutti. Senza Cristo, non possiamo fare nulla. Il Signore desidera la nostra comunione con Lui, e anche tra di noi. La vite senza tralci perde senso. I frutti passano attraverso di noi, attraverso la nostra unità. Per questo vogliamo accettare il dialogo, il confronto, anche il conflitto, ma sempre in uno spirito di accoglienza e di ascolto reciproco, per camminare insieme e glorificare Dio con la nostra unità.

L’immagine così bella del Vangelo di oggi, “Rimanete in me e io in voi”, ci parla della nostra relazione profonda con il Signore. È un’immagine forte, che si illumina grazie anche alla pagina degli Atti degli Apostoli che stiamo leggendo in questi giorni, in particolare quella ambientata ad Antiochia di Siria. Là c’è una comunità mista, formata da giudei cristiani e da pagani convertiti. E proprio in quel contesto nasce un problema: alcuni venuti dalla Giudea iniziano a insegnare che, se non ci si fa circoncidere secondo la legge di Mosè, non si può essere salvati. Questi uomini arrivano da Gerusalemme, cioè dal centro del culto e dell’autorità religiosa, e portano un messaggio che, più che unire, divide. È come se dicessero: “Se non diventate come noi, non potete far parte della comunità”. È una logica che possiamo ritrovare anche oggi, quando qualcuno si erge a detentore della verità, dicendo: “Io so come si fanno le cose, io vengo dalla parrocchia, io ho la dottrina corretta”. Sono atteggiamenti che possono lacerare, che giudicano e pongono condizioni per l’appartenenza. Diventano pretesto per farsi maestri e per escludere. Ma a questa rigidità si oppongono Paolo e Barnaba, i nostri compagni di viaggio in questi giorni. Discutono animatamente, dissentono, non accettano questa chiusura. E trovo bellissimo che nella Chiesa ci sia spazio per il confronto, per il dissenso sincero. Non tutto è pacificato, eppure si sceglie di camminare insieme, di non rimanere fermi nel conflitto. Così Paolo e Barnaba decidono di salire a Gerusalemme per sottoporre la questione agli apostoli e alla comunità. Durante il viaggio, non fanno propaganda o polemica. Invece di fomentare divisioni, raccontano ciò che hanno vissuto: la conversione dei pagani, le meraviglie del primo viaggio missionario. Questa testimonianza suscita gioia e gratitudine nelle piccole comunità che incontrano. Non alimentano lo scontro, ma seminano speranza. E proprio qui ritorna in maniera più viva l’immagine della vite: Cristo è la vite, noi siamo i tralci. È un’immagine plurale, di comunione. Ogni tralcio ha valore solo se porta frutto, e per farlo deve rimanere unito alla vite. Ma anche la vite ha bisogno dei tralci per produrre uva. È un’immagine che ci dice che siamo legati, uniti gli uni agli altri, e che anche la potatura – quel taglio che purifica – può essere vista come un momento di discernimento, di confronto fraterno. Una potatura che avviene non per escludere, ma per aiutare ciascuno a portare frutto. Il vero problema, infatti, non è il conflitto o la discussione, ma il rimanere sterili, senza frutti. Senza Cristo, non possiamo fare nulla. Il Signore desidera la nostra comunione con Lui, e anche tra di noi. La vite senza tralci perde senso. I frutti passano attraverso di noi, attraverso la nostra unità. Per questo vogliamo accettare il dialogo, il confronto, anche il conflitto, ma sempre in uno spirito di accoglienza e di ascolto reciproco, per camminare insieme e glorificare Dio con la nostra unità.

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Omelia di mercoledì V settimana di Pasqua 2025

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That Hoarder: Overcome Compulsive Hoarding That Hoarder Hoarding disorder is stigmatised and people who hoard feel vast amounts of shame. This podcast began life as an audio diary, an anonymous outlet for somebody with this weird condition. That Hoarder speaks about her experiences living with compulsive hoarding, she interviews therapists, academics, researchers, children of hoarders, professional organisers and influencers, and she shares insight and tips for others with the problem. Listened to by people who hoard as well as those who love them and those who work with them, Overcome Compulsive Hoarding with That Hoarder aims to shatter the stigma, share the truth and speak openly and honestly to improve lives. The Small Business Startup School – Business Notes | Financial Literacy | Retail Psychology – For Professionals & Entrepreneurs The Small Business Startup School Inc. Starting or buying a small business? While personal circumstances may vary, business patterns remain timeless. On The Small Business Startup School, we explore strategies, insights, and practical solutions to help entrepreneurs confidently navigate their journey.Hosted by Ola Williams—a retail entrepreneur, fintech founder, and financial coach with over two decades of experience—this podcast marries financial awareness and retail psychology with optimism to deliver actionable takeaways.Join us to learn, grow, and connect as we uncover the keys to business success.Let’s continue to learn together and be encouraged to keep on connecting! DIOSA. Carolina Sanper This podcast is a sacred space created by Carolina Sanper where you connect with your inner wisdom and embody your magnetic feminine power.It is the realization that the mystical realm is where you plant the seeds of your desired reality.It is a portal to your true essence: awareness, presence, and receiving with ease. Welcome home, DIOSA. 🖤 XXX Tech by SOVRYN Dr. Brian Sovryn The crossroads between technology, sensuality, and metaphysics - and the longest running anarchist podcast in the world! Brought to you by Dr. Brian Sovryn.

Frequently Asked Questions

How long is this episode of Il podcast di don Andres Bergamini?

This episode is 6 minutes long.

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This episode was published on May 21, 2025.

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