EPISODE · Apr 5, 2025 · 5 MIN
Omelia sabato IV settimana di quaresima S.Andrea ore 8.30
from Il podcast di don Andres Bergamini · host Andres Bergamini
Nel Vangelo si evidenzia una grande varietà di opinioni su Gesù: alcuni lo considerano un profeta, altri il Cristo, ma nel complesso non c'è unanimità tra la gente. L'evangelista Giovanni parla esplicitamente di un dissenso, una divisione, quasi uno scisma tra coloro che lo ascoltano. Questo mostra come la figura di Gesù generi un impatto potente, capace di smuovere coscienze e opinioni contrastanti. L'ascolto autentico delle guardie Particolarmente toccante è la reazione delle guardie mandate ad arrestarlo. Queste, probabilmente guardie del Tempio, non eseguono l’ordine ricevuto: ascoltano Gesù e rimangono profondamente colpite, tanto da dire: "Mai un uomo ha parlato così." La loro apertura all'ascolto, nonostante il compito che avevano ricevuto, le rende più sensibili e ricettive rispetto a molti altri. Il loro esempio è un invito a lasciarsi toccare davvero dalle parole del Signore, più che ad aderire ciecamente a giudizi o imposizioni. Nicodemo e il desiderio di verità Anche Nicodemo dimostra un atteggiamento di ricerca autentica. Ricorda che la legge non può giudicare un uomo senza prima averlo ascoltato e aver visto ciò che fa. Questo stesso Nicodemo era andato da Gesù di notte per porgli domande sincere, come quella famosa: "Può un uomo rinascere dall’alto?" Il suo cammino spirituale è mosso dal desiderio di capire, di ascoltare in profondità, un desiderio che dovrebbe abitare anche il cuore di ogni credente. Geremia: il profeta che cerca chiarezza da Dio Il discorso si sposta poi sul profeta Geremia, che si accorge di essere circondato da inganni e tradimenti. Anche lui, come le guardie e Nicodemo, sente il bisogno di sapere, di comprendere cosa stia succedendo. Dice a Dio: "Fammi sapere cosa succede, mostramelo." Geremia si affida completamente al Signore, ma non per questo rinuncia al desiderio di verità e chiarezza. Questo lo rende simile a ogni discepolo autentico, che non ha bisogno di segreti nel proprio rapporto con Dio. La rivelazione piena di Dio e la fiducia nella sua giustizia Il Signore, infatti, non tiene nulla nascosto a chi si immerge nella sua Parola, nell’Eucaristia e nella preghiera quotidiana. La vita cristiana, pur con le sue prove, è illuminata da una strada già tracciata: il dono di sé, la Croce, la Pasqua. Anche Geremia, pur nella sofferenza, non cerca vendetta, ma affida il giudizio a Dio. Dice: "Signore degli eserciti, giusto giudice, possa io vedere la Tua vendetta su di loro?" È un affidamento che ricorda le parole del Salmo: "Signore mio Dio, in Te mi sono rifugiato." Un invito all’ascolto e alla speranza Il messaggio conclusivo è un’esortazione a rifugiarsi nel Signore, ad ascoltarlo con il cuore aperto come le guardie, come Nicodemo, come Geremia. È nell’ascolto che nasce un rapporto profondo e autentico con Dio, che dona luce anche nelle prove e rafforza la speranza.
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Nel Vangelo si evidenzia una grande varietà di opinioni su Gesù: alcuni lo considerano un profeta, altri il Cristo, ma nel complesso non c'è unanimità tra la gente. L'evangelista Giovanni parla esplicitamente di un dissenso, una divisione, quasi uno scisma tra coloro che lo ascoltano. Questo mostra come la figura di Gesù generi un impatto potente, capace di smuovere coscienze e opinioni contrastanti. L'ascolto autentico delle guardie Particolarmente toccante è la reazione delle guardie mandate ad arrestarlo. Queste, probabilmente guardie del Tempio, non eseguono l’ordine ricevuto: ascoltano Gesù e rimangono profondamente colpite, tanto da dire: "Mai un uomo ha parlato così." La loro apertura all'ascolto, nonostante il compito che avevano ricevuto, le rende più sensibili e ricettive rispetto a molti altri. Il loro esempio è un invito a lasciarsi toccare davvero dalle parole del Signore, più che ad aderire ciecamente a giudizi o imposizioni. Nicodemo e il desiderio di verità Anche Nicodemo dimostra un atteggiamento di ricerca autentica. Ricorda che la legge non può giudicare un uomo senza prima averlo ascoltato e aver visto ciò che fa. Questo stesso Nicodemo era andato da Gesù di notte per porgli domande sincere, come quella famosa: "Può un uomo rinascere dall’alto?" Il suo cammino spirituale è mosso dal desiderio di capire, di ascoltare in profondità, un desiderio che dovrebbe abitare anche il cuore di ogni credente. Geremia: il profeta che cerca chiarezza da Dio Il discorso si sposta poi sul profeta Geremia, che si accorge di essere circondato da inganni e tradimenti. Anche lui, come le guardie e Nicodemo, sente il bisogno di sapere, di comprendere cosa stia succedendo. Dice a Dio: "Fammi sapere cosa succede, mostramelo." Geremia si affida completamente al Signore, ma non per questo rinuncia al desiderio di verità e chiarezza. Questo lo rende simile a ogni discepolo autentico, che non ha bisogno di segreti nel proprio rapporto con Dio. La rivelazione piena di Dio e la fiducia nella sua giustizia Il Signore, infatti, non tiene nulla nascosto a chi si immerge nella sua Parola, nell’Eucaristia e nella preghiera quotidiana. La vita cristiana, pur con le sue prove, è illuminata da una strada già tracciata: il dono di sé, la Croce, la Pasqua. Anche Geremia, pur nella sofferenza, non cerca vendetta, ma affida il giudizio a Dio. Dice: "Signore degli eserciti, giusto giudice, possa io vedere la Tua vendetta su di loro?" È un affidamento che ricorda le parole del Salmo: "Signore mio Dio, in Te mi sono rifugiato." Un invito all’ascolto e alla speranza Il messaggio conclusivo è un’esortazione a rifugiarsi nel Signore, ad ascoltarlo con il cuore aperto come le guardie, come Nicodemo, come Geremia. È nell’ascolto che nasce un rapporto profondo e autentico con Dio, che dona luce anche nelle prove e rafforza la speranza.
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Omelia sabato IV settimana di quaresima S.Andrea ore 8.30
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