Omelia giovedi XXX settimana TO Cristo Re episode artwork

EPISODE · Nov 6, 2025 · 5 MIN

Omelia giovedi XXX settimana TO Cristo Re

from Il podcast di don Andres Bergamini · host Andres Bergamini

Vivere non per sé, ma per il Signore Quando rifletto su questo brano, mi colpisce subito l’immagine del pastore che ha cura delle sue pecore. Sono sue, gli appartengono. Alla luce di questa immagine, risuonano forti le parole di san Paolo: “Nessuno di noi vive per sé stesso”. È una domanda che mi attraversa: per chi vivo? per cosa vivo? Qual è il destinatario delle mie fatiche, della mia quotidianità? A volte rischio di vivacchiare, come diceva Pier Giorgio Frassati, invece di alzare lo sguardo verso il Signore. Nella nostra società, così individualista e frammentata, è facile ripiegarsi su di sé: “la mia vita è mia, faccio come voglio”. Ma anche noi cristiani possiamo cadere in questo inganno, pur vivendo in famiglia o in comunità. La vita insieme non è sempre facile: richiede di prendersi per mano, di portarsi reciprocamente, e proprio lì si rivela quanto sia forte la tentazione di vivere solo per sé. Siamo del Signore San Paolo ci regala oggi una verità bellissima: “Sia che viviamo, sia che moriamo, siamo del Signore.” Queste parole abbracciano tutta la nostra esistenza, ogni età, ogni condizione, ogni perdita. Il morire non è solo quello fisico: è anche il perdersi, come la pecorella smarrita che il Pastore riporta sulle spalle. Eppure, anche nei nostri smarrimenti, siamo del Signore, gli apparteniamo. È Lui che ha dato la vita per noi, è morto e risorto per amore nostro. L’appartenenza che trasforma la vita Essere del Signore dà un colore nuovo alla nostra vita: il colore del Vangelo, dell’amore. Come ricordava san Paolo nella pagina di ieri, non siamo debitori di nulla a nessuno, se non dell’amore vicendevole. Vivere come appartenenti a Cristo significa sentirci sempre in debito d’amore: ogni azione che compiamo nasce dal bisogno di restituire l’amore che abbiamo ricevuto. Siamo debitori perché siamo stati amati per primi. Fratelli, non giudici Allora si comprende perché san Paolo ammonisca: “Perché giudichi il tuo fratello? Perché disprezzi il tuo fratello?” Nella comunità di Roma c’erano tensioni: alcuni si sentivano “forti” nella fede e guardavano dall’alto in basso i “deboli”, per esempio nelle questioni legate al cibo o alle pratiche religiose. Ma Paolo ricorda che anche il fratello debole appartiene a Cristo, anche per lui Cristo è morto. Siamo tutti ugualmente in debito d’amore, tutti fratelli. È su questo punto che si gioca la qualità delle nostre relazioni, soprattutto quelle più importanti, più quotidiane. La responsabilità davanti a Dio Questo ci richiama a una responsabilità grande. Dice il Signore: “Ogni ginocchio si piegherà davanti a me e ogni lingua renderà gloria a Dio.” Ciascuno di noi dovrà rendere conto di sé stesso a Dio. È una parola forte, severa, che ci interpella: che colore ho dato alla mia vita? Per chi ho vissuto? Per chi ho speso le mie energie, i miei giorni? Il Vangelo, ancora una volta, ci riporta al cuore della nostra esistenza e ci invita a ringraziare: perché il Signore non ci lascia soli, ma ci prende sulle spalle, come il pastore con la pecorella smarrita. Sulle spalle del Pastore Alla fine, ciò che conta è sentirci pecorelle riportate da Lui, amate e custodite. Non apparteniamo a noi stessi, ma a Cristo. E questa consapevolezza ci dona pace e libertà: vogliamo vivere con Lui, per Lui, insieme, come fratelli e sorelle, debitori solo d’amore.

