Omelia SS Marta Maria Lazzaro monastero S. Agnese Perugia episode artwork

EPISODE · Jul 29, 2025 · 6 MIN

Omelia SS Marta Maria Lazzaro monastero S. Agnese Perugia

from Il podcast di don Andres Bergamini · host Andres Bergamini

Betania è un villaggio speciale. Lo sento come una casa che Gesù amava profondamente. Tornava spesso lì, in quella dimora che apparteneva a tre fratelli: Marta, Maria e Lazzaro. Oggi celebriamo la loro memoria, e ogni volta che penso a loro, li immagino come persone che hanno conosciuto il Signore da vicino, che gli hanno parlato, che hanno condiviso con Lui momenti semplici e intensi. Nel Vangelo di oggi si percepisce chiaramente la bellezza della fede di Marta. Anche nel suo dolore, quando afferma: “Se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto”, c’è una fede profonda, un dialogo schietto con Gesù. E questo mi colpisce, perché descrive bene anche la nostra vita: il nostro desiderio che Dio intervenga, che cambi le cose, che ci risparmi certe sofferenze. Ma Gesù, anche in quell’occasione, non arriva subito. Aspetta. E questo attendere ha un senso: vuole dare qualcosa di più grande. La Vita e la Risurrezione Quando Gesù dice a Marta: “Io sono la Risurrezione e la Vita”, non sta parlando solo di un evento miracoloso o di un ritorno alla salute fisica. No, sta indicando se stesso come la sorgente di una vita piena, di una risurrezione che riguarda tutto l’essere. La risurrezione non è solo la vittoria sulla morte biologica, ma è vivere in relazione con Lui, in un legame d’amore che attraversa ogni tipo di morte. In questi giorni sto meditando il Vangelo di Giovanni, e mi torna alla mente il dialogo tra Gesù e la Samaritana: “Se tu conoscessi il dono di Dio…”. Anche Marta, Maria e Lazzaro devono scoprire questo dono. Gesù continua dicendo: “Chi crede in me, anche se muore, vivrà. Chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno.” Per me, questo è il cuore del Vangelo di oggi. Vivere in Lui Ma cosa significa davvero “vivere e credere in Lui”? Non è una frase astratta. È un’esperienza concreta, quotidiana. Vuol dire vivere con Lui, di Lui, in Lui. Per Marta, Maria e Lazzaro questo era già realtà, ma c’era bisogno di un passaggio ulteriore, che contemplasse anche il dolore della perdita del fratello. Un dolore attraversato dalla presenza di Gesù, che non è mai assente, neppure nei momenti più duri. Quando Gesù chiede a Marta: “Credi tu questo?”, lei risponde con una delle più belle confessioni di fede del Vangelo: “Io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo.” Anche noi siamo chiamati ogni giorno a rinnovare questa professione, a viverla nel concreto, nelle relazioni, nelle difficoltà, nella fraternità. L’amore che rende vivi Vivere e credere in Gesù significa mettere al centro l’amore. La prima lettura lo dice con forza: “Se Dio ci ha amati così, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri.” Vivere in Gesù è amare: amare Lui, amare i fratelli, amarci tra di noi. È il segno distintivo del discepolo. Certo, siamo anche capaci di farci del male, ma volerci bene è la cosa più bella che possiamo fare. È ciò che ci rende felici, in pace, profondamente uniti a Dio. Ringrazio il Signore, perché ogni volta che riscopro quanto sia bello vivere e credere in Lui, sento che non morirò. Neppure nelle notti più buie, nelle prove più dure. Perché Gesù non ha paura di visitarci, neanche quando attraversiamo la morte, la sofferenza, lo sconforto. In quelle ore, Lui è lì. E noi non siamo mai abbandonati.

