Omelia IV domenica di Pasqua C 2025 BVI ore 9.30 episode artwork

EPISODE · May 11, 2025 · 11 MIN

Omelia IV domenica di Pasqua C 2025 BVI ore 9.30

from Il podcast di don Andres Bergamini · host Andres Bergamini

Questa domenica, le letture ci hanno guidato dentro il cuore della nostra relazione con il Signore, il nostro Pastore. Ho voluto soffermarmi su tre aspetti che mi sembrano fondamentali per comprendere questo legame: la sua sostanza profonda, le sue difficoltà, e la prospettiva eterna che ci apre alla speranza. È un rapporto che ci definisce, ci mette alla prova e ci orienta verso la pienezza. La sostanza: ascoltare, essere conosciuti, seguire Nel Vangelo di Giovanni, poche parole tracciano il cuore di ciò che siamo: «Le mie pecore ascoltano la mia voce, io le conosco ed esse mi seguono». Questo è il nostro rapporto con Gesù: ascolto, riconoscimento, sequela. Ho provato a immaginare cosa significhi davvero essere “pecore”. Non è un’immagine solo bucolica: significa riconoscere una voce che ci parla con verità, sapere che siamo conosciuti per nome, e scegliere, giorno dopo giorno, di seguire. Anche durante l’omelia – sì, con i bambini in chiesa che magari fanno confusione – mi accorgo di quanto questo ascolto richieda concentrazione. Ma è bello, perché ci aiuta a entrare ancora di più nel mistero. Gesù non ci conosce genericamente: sa davvero tutto di noi. E noi possiamo sentirci al sicuro, custoditi. Nessuno ci strapperà dalla sua mano. Le difficoltà: la voce del Pastore è sempre la stessa, ma cambia volto Ma allora – mi chiedo – dove la sentiamo, questa voce? Come si manifesta nella nostra vita? Ecco la bellezza (e anche la fatica): la voce del Pastore è sempre quella di Cristo, ma ci arriva attraverso voci sempre diverse. I Papi cambiano – prima Francesco, ora Leone – ma è sempre Gesù che ci parla. Così anche i sacerdoti, i catechisti, i predicatori: cambiano i volti, ma se parlano nel suo nome, è la sua voce che ci guida. Negli Atti degli Apostoli, ho voluto far notare la figura di Paolo e Barnaba. Due stranieri, ad Antiochia di Pisidia, che entrano in una sinagoga e vengono invitati a parlare. Paolo fa un discorso meraviglioso – invito chi mi ascolta a leggerlo tutto, anche i versetti saltati dal lezionario – e la gente resta colpita. Alcuni li seguono, vogliono saperne di più. E loro si trattengono, dialogano, cercano di “persuaderli a rimanere nella grazia di Dio”. Questo mi ha fatto pensare: quanti di noi sanno riconoscere quando la voce di Dio ci raggiunge, anche se arriva da qualcuno che non ci aspettiamo? Paolo e Barnaba non erano “dei loro”, eppure erano inviati da Dio. Eppure, accanto all’ascolto sincero, c’è anche l’altra faccia: il rifiuto. Il sabato dopo, la gelosia esplode. Li cacciano via. Alcuni non si ritengono degni della vita eterna. Questa resistenza la conosco, la vedo anche nelle nostre comunità, nelle nostre famiglie, a volte nel nostro cuore. La prospettiva: un Pastore che ci guida fino alla vita eterna La terza lettura, tratta dall’Apocalisse, ci regala un’immagine straordinaria: una moltitudine immensa, di ogni popolo, lingua, nazione, che sta davanti all’Agnello. Questo Agnello – che è Gesù – è anche il loro Pastore. Li guida alle fonti delle acque della vita. È una liturgia di lode eterna. Ed è lì che siamo chiamati anche noi. Non è solo un’utopia: è una promessa. Ci viene detto che non ci sarà più fame, né sete, né arsura. E ogni lacrima sarà asciugata. È questa la fine del nostro cammino, e allo stesso tempo il suo compimento. Ma il cammino comincia ora, qui, nella nostra Antiochia di Pisidia che è Bologna, o il nostro paese, o la nostra parrocchia. Ascoltare oggi, perseverare ogni giorno Oggi, nella Domenica del Buon Pastore, preghiamo anche per le vocazioni. Perché ci siano sempre annunciatori della Parola: sacerdoti, religiosi, laici, uomini e donne capaci di far risuonare quella voce che è di Cristo. Ma ognuno di noi è chiamato a fare spazio a questa voce. A non respingerla. A non dire “non è per me”. A non cercare solo la tranquillità, come quelle donne pie che preferivano allontanare Paolo e Barnaba pur di non essere disturbate. Io ho sentito forte questo invito a perseverare nella grazia. A restare, a custodire la Parola che abbiamo ascoltato, a farla risuonare nel cuore, anche quando non è comoda, anche quando ci chiede di cambiare. Sì, lasciamoci guidare. Rallegriamoci come quei pagani che glorificavano Dio, pur non essendo i “primi scelti”. Dedichiamo tempo all’ascolto, soprattutto ora, nel tempo pasquale. È un tempo di gioia, di luce, in cui la Parola ci parla in modo ancora più forte. Alla fine, tutto questo – l’ascolto, la fatica, la fedeltà – ci conduce là dove l’Agnello è il nostro Pastore. Non è un’immagine lontana. È la direzione della nostra vita. E io, come voi, voglio camminare in quella direzione, lasciandomi guidare da Lui, con fiducia, con cuore aperto, insieme alla moltitudine dei salvati.

