Omelia mercoledì XXXIII settimana TO S. Andrea episode artwork

EPISODE · Nov 20, 2025 · 6 MIN

Omelia mercoledì XXXIII settimana TO S. Andrea

from Il podcast di don Andres Bergamini · host Andres Bergamini

Il dolore di un giorno che sconvolge la vita Oggi siamo davanti alla vicenda di una madre che vive un giorno terribile, forse il più tremendo che un cuore umano possa sopportare: perdere in un solo giorno tutti e sette i suoi figli. In un momento preciso della sua storia, della sua vicenda umana, lei incontra un tiranno spietato e in quell'incontro perde tutto ciò che aveva di più prezioso. Mi ha colpito profondamente il modo in cui questa madre si rapporta a ciò che sta accadendo. Di fronte al dono dei suoi figli, lei riconosce con umiltà e stupore il mistero della vita: «Non so come siate apparsi nel mio seno, non vi ho dato il respiro e la vita, né io ho dato forme alle membra di ciascuno di voi». È come se dicesse: “Siete nati da me, ma io non sono l’autrice del mistero che vi ha generati”. Il riconoscimento del dono ricevuto Pur essendo lei la loro madre, riconosce con chiarezza che non è stata lei la fonte della vita: i figli sono doni troppo grandi per potersene attribuire il merito. Il respiro, la vita, la forma del corpo… tutto viene dall’alto, dal Creatore. Lei stessa afferma che è Dio, il creatore dell’universo, che ha provveduto alla generazione di tutti. La generazione è un atto misterioso, immenso, un’opera creativa che ha trovato in lei solo una porta, un passaggio attraverso cui queste creature sono entrate nel mondo. E tuttavia, parlando al figlio più giovane, non dimentica il suo ruolo concreto: gli chiede addirittura pietà per averlo portato in grembo nove mesi, per averlo allattato tre anni, allevato, accompagnato nella crescita, nutrito in ogni senso. In quella relazione bella e vissuta, c’è tutta la concretezza dell’amore materno. Il dramma della morte e la certezza della misericordia Poi però arriva la morte, improvvisa, violenta, ingiusta. La madre lo sa. Eppure, di fronte a questa tragedia, conserva una speranza incrollabile: Dio glieli riconsegnerà. Al figlio più giovane dice: «Non temere questo carnefice, mostrati degno dei tuoi fratelli, accetta la morte perché io ti possa riavere insieme con i tuoi fratelli nel giorno della misericordia». Nel cuore del dramma, questa madre contempla le opere di Dio: dalla creazione, al respiro, alle membra del corpo, fino alla promessa della vita eterna. Lei sa che la comunione non sarà spezzata per sempre, che la morte non ha l’ultima parola. È una donna che riconosce di essere stata un’umile collaboratrice di Dio nell’opera della vita, e continua a confidare che nessuna crudeltà umana potrà distruggere quel dono. Ed è grazie alla sua fedeltà — alla fede, alla rettitudine, al non cedere alle lusinghe del tiranno — che può custodire questa speranza. Una domanda che tocca anche la mia vita Tutto questo mi interroga profondamente. Anche io, come lei, sono inserito nel disegno di Dio da sempre. Anche a me è stato dato il respiro, la vita, le membra. E anche io devo fare i conti con la morte, con gli strappi, con le ferite della storia. A volte, persino i nostri figli o le relazioni più care possono essere colpite duramente. Eppure la Scrittura mi insegna oggi che tutto è nelle mani di Dio, che la sua visione supera il giorno terribile della prova. Il legame con la parabola dei talenti Questa prospettiva si collega alla parabola del re che affida i talenti ai suoi servi. Come la madre, anche i servi non devono nascondere il dono, ma curarlo, farlo crescere, lavorarci. Ogni dono richiede impegno, responsabilità, creatività, e poi viene riconsegnato al Signore che lo fa fruttificare ancora di più. La vita stessa è un talento ricevuto, affidato, coltivato e infine restituito. La storia della madre e quella dei talenti si intrecciano: entrambe parlano di un disegno più grande, di un percorso che attraversa la vita e la morte, ma che sboccia nella comunione eterna. Affidare la vita al Re che dona tutto E allora sento che posso affidare davvero tutta la mia vita — e quella dei miei cari — al Signore che è il vero Re, Colui che distribuisce i doni e che gioisce per ciò che gli riportiamo. Lui mi affida nuove responsabilità, nuove possibilità, nuovi frutti. Tutto questo è possibile perché il suo Figlio vero, Gesù, si è consegnato per amore, ha dato la vita per portare frutto. Io desidero seguirlo, imitarlo, e vivere nella certezza che anche per me ci sarà un frutto buono, abbondante, eterno.