Betania è un villaggio speciale. Lo sento come una casa che Gesù amava profondamente. Tornava spesso lì, in quella dimora che apparteneva a tre fratelli: Marta, Maria e Lazzaro. Oggi celebriamo la loro memoria, e ogni volta che penso a loro, li immagino come persone che hanno conosciuto il Signore da vicino, che gli hanno parlato, che hanno condiviso con Lui momenti semplici e intensi. Nel Vangelo di oggi si percepisce chiaramente la bellezza della fede di Marta. Anche nel suo dolore, quando afferma: “Se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto”, c’è una fede profonda, un dialogo schietto con Gesù. E questo mi colpisce, perché descrive bene anche la nostra vita: il nostro desiderio che Dio intervenga, che cambi le cose, che ci risparmi certe sofferenze. Ma Gesù, anche in quell’occasione, non arriva subito. Aspetta. E questo attendere ha un senso: vuole dare qualcosa di più grande. La Vita e la Risurrezione Quando Gesù dice a Marta: “Io sono la Risurrezione e la Vita”, non sta parlando solo di un evento miracoloso o di un ritorno alla salute fisica. No, sta indicando se stesso come la sorgente di una vita piena, di una risurrezione che riguarda tutto l’essere. La risurrezione non è solo la vittoria sulla morte biologica, ma è vivere in relazione con Lui, in un legame d’amore che attraversa ogni tipo di morte. In questi giorni sto meditando il Vangelo di Giovanni, e mi torna alla mente il dialogo tra Gesù e la Samaritana: “Se tu conoscessi il dono di Dio…”. Anche Marta, Maria e Lazzaro devono scoprire questo dono. Gesù continua dicendo: “Chi crede in me, anche se muore, vivrà. Chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno.” Per me, questo è il cuore del Vangelo di oggi. Vivere in Lui Ma cosa significa davvero “vivere e credere in Lui”? Non è una frase astratta. È un’esperienza concreta, quotidiana. Vuol dire vivere con Lui, di Lui, in Lui. Per Marta, Maria e Lazzaro questo era già realtà, ma c’era bisogno di un passaggio ulteriore, che contemplasse anche il dolore della perdita del fratello. Un dolore attraversato dalla presenza di Gesù, che non è mai assente, neppure nei momenti più duri. Quando Gesù chiede a Marta: “Credi tu questo?”, lei risponde con una delle più belle confessioni di fede del Vangelo: “Io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo.” Anche noi siamo chiamati ogni giorno a rinnovare questa professione, a viverla nel concreto, nelle relazioni, nelle difficoltà, nella fraternità. L’amore che rende vivi Vivere e credere in Gesù significa mettere al centro l’amore. La prima lettura lo dice con forza: “Se Dio ci ha amati così, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri.” Vivere in Gesù è amare: amare Lui, amare i fratelli, amarci tra di noi. È il segno distintivo del discepolo. Certo, siamo anche capaci di farci del male, ma volerci bene è la cosa più bella che possiamo fare. È ciò che ci rende felici, in pace, profondamente uniti a Dio. Ringrazio il Signore, perché ogni volta che riscopro quanto sia bello vivere e credere in Lui, sento che non morirò. Neppure nelle notti più buie, nelle prove più dure. Perché Gesù non ha paura di visitarci, neanche quando attraversiamo la morte, la sofferenza, lo sconforto. In quelle ore, Lui è lì. E noi non siamo mai abbandonati.

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That Hoarder: Overcome Compulsive Hoarding That Hoarder Hoarding disorder is stigmatised and people who hoard feel vast amounts of shame. This podcast began life as an audio diary, an anonymous outlet for somebody with this weird condition. That Hoarder speaks about her experiences living with compulsive hoarding, she interviews therapists, academics, researchers, children of hoarders, professional organisers and influencers, and she shares insight and tips for others with the problem. Listened to by people who hoard as well as those who love them and those who work with them, Overcome Compulsive Hoarding with That Hoarder aims to shatter the stigma, share the truth and speak openly and honestly to improve lives. The Small Business Startup School – Business Notes | Financial Literacy | Retail Psychology – For Professionals & Entrepreneurs The Small Business Startup School Inc. Starting or buying a small business? While personal circumstances may vary, business patterns remain timeless. On The Small Business Startup School, we explore strategies, insights, and practical solutions to help entrepreneurs confidently navigate their journey.Hosted by Ola Williams—a retail entrepreneur, fintech founder, and financial coach with over two decades of experience—this podcast marries financial awareness and retail psychology with optimism to deliver actionable takeaways.Join us to learn, grow, and connect as we uncover the keys to business success.Let’s continue to learn together and be encouraged to keep on connecting! DIOSA. Carolina Sanper This podcast is a sacred space created by Carolina Sanper where you connect with your inner wisdom and embody your magnetic feminine power.It is the realization that the mystical realm is where you plant the seeds of your desired reality.It is a portal to your true essence: awareness, presence, and receiving with ease. Welcome home, DIOSA. 🖤 XXX Tech by SOVRYN Dr. Brian Sovryn The crossroads between technology, sensuality, and metaphysics - and the longest running anarchist podcast in the world! Brought to you by Dr. Brian Sovryn.

Frequently Asked Questions

How long is this episode of Il podcast di don Andres Bergamini?

This episode is 6 minutes long.

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This episode was published on July 29, 2025.

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Betania è un villaggio speciale. Lo sento come una casa che Gesù amava profondamente. Tornava spesso lì, in quella dimora che apparteneva a tre fratelli: Marta, Maria e Lazzaro. Oggi celebriamo la loro memoria, e ogni volta che penso a loro, li...

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