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EPISODE · Jun 18, 2025 · 5 MIN

Omelia mercoledì XI TO 18 giugno.m4a

from Il podcast di don Andres Bergamini · host Andres Bergamini

Quando ho ascoltato questa parola, seminare, mi ha colpito per la sua bellezza e forza. È un verbo che oggi usiamo poco: chi di noi semina? Eppure è proprio da qui che voglio partire, perché questo verbo, così concreto, racchiude tutto ciò che facciamo nella nostra vita: il lavoro, la carità, il volontariato, la cura dei nostri cari, il nostro servizio quotidiano. Tutto può essere riassunto così: seminare. E se torniamo alla sua immagine originaria, pensiamo al contadino che sparge i semi a mano, in modo abbondante, senza calcoli, quasi “sprecando”. Non come le seminatrici moderne che distribuiscono ogni seme con precisione. No, Dio è un seminatore sprecone. È questo che ci mostra Paolo, citando quel salmo: “ha allargheggiato, ha dato ai poveri”. Ha sparso, ha disperso, potremmo dire. E noi siamo chiamati a fare lo stesso. La qualità del dono conta più della quantità Dio non guarda alla quantità, ma al modo in cui seminiamo. E allora la domanda è: come semino io? Lo faccio con calcolo, per ricevere qualcosa in cambio? Lo faccio controvoglia, o costretto da doveri sociali o religiosi? Oppure lo faccio con gioia, nella libertà, come Dio? Il Vangelo ci mette in guardia da una religiosità ipocrita, che esibisce il digiuno, che ostenta la carità. Dio, invece, dà ai poveri, cioè a coloro che non possono ricambiare. Questo è il cuore della vera generosità: donare senza aspettarsi nulla, donare da un cuore libero. È l’amore che non fa conti, non misura, non aspetta riconoscimenti. E questa è la bellezza della fede: ci permette di amare in modo “sprecone”, come fa il Padre. Il seme non è nostro: è di Dio Una cosa meravigliosa che Paolo ci ricorda è che il seme non è neppure nostro. È Dio che ci dà la semente. È Dio che ci dà la forza, la capacità di amare. Noi siamo seminatori di un seme che ci è stato affidato. Allora non ci perdiamo nulla, non stiamo sprecando, perché quello che riceviamo, lo restituiamo. E questo dà senso anche ai nostri piccoli gesti quotidiani: nelle relazioni con i colleghi, con i figli, con il marito o la moglie, nella comunità. Anche quando ci sembra che nessuno dica “grazie”, noi vogliamo seguire lo stile di Dio. Uno stile che dona, perché attinge a una sorgente inesauribile: l’amore di Dio. Un’amore senza calcoli, una vita offerta L’unico vero problema, ci dice Paolo, non è la scarsità di seme, ma la povertà di seminatori generosi. Dio ha seme in abbondanza, ma spesso noi abbiamo il “braccino corto”. Ecco perché la generosità non è solo una virtù personale, ma è ciò che rende viva la comunità. È la generosità che fa salire a Dio il ringraziamento autentico. Quando viviamo così, la nostra vita diventa un’offerta. Non è solo una serie di azioni buone, ma è un modo di essere, una spiritualità concreta. È quello che ha fatto Gesù, che ha seminato fino a dare tutto se stesso, fino alla croce. Anche Lui ha sprecato la sua vita, ma per amore. Anche noi vogliamo camminare su quella via. Conclusione: seminatori secondo il Cuore di Dio E allora, oggi più che mai, voglio imparare ad essere un seminatore secondo il cuore di Dio. Voglio vivere la mia fede non con calcolo o paura, ma con larghezza, con gioia. Voglio donare anche quando non ricevo, voglio servire anche quando non mi si riconosce. Perché il seme che ho in mano non è mio, è Suo. E Lui mi chiama a spargerlo con abbondanza, a perdere per amore, per trovare la vita vera. Ringrazio il Signore perché ci dà sempre di più di quanto osiamo chiedere. Ci dà da seminare e ci accompagna nella semina. Che la nostra comunità possa essere conosciuta per la sua generosità e che in tutto questo, Dio sia lodato.