Il dolore di un giorno che sconvolge la vita Oggi siamo davanti alla vicenda di una madre che vive un giorno terribile, forse il più tremendo che un cuore umano possa sopportare: perdere in un solo giorno tutti e sette i suoi figli. In un momento preciso della sua storia, della sua vicenda umana, lei incontra un tiranno spietato e in quell'incontro perde tutto ciò che aveva di più prezioso. Mi ha colpito profondamente il modo in cui questa madre si rapporta a ciò che sta accadendo. Di fronte al dono dei suoi figli, lei riconosce con umiltà e stupore il mistero della vita: «Non so come siate apparsi nel mio seno, non vi ho dato il respiro e la vita, né io ho dato forme alle membra di ciascuno di voi». È come se dicesse: “Siete nati da me, ma io non sono l’autrice del mistero che vi ha generati”. Il riconoscimento del dono ricevuto Pur essendo lei la loro madre, riconosce con chiarezza che non è stata lei la fonte della vita: i figli sono doni troppo grandi per potersene attribuire il merito. Il respiro, la vita, la forma del corpo… tutto viene dall’alto, dal Creatore. Lei stessa afferma che è Dio, il creatore dell’universo, che ha provveduto alla generazione di tutti. La generazione è un atto misterioso, immenso, un’opera creativa che ha trovato in lei solo una porta, un passaggio attraverso cui queste creature sono entrate nel mondo. E tuttavia, parlando al figlio più giovane, non dimentica il suo ruolo concreto: gli chiede addirittura pietà per averlo portato in grembo nove mesi, per averlo allattato tre anni, allevato, accompagnato nella crescita, nutrito in ogni senso. In quella relazione bella e vissuta, c’è tutta la concretezza dell’amore materno. Il dramma della morte e la certezza della misericordia Poi però arriva la morte, improvvisa, violenta, ingiusta. La madre lo sa. Eppure, di fronte a questa tragedia, conserva una speranza incrollabile: Dio glieli riconsegnerà. Al figlio più giovane dice: «Non temere questo carnefice, mostrati degno dei tuoi fratelli, accetta la morte perché io ti possa riavere insieme con i tuoi fratelli nel giorno della misericordia». Nel cuore del dramma, questa madre contempla le opere di Dio: dalla creazione, al respiro, alle membra del corpo, fino alla promessa della vita eterna. Lei sa che la comunione non sarà spezzata per sempre, che la morte non ha l’ultima parola. È una donna che riconosce di essere stata un’umile collaboratrice di Dio nell’opera della vita, e continua a confidare che nessuna crudeltà umana potrà distruggere quel dono. Ed è grazie alla sua fedeltà — alla fede, alla rettitudine, al non cedere alle lusinghe del tiranno — che può custodire questa speranza. Una domanda che tocca anche la mia vita Tutto questo mi interroga profondamente. Anche io, come lei, sono inserito nel disegno di Dio da sempre. Anche a me è stato dato il respiro, la vita, le membra. E anche io devo fare i conti con la morte, con gli strappi, con le ferite della storia. A volte, persino i nostri figli o le relazioni più care possono essere colpite duramente. Eppure la Scrittura mi insegna oggi che tutto è nelle mani di Dio, che la sua visione supera il giorno terribile della prova. Il legame con la parabola dei talenti Questa prospettiva si collega alla parabola del re che affida i talenti ai suoi servi. Come la madre, anche i servi non devono nascondere il dono, ma curarlo, farlo crescere, lavorarci. Ogni dono richiede impegno, responsabilità, creatività, e poi viene riconsegnato al Signore che lo fa fruttificare ancora di più. La vita stessa è un talento ricevuto, affidato, coltivato e infine restituito. La storia della madre e quella dei talenti si intrecciano: entrambe parlano di un disegno più grande, di un percorso che attraversa la vita e la morte, ma che sboccia nella comunione eterna. Affidare la vita al Re...

NOW PLAYING

Omelia mercoledì XXXIII settimana TO S. Andrea

0:00 6:53

No transcript for this episode yet

We transcribe on demand. Request one and we'll notify you when it's ready — usually under 10 minutes.

That Hoarder: Overcome Compulsive Hoarding That Hoarder Hoarding disorder is stigmatised and people who hoard feel vast amounts of shame. This podcast began life as an audio diary, an anonymous outlet for somebody with this weird condition. That Hoarder speaks about her experiences living with compulsive hoarding, she interviews therapists, academics, researchers, children of hoarders, professional organisers and influencers, and she shares insight and tips for others with the problem. Listened to by people who hoard as well as those who love them and those who work with them, Overcome Compulsive Hoarding with That Hoarder aims to shatter the stigma, share the truth and speak openly and honestly to improve lives. The Small Business Startup School – Business Notes | Financial Literacy | Retail Psychology – For Professionals & Entrepreneurs The Small Business Startup School Inc. Starting or buying a small business? While personal circumstances may vary, business patterns remain timeless. On The Small Business Startup School, we explore strategies, insights, and practical solutions to help entrepreneurs confidently navigate their journey.Hosted by Ola Williams—a retail entrepreneur, fintech founder, and financial coach with over two decades of experience—this podcast marries financial awareness and retail psychology with optimism to deliver actionable takeaways.Join us to learn, grow, and connect as we uncover the keys to business success.Let’s continue to learn together and be encouraged to keep on connecting! DIOSA. Carolina Sanper This podcast is a sacred space created by Carolina Sanper where you connect with your inner wisdom and embody your magnetic feminine power.It is the realization that the mystical realm is where you plant the seeds of your desired reality.It is a portal to your true essence: awareness, presence, and receiving with ease. Welcome home, DIOSA. 🖤 XXX Tech by SOVRYN Dr. Brian Sovryn The crossroads between technology, sensuality, and metaphysics - and the longest running anarchist podcast in the world! Brought to you by Dr. Brian Sovryn.

Frequently Asked Questions

How long is this episode of Il podcast di don Andres Bergamini?

This episode is 6 minutes long.

When was this Il podcast di don Andres Bergamini episode published?

This episode was published on November 20, 2025.

What is this episode about?

Il dolore di un giorno che sconvolge la vita Oggi siamo davanti alla vicenda di una madre che vive un giorno terribile, forse il più tremendo che un cuore umano possa sopportare: perdere in un solo giorno tutti e sette i suoi figli. In un momento...

Can I download this Il podcast di don Andres Bergamini episode?

Yes, you can download this episode by clicking the download button on the episode player, or subscribe to the podcast in your preferred podcast app for automatic downloads.
URL copied to clipboard!