Vivere non per sé, ma per il Signore Quando rifletto su questo brano, mi colpisce subito l’immagine del pastore che ha cura delle sue pecore. Sono sue, gli appartengono. Alla luce di questa immagine, risuonano forti le parole di san Paolo: “Nessuno di noi vive per sé stesso”. È una domanda che mi attraversa: per chi vivo? per cosa vivo? Qual è il destinatario delle mie fatiche, della mia quotidianità? A volte rischio di vivacchiare, come diceva Pier Giorgio Frassati, invece di alzare lo sguardo verso il Signore. Nella nostra società, così individualista e frammentata, è facile ripiegarsi su di sé: “la mia vita è mia, faccio come voglio”. Ma anche noi cristiani possiamo cadere in questo inganno, pur vivendo in famiglia o in comunità. La vita insieme non è sempre facile: richiede di prendersi per mano, di portarsi reciprocamente, e proprio lì si rivela quanto sia forte la tentazione di vivere solo per sé. Siamo del Signore San Paolo ci regala oggi una verità bellissima: “Sia che viviamo, sia che moriamo, siamo del Signore.” Queste parole abbracciano tutta la nostra esistenza, ogni età, ogni condizione, ogni perdita. Il morire non è solo quello fisico: è anche il perdersi, come la pecorella smarrita che il Pastore riporta sulle spalle. Eppure, anche nei nostri smarrimenti, siamo del Signore, gli apparteniamo. È Lui che ha dato la vita per noi, è morto e risorto per amore nostro. L’appartenenza che trasforma la vita Essere del Signore dà un colore nuovo alla nostra vita: il colore del Vangelo, dell’amore. Come ricordava san Paolo nella pagina di ieri, non siamo debitori di nulla a nessuno, se non dell’amore vicendevole. Vivere come appartenenti a Cristo significa sentirci sempre in debito d’amore: ogni azione che compiamo nasce dal bisogno di restituire l’amore che abbiamo ricevuto. Siamo debitori perché siamo stati amati per primi. Fratelli, non giudici Allora si comprende perché san Paolo ammonisca: “Perché giudichi il tuo fratello? Perché disprezzi il tuo fratello?” Nella comunità di Roma c’erano tensioni: alcuni si sentivano “forti” nella fede e guardavano dall’alto in basso i “deboli”, per esempio nelle questioni legate al cibo o alle pratiche religiose. Ma Paolo ricorda che anche il fratello debole appartiene a Cristo, anche per lui Cristo è morto. Siamo tutti ugualmente in debito d’amore, tutti fratelli. È su questo punto che si gioca la qualità delle nostre relazioni, soprattutto quelle più importanti, più quotidiane. La responsabilità davanti a Dio Questo ci richiama a una responsabilità grande. Dice il Signore: “Ogni ginocchio si piegherà davanti a me e ogni lingua renderà gloria a Dio.” Ciascuno di noi dovrà rendere conto di sé stesso a Dio. È una parola forte, severa, che ci interpella: che colore ho dato alla mia vita? Per chi ho vissuto? Per chi ho speso le mie energie, i miei giorni? Il Vangelo, ancora una volta, ci riporta al cuore della nostra esistenza e ci invita a ringraziare: perché il Signore non ci lascia soli, ma ci prende sulle spalle, come il pastore con la pecorella smarrita. Sulle spalle del Pastore Alla fine, ciò che conta è sentirci pecorelle riportate da Lui, amate e custodite. Non apparteniamo a noi stessi, ma a Cristo. E questa consapevolezza ci dona pace e libertà: vogliamo vivere con Lui, per Lui, insieme, come fratelli e sorelle, debitori solo d’amore.

NOW PLAYING

Omelia giovedi XXX settimana TO Cristo Re

0:00 5:09

No transcript for this episode yet

We transcribe on demand. Request one and we'll notify you when it's ready — usually under 10 minutes.

That Hoarder: Overcome Compulsive Hoarding That Hoarder Hoarding disorder is stigmatised and people who hoard feel vast amounts of shame. This podcast began life as an audio diary, an anonymous outlet for somebody with this weird condition. That Hoarder speaks about her experiences living with compulsive hoarding, she interviews therapists, academics, researchers, children of hoarders, professional organisers and influencers, and she shares insight and tips for others with the problem. Listened to by people who hoard as well as those who love them and those who work with them, Overcome Compulsive Hoarding with That Hoarder aims to shatter the stigma, share the truth and speak openly and honestly to improve lives. The Small Business Startup School – Business Notes | Financial Literacy | Retail Psychology – For Professionals & Entrepreneurs The Small Business Startup School Inc. Starting or buying a small business? While personal circumstances may vary, business patterns remain timeless. On The Small Business Startup School, we explore strategies, insights, and practical solutions to help entrepreneurs confidently navigate their journey.Hosted by Ola Williams—a retail entrepreneur, fintech founder, and financial coach with over two decades of experience—this podcast marries financial awareness and retail psychology with optimism to deliver actionable takeaways.Join us to learn, grow, and connect as we uncover the keys to business success.Let’s continue to learn together and be encouraged to keep on connecting! DIOSA. Carolina Sanper This podcast is a sacred space created by Carolina Sanper where you connect with your inner wisdom and embody your magnetic feminine power.It is the realization that the mystical realm is where you plant the seeds of your desired reality.It is a portal to your true essence: awareness, presence, and receiving with ease. Welcome home, DIOSA. 🖤 XXX Tech by SOVRYN Dr. Brian Sovryn The crossroads between technology, sensuality, and metaphysics - and the longest running anarchist podcast in the world! Brought to you by Dr. Brian Sovryn.

Frequently Asked Questions

How long is this episode of Il podcast di don Andres Bergamini?

This episode is 5 minutes long.

When was this Il podcast di don Andres Bergamini episode published?

This episode was published on November 6, 2025.

What is this episode about?

Vivere non per sé, ma per il Signore Quando rifletto su questo brano, mi colpisce subito l’immagine del pastore che ha cura delle sue pecore. Sono sue, gli appartengono. Alla luce di questa immagine, risuonano forti le parole di san Paolo: “Nessuno...

Can I download this Il podcast di don Andres Bergamini episode?

Yes, you can download this episode by clicking the download button on the episode player, or subscribe to the podcast in your preferred podcast app for automatic downloads.
URL copied to clipboard!