Quando ho ascoltato questa parola, seminare, mi ha colpito per la sua bellezza e forza. È un verbo che oggi usiamo poco: chi di noi semina? Eppure è proprio da qui che voglio partire, perché questo verbo, così concreto, racchiude tutto ciò che facciamo nella nostra vita: il lavoro, la carità, il volontariato, la cura dei nostri cari, il nostro servizio quotidiano. Tutto può essere riassunto così: seminare. E se torniamo alla sua immagine originaria, pensiamo al contadino che sparge i semi a mano, in modo abbondante, senza calcoli, quasi “sprecando”. Non come le seminatrici moderne che distribuiscono ogni seme con precisione. No, Dio è un seminatore sprecone. È questo che ci mostra Paolo, citando quel salmo: “ha allargheggiato, ha dato ai poveri”. Ha sparso, ha disperso, potremmo dire. E noi siamo chiamati a fare lo stesso. La qualità del dono conta più della quantità Dio non guarda alla quantità, ma al modo in cui seminiamo. E allora la domanda è: come semino io? Lo faccio con calcolo, per ricevere qualcosa in cambio? Lo faccio controvoglia, o costretto da doveri sociali o religiosi? Oppure lo faccio con gioia, nella libertà, come Dio? Il Vangelo ci mette in guardia da una religiosità ipocrita, che esibisce il digiuno, che ostenta la carità. Dio, invece, dà ai poveri, cioè a coloro che non possono ricambiare. Questo è il cuore della vera generosità: donare senza aspettarsi nulla, donare da un cuore libero. È l’amore che non fa conti, non misura, non aspetta riconoscimenti. E questa è la bellezza della fede: ci permette di amare in modo “sprecone”, come fa il Padre. Il seme non è nostro: è di Dio Una cosa meravigliosa che Paolo ci ricorda è che il seme non è neppure nostro. È Dio che ci dà la semente. È Dio che ci dà la forza, la capacità di amare. Noi siamo seminatori di un seme che ci è stato affidato. Allora non ci perdiamo nulla, non stiamo sprecando, perché quello che riceviamo, lo restituiamo. E questo dà senso anche ai nostri piccoli gesti quotidiani: nelle relazioni con i colleghi, con i figli, con il marito o la moglie, nella comunità. Anche quando ci sembra che nessuno dica “grazie”, noi vogliamo seguire lo stile di Dio. Uno stile che dona, perché attinge a una sorgente inesauribile: l’amore di Dio. Un’amore senza calcoli, una vita offerta L’unico vero problema, ci dice Paolo, non è la scarsità di seme, ma la povertà di seminatori generosi. Dio ha seme in abbondanza, ma spesso noi abbiamo il “braccino corto”. Ecco perché la generosità non è solo una virtù personale, ma è ciò che rende viva la comunità. È la generosità che fa salire a Dio il ringraziamento autentico. Quando viviamo così, la nostra vita diventa un’offerta. Non è solo una serie di azioni buone, ma è un modo di essere, una spiritualità concreta. È quello che ha fatto Gesù, che ha seminato fino a dare tutto se stesso, fino alla croce. Anche Lui ha sprecato la sua vita, ma per amore. Anche noi vogliamo camminare su quella via. Conclusione: seminatori secondo il Cuore di Dio E allora, oggi più che mai, voglio imparare ad essere un seminatore secondo il cuore di Dio. Voglio vivere la mia fede non con calcolo o paura, ma con larghezza, con gioia. Voglio donare anche quando non ricevo, voglio servire anche quando non mi si riconosce. Perché il seme che ho in mano non è mio, è Suo. E Lui mi chiama a spargerlo con abbondanza, a perdere per amore, per trovare la vita vera. Ringrazio il Signore perché ci dà sempre di più di quanto osiamo chiedere. Ci dà da seminare e ci accompagna nella semina. Che la nostra comunità possa essere conosciuta per la sua generosità e che in tutto questo, Dio sia lodato.

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Omelia mercoledì XI TO 18 giugno.m4a

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That Hoarder: Overcome Compulsive Hoarding That Hoarder Hoarding disorder is stigmatised and people who hoard feel vast amounts of shame. This podcast began life as an audio diary, an anonymous outlet for somebody with this weird condition. That Hoarder speaks about her experiences living with compulsive hoarding, she interviews therapists, academics, researchers, children of hoarders, professional organisers and influencers, and she shares insight and tips for others with the problem. Listened to by people who hoard as well as those who love them and those who work with them, Overcome Compulsive Hoarding with That Hoarder aims to shatter the stigma, share the truth and speak openly and honestly to improve lives. The Small Business Startup School – Business Notes | Financial Literacy | Retail Psychology – For Professionals & Entrepreneurs The Small Business Startup School Inc. Starting or buying a small business? While personal circumstances may vary, business patterns remain timeless. On The Small Business Startup School, we explore strategies, insights, and practical solutions to help entrepreneurs confidently navigate their journey.Hosted by Ola Williams—a retail entrepreneur, fintech founder, and financial coach with over two decades of experience—this podcast marries financial awareness and retail psychology with optimism to deliver actionable takeaways.Join us to learn, grow, and connect as we uncover the keys to business success.Let’s continue to learn together and be encouraged to keep on connecting! DIOSA. Carolina Sanper This podcast is a sacred space created by Carolina Sanper where you connect with your inner wisdom and embody your magnetic feminine power.It is the realization that the mystical realm is where you plant the seeds of your desired reality.It is a portal to your true essence: awareness, presence, and receiving with ease. Welcome home, DIOSA. 🖤 XXX Tech by SOVRYN Dr. Brian Sovryn The crossroads between technology, sensuality, and metaphysics - and the longest running anarchist podcast in the world! Brought to you by Dr. Brian Sovryn.

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This episode is 5 minutes long.

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This episode was published on June 18, 2025.

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