Questa domenica, le letture ci hanno guidato dentro il cuore della nostra relazione con il Signore, il nostro Pastore. Ho voluto soffermarmi su tre aspetti che mi sembrano fondamentali per comprendere questo legame: la sua sostanza profonda, le sue difficoltà, e la prospettiva eterna che ci apre alla speranza. È un rapporto che ci definisce, ci mette alla prova e ci orienta verso la pienezza. La sostanza: ascoltare, essere conosciuti, seguire Nel Vangelo di Giovanni, poche parole tracciano il cuore di ciò che siamo: «Le mie pecore ascoltano la mia voce, io le conosco ed esse mi seguono». Questo è il nostro rapporto con Gesù: ascolto, riconoscimento, sequela. Ho provato a immaginare cosa significhi davvero essere “pecore”. Non è un’immagine solo bucolica: significa riconoscere una voce che ci parla con verità, sapere che siamo conosciuti per nome, e scegliere, giorno dopo giorno, di seguire. Anche durante l’omelia – sì, con i bambini in chiesa che magari fanno confusione – mi accorgo di quanto questo ascolto richieda concentrazione. Ma è bello, perché ci aiuta a entrare ancora di più nel mistero. Gesù non ci conosce genericamente: sa davvero tutto di noi. E noi possiamo sentirci al sicuro, custoditi. Nessuno ci strapperà dalla sua mano. Le difficoltà: la voce del Pastore è sempre la stessa, ma cambia volto Ma allora – mi chiedo – dove la sentiamo, questa voce? Come si manifesta nella nostra vita? Ecco la bellezza (e anche la fatica): la voce del Pastore è sempre quella di Cristo, ma ci arriva attraverso voci sempre diverse. I Papi cambiano – prima Francesco, ora Leone – ma è sempre Gesù che ci parla. Così anche i sacerdoti, i catechisti, i predicatori: cambiano i volti, ma se parlano nel suo nome, è la sua voce che ci guida. Negli Atti degli Apostoli, ho voluto far notare la figura di Paolo e Barnaba. Due stranieri, ad Antiochia di Pisidia, che entrano in una sinagoga e vengono invitati a parlare. Paolo fa un discorso meraviglioso – invito chi mi ascolta a leggerlo tutto, anche i versetti saltati dal lezionario – e la gente resta colpita. Alcuni li seguono, vogliono saperne di più. E loro si trattengono, dialogano, cercano di “persuaderli a rimanere nella grazia di Dio”. Questo mi ha fatto pensare: quanti di noi sanno riconoscere quando la voce di Dio ci raggiunge, anche se arriva da qualcuno che non ci aspettiamo? Paolo e Barnaba non erano “dei loro”, eppure erano inviati da Dio. Eppure, accanto all’ascolto sincero, c’è anche l’altra faccia: il rifiuto. Il sabato dopo, la gelosia esplode. Li cacciano via. Alcuni non si ritengono degni della vita eterna. Questa resistenza la conosco, la vedo anche nelle nostre comunità, nelle nostre famiglie, a volte nel nostro cuore. La prospettiva: un Pastore che ci guida fino alla vita eterna La terza lettura, tratta dall’Apocalisse, ci regala un’immagine straordinaria: una moltitudine immensa, di ogni popolo, lingua, nazione, che sta davanti all’Agnello. Questo Agnello – che è Gesù – è anche il loro Pastore. Li guida alle fonti delle acque della vita. È una liturgia di lode eterna. Ed è lì che siamo chiamati anche noi. Non è solo un’utopia: è una promessa. Ci viene detto che non ci sarà più fame, né sete, né arsura. E ogni lacrima sarà asciugata. È questa la fine del nostro cammino, e allo stesso tempo il suo compimento. Ma il cammino comincia ora, qui, nella nostra Antiochia di Pisidia che è Bologna, o il nostro paese, o la nostra parrocchia. Ascoltare oggi, perseverare ogni giorno Oggi, nella Domenica del Buon Pastore, preghiamo anche per le vocazioni. Perché ci siano sempre annunciatori della Parola: sacerdoti, religiosi, laici, uomini e donne capaci di far risuonare quella voce che è di Cristo. Ma ognuno di noi è chiamato a fare spazio a questa voce. A non respingerla. A non dire “non è per me”. A non cercare solo la tranquillità, come...

