Omelia mercoledì XXVI sett S.Teresina S. Andrea episode artwork

EPISODE · Oct 1, 2025 · 7 MIN

Omelia mercoledì XXVI sett S.Teresina S. Andrea

from Il podcast di don Andres Bergamini · host Andres Bergamini

Oggi mi soffermo sulla prima lettura, anche se il Vangelo rimane molto intrigante con i suoi inviti a seguire Gesù a qualsiasi costo. Mi ha colpito in particolare Neemia, un uomo che ha avuto un grande coraggio. La sua tristezza è evidente e non può essere nascosta: il re stesso se ne accorge. Non era mai stato triste davanti a lui, eppure in quel momento il dolore traspare. La sua tristezza non è per se stesso, ma per il suo popolo, deportato e con la città in rovina. È un dolore che diventa universale, perché dentro la sua tristezza io riconosco anche le mie e quelle di ciascuno di noi, grandi e piccole. Santa Teresina e il valore del dolore Questa esperienza di Neemia mi richiama Santa Teresa di Gesù Bambino, la piccola Teresina, che pur essendo una santa dall’animo forte, ha attraversato momenti di sofferenza profonda. Lei ci insegna che il dolore non va vissuto da soli, ma dentro una relazione con Dio: come dialogo, ricerca e desiderio di ricostruzione. Ci sono dolori che rischiano di distruggerci, come la Gerusalemme devastata. Penso, ad esempio, a Rebecca, una bambina che ha vissuto poco. In situazioni così estreme, il dolore sembra senza uscita. Ma anche lì Santa Teresina ci mostra una via: l’atto di fiducia nel Signore. La preghiera come respiro Quando il re chiede a Neemia di spiegare la sua tristezza, lui prima di rispondere prega. Non improvvisa, non si lascia prendere dall’emozione, ma compie un brevissimo atto di fiducia: “Pregò il Dio del cielo”. Questo gesto mi colpisce, perché rivela la sua totale dipendenza dal Signore. E ancora una volta Santa Teresina illumina questa scena. Lei sapeva affidarsi a Dio anche nei momenti più oscuri, quando le sembrava di non vederlo più. Per lei, al di là delle nuvole, c’era sempre il Sole. Chiamava questo affidamento un atto d’amore: si consacrava totalmente all’Amore misericordioso, certa che Dio non l’avrebbe mai abbandonata. La concretezza della vita quotidiana Un altro aspetto che mi ha colpito: Neemia non chiede al re qualcosa di irrealizzabile. Non chiede la luna, ma cose semplici e concrete: lettere, legname, permessi. Elementi pratici, necessari per ricostruire la città. Così era anche la vita di Santa Teresina. Nel suo monastero non faceva grandi cose agli occhi del mondo, ma viveva di piccoli atti quotidiani: lavare fazzoletti, sopportare le difficoltà della vita comunitaria, accogliere con amore ogni piccola fatica. Anche io riconosco che la mia vita è fatta di gesti semplici: fare la spesa, preparare un piatto per chi amo, accompagnare una persona cara a una visita medica. È lì che si gioca la mia fedeltà e la mia testimonianza, come per Neemia e per Teresina. La mano di Dio sulla mia vita Alla fine Neemia riconosce che tutto ciò che gli è accaduto è dono di Dio: “Il re mi diede le lettere perché la mano benefica del mio Dio era su di me”. È un’affermazione che mi colpisce profondamente, perché anche io, nei passaggi della mia vita che non avrei scelto, posso scorgere la mano di Dio che mi guida. Santa Teresina viveva questa consapevolezza con audacia e amore. Diceva di sentirsi la più amata da Dio, convinta che nessuno potesse ricevere più amore di lei. Era una certezza che le dava pace e forza. Forse Dio ama tutti così, ma lei sentiva su di sé un amore speciale e inconfondibile. La mia preghiera Ecco allora la mia preghiera: affido al Signore tutte le mie tristezze, le angosce, le fatiche e le distruzioni. Gli chiedo aiuto nelle cose concrete, perché desidero dedicargli ogni energia, ogni passo, per seguirlo fino in fondo, senza paura. Ringrazio Santa Teresina per la sua testimonianza e le affido la mia vita, certo che con la sua intercessione anch’io posso sentire, come Neemia, che la mano del Signore è su di me.