NOW PLAYING

Omelia IV domenica di Pasqua C 2025 BVI ore 9.30

0:00 11:27

No transcript for this episode yet

We transcribe on demand. Request one and we'll notify you when it's ready — usually under 10 minutes.

That Hoarder: Overcome Compulsive Hoarding That Hoarder Hoarding disorder is stigmatised and people who hoard feel vast amounts of shame. This podcast began life as an audio diary, an anonymous outlet for somebody with this weird condition. That Hoarder speaks about her experiences living with compulsive hoarding, she interviews therapists, academics, researchers, children of hoarders, professional organisers and influencers, and she shares insight and tips for others with the problem. Listened to by people who hoard as well as those who love them and those who work with them, Overcome Compulsive Hoarding with That Hoarder aims to shatter the stigma, share the truth and speak openly and honestly to improve lives. The Small Business Startup School – Business Notes | Financial Literacy | Retail Psychology – For Professionals & Entrepreneurs The Small Business Startup School Inc. Starting or buying a small business? While personal circumstances may vary, business patterns remain timeless. On The Small Business Startup School, we explore strategies, insights, and practical solutions to help entrepreneurs confidently navigate their journey.Hosted by Ola Williams—a retail entrepreneur, fintech founder, and financial coach with over two decades of experience—this podcast marries financial awareness and retail psychology with optimism to deliver actionable takeaways.Join us to learn, grow, and connect as we uncover the keys to business success.Let’s continue to learn together and be encouraged to keep on connecting! DIOSA. Carolina Sanper This podcast is a sacred space created by Carolina Sanper where you connect with your inner wisdom and embody your magnetic feminine power.It is the realization that the mystical realm is where you plant the seeds of your desired reality.It is a portal to your true essence: awareness, presence, and receiving with ease. Welcome home, DIOSA. 🖤 XXX Tech by SOVRYN Dr. Brian Sovryn The crossroads between technology, sensuality, and metaphysics - and the longest running anarchist podcast in the world! Brought to you by Dr. Brian Sovryn.

Frequently Asked Questions

How long is this episode of Il podcast di don Andres Bergamini?

This episode is 11 minutes long.

When was this Il podcast di don Andres Bergamini episode published?

This episode was published on May 11, 2025.

What is this episode about?

Questa domenica, le letture ci hanno guidato dentro il cuore della nostra relazione con il Signore, il nostro Pastore. Ho voluto soffermarmi su tre aspetti che mi sembrano fondamentali per comprendere questo legame: la sua sostanza profonda, le sue...

Can I download this Il podcast di don Andres Bergamini episode?

Yes, you can download this episode by clicking the download button on the episode player, or subscribe to the podcast in your preferred podcast app for automatic downloads.
URL copied to clipboard!