Oggi mi soffermo sulla prima lettura, anche se il Vangelo rimane molto intrigante con i suoi inviti a seguire Gesù a qualsiasi costo. Mi ha colpito in particolare Neemia, un uomo che ha avuto un grande coraggio. La sua tristezza è evidente e non può essere nascosta: il re stesso se ne accorge. Non era mai stato triste davanti a lui, eppure in quel momento il dolore traspare. La sua tristezza non è per se stesso, ma per il suo popolo, deportato e con la città in rovina. È un dolore che diventa universale, perché dentro la sua tristezza io riconosco anche le mie e quelle di ciascuno di noi, grandi e piccole. Santa Teresina e il valore del dolore Questa esperienza di Neemia mi richiama Santa Teresa di Gesù Bambino, la piccola Teresina, che pur essendo una santa dall’animo forte, ha attraversato momenti di sofferenza profonda. Lei ci insegna che il dolore non va vissuto da soli, ma dentro una relazione con Dio: come dialogo, ricerca e desiderio di ricostruzione. Ci sono dolori che rischiano di distruggerci, come la Gerusalemme devastata. Penso, ad esempio, a Rebecca, una bambina che ha vissuto poco. In situazioni così estreme, il dolore sembra senza uscita. Ma anche lì Santa Teresina ci mostra una via: l’atto di fiducia nel Signore. La preghiera come respiro Quando il re chiede a Neemia di spiegare la sua tristezza, lui prima di rispondere prega. Non improvvisa, non si lascia prendere dall’emozione, ma compie un brevissimo atto di fiducia: “Pregò il Dio del cielo”. Questo gesto mi colpisce, perché rivela la sua totale dipendenza dal Signore. E ancora una volta Santa Teresina illumina questa scena. Lei sapeva affidarsi a Dio anche nei momenti più oscuri, quando le sembrava di non vederlo più. Per lei, al di là delle nuvole, c’era sempre il Sole. Chiamava questo affidamento un atto d’amore: si consacrava totalmente all’Amore misericordioso, certa che Dio non l’avrebbe mai abbandonata. La concretezza della vita quotidiana Un altro aspetto che mi ha colpito: Neemia non chiede al re qualcosa di irrealizzabile. Non chiede la luna, ma cose semplici e concrete: lettere, legname, permessi. Elementi pratici, necessari per ricostruire la città. Così era anche la vita di Santa Teresina. Nel suo monastero non faceva grandi cose agli occhi del mondo, ma viveva di piccoli atti quotidiani: lavare fazzoletti, sopportare le difficoltà della vita comunitaria, accogliere con amore ogni piccola fatica. Anche io riconosco che la mia vita è fatta di gesti semplici: fare la spesa, preparare un piatto per chi amo, accompagnare una persona cara a una visita medica. È lì che si gioca la mia fedeltà e la mia testimonianza, come per Neemia e per Teresina. La mano di Dio sulla mia vita Alla fine Neemia riconosce che tutto ciò che gli è accaduto è dono di Dio: “Il re mi diede le lettere perché la mano benefica del mio Dio era su di me”. È un’affermazione che mi colpisce profondamente, perché anche io, nei passaggi della mia vita che non avrei scelto, posso scorgere la mano di Dio che mi guida. Santa Teresina viveva questa consapevolezza con audacia e amore. Diceva di sentirsi la più amata da Dio, convinta che nessuno potesse ricevere più amore di lei. Era una certezza che le dava pace e forza. Forse Dio ama tutti così, ma lei sentiva su di sé un amore speciale e inconfondibile. La mia preghiera Ecco allora la mia preghiera: affido al Signore tutte le mie tristezze, le angosce, le fatiche e le distruzioni. Gli chiedo aiuto nelle cose concrete, perché desidero dedicargli ogni energia, ogni passo, per seguirlo fino in fondo, senza paura. Ringrazio Santa Teresina per la sua testimonianza e le affido la mia vita, certo che con la sua intercessione anch’io posso sentire, come Neemia, che la mano del Signore è su di me.

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That Hoarder: Overcome Compulsive Hoarding That Hoarder Hoarding disorder is stigmatised and people who hoard feel vast amounts of shame. This podcast began life as an audio diary, an anonymous outlet for somebody with this weird condition. That Hoarder speaks about her experiences living with compulsive hoarding, she interviews therapists, academics, researchers, children of hoarders, professional organisers and influencers, and she shares insight and tips for others with the problem. Listened to by people who hoard as well as those who love them and those who work with them, Overcome Compulsive Hoarding with That Hoarder aims to shatter the stigma, share the truth and speak openly and honestly to improve lives. The Small Business Startup School – Business Notes | Financial Literacy | Retail Psychology – For Professionals & Entrepreneurs The Small Business Startup School Inc. Starting or buying a small business? While personal circumstances may vary, business patterns remain timeless. On The Small Business Startup School, we explore strategies, insights, and practical solutions to help entrepreneurs confidently navigate their journey.Hosted by Ola Williams—a retail entrepreneur, fintech founder, and financial coach with over two decades of experience—this podcast marries financial awareness and retail psychology with optimism to deliver actionable takeaways.Join us to learn, grow, and connect as we uncover the keys to business success.Let’s continue to learn together and be encouraged to keep on connecting! DIOSA. Carolina Sanper This podcast is a sacred space created by Carolina Sanper where you connect with your inner wisdom and embody your magnetic feminine power.It is the realization that the mystical realm is where you plant the seeds of your desired reality.It is a portal to your true essence: awareness, presence, and receiving with ease. Welcome home, DIOSA. 🖤 XXX Tech by SOVRYN Dr. Brian Sovryn The crossroads between technology, sensuality, and metaphysics - and the longest running anarchist podcast in the world! Brought to you by Dr. Brian Sovryn.

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This episode is 7 minutes long.

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This episode was published on October 1, 2025.

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