Omelia V domenica di Pasqua C 2025 BVI.m4a episode artwork

EPISODE · May 18, 2025 · 10 MIN

Omelia V domenica di Pasqua C 2025 BVI.m4a

from Il podcast di don Andres Bergamini · host Andres Bergamini

Oggi mi ha colpito il viaggio di ritorno di Paolo e Barnaba raccontato negli Atti degli Apostoli. Un viaggio che parte da Antiochia di Siria, attraversa l’Asia Minore fino a Erbe – un posto che, ammetto, non conoscevo e che ho dovuto cercare sulla cartina biblica (consiglio anche a voi di farlo!). È affascinante vedere quanto sia stato impegnativo questo cammino: hanno attraversato territori ostili, piccoli paesi dove non sempre sono stati accolti bene, eppure non si sono tirati indietro dall’annunciare il Vangelo. Quello che mi colpisce è che, al ritorno, scelgono di ripassare dagli stessi luoghi, per rivedere quelle persone che per prime avevano incontrato. Il testo dice che per i pagani si era aperta “la porta della fede”: persone che non c’entravano nulla, ma che si sono trovate coinvolte, attratte da questo annuncio di salvezza offerta a tutti, anche ai più lontani, anche ai più peccatori. E la risposta è stata gioiosa, profonda. Confermare, Esortare, Affidare: Una Comunità che Cresce Il ritorno di Paolo e Barnaba non è solo un gesto affettivo, ma ha uno scopo preciso: confermare i discepoli, esortarli a rimanere saldi nella fede, perché – lo dice chiaramente il testo – per entrare nel Regno di Dio bisogna passare attraverso molte tribolazioni. Non è un cammino facile, serve resistenza, consolazione, fede forte. Loro fanno anche un gesto importante: affidano la custodia delle comunità a degli anziani. Non restano, non trattengono. Ripartono, perché le comunità devono imparare a camminare con le proprie gambe. Questo mi fa riflettere molto su cosa significa davvero annunciare il Vangelo. Non trattenere, ma accompagnare e poi lasciare spazio. Una Comunità Aperta e Missionaria Quel viaggio, così lungo e faticoso – attraversando il Mediterraneo, Cipro, le alture dell’Anatolia – mi fa pensare alla nostra comunità. Siamo capaci anche noi di essere missionari? Di fare chilometri, simbolici e reali, per annunciare che la porta della fede è aperta a tutti? La bellezza della missione non sta tanto nei risultati immediati, ma nell’essere strumenti dell’annuncio. E in questi giorni lo abbiamo sperimentato con la celebrazione delle Prime Comunioni: una messa bellissima, raccolta, piena di volti nuovi, di famiglie che magari non si conoscono tra loro ma che si sono ritrovate insieme. È qui che nasce la domanda: cosa portano questi Apostoli? Cosa possiamo portare noi? Il Comandamento Nuovo: L’Amore come Segno Distintivo La risposta la troviamo nel Vangelo di Giovanni. Gesù, nel Cenacolo, dopo aver lavato i piedi ai discepoli, dice: “Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi”. E aggiunge: “Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli”. È un passaggio essenziale. Quel momento è drammatico: Giuda è appena uscito per tradirlo, Pietro sta per rinnegarlo. Eppure Gesù, proprio lì, nel momento di massimo turbamento e dolore, consegna il suo testamento d’amore. È lì che si capisce che è la cosa più importante: non un’idea, non un codice morale, ma l’amore concreto. L’Amore di Dio Reso Visibile tra di Noi L’amore di cui parla Gesù non è astratto. È un amore che si riconosce nella concretezza dei rapporti umani. Dice: “Amatevi come io vi ho amato”. Non solo "come te stesso", ma come Lui, che ha dato la vita. È un amore che perdona, che non fa preferenze, che si dona senza aspettarsi nulla in cambio. E questo amore lo sentiamo solo se lo riceviamo dagli altri. L’amore di Dio passa attraverso l’amore delle persone accanto a noi: genitori, amici, sposi, figli. Anche quando non è evidente, quando va cercato in profondità. Ma è lì che Dio si fa vicino. La Gerusalemme Celeste e la Perge di Oggi Infine, l’Apocalisse ci offre un’immagine potente: la Gerusalemme Celeste che scende come una sposa adorna, pronta per il suo sposo. È Dio che abita con noi, che asciuga ogni lacrima. E questo è ciò che portavano Paolo e Barnaba nei loro villaggi: la possibilità reale di un amore vissuto, non ideale, possibile grazie al sacrificio di Gesù. Anche noi oggi abbiamo un viaggio da fare. Dove si trova la nostra Perge? Dove siamo chiamati a tornare per portare conforto, incoraggiamento, gioia? Forse nella nostra famiglia, sul posto di lavoro, nel nostro condominio. Ogni occasione è buona per testimoniare questo amore, per dire che la porta della fede è aperta. E Dio confida in noi, come ha fatto con Paolo e Barnaba. Con tutti i nostri limiti. Ma anche con tutta la forza del suo amore.

Oggi mi ha colpito il viaggio di ritorno di Paolo e Barnaba raccontato negli Atti degli Apostoli. Un viaggio che parte da Antiochia di Siria, attraversa l’Asia Minore fino a Erbe – un posto che, ammetto, non conoscevo e che ho dovuto cercare sulla cartina biblica (consiglio anche a voi di farlo!). È affascinante vedere quanto sia stato impegnativo questo cammino: hanno attraversato territori ostili, piccoli paesi dove non sempre sono stati accolti bene, eppure non si sono tirati indietro dall’annunciare il Vangelo. Quello che mi colpisce è che, al ritorno, scelgono di ripassare dagli stessi luoghi, per rivedere quelle persone che per prime avevano incontrato. Il testo dice che per i pagani si era aperta “la porta della fede”: persone che non c’entravano nulla, ma che si sono trovate coinvolte, attratte da questo annuncio di salvezza offerta a tutti, anche ai più lontani, anche ai più peccatori. E la risposta è stata gioiosa, profonda. Confermare, Esortare, Affidare: Una Comunità che Cresce Il ritorno di Paolo e Barnaba non è solo un gesto affettivo, ma ha uno scopo preciso: confermare i discepoli, esortarli a rimanere saldi nella fede, perché – lo dice chiaramente il testo – per entrare nel Regno di Dio bisogna passare attraverso molte tribolazioni. Non è un cammino facile, serve resistenza, consolazione, fede forte. Loro fanno anche un gesto importante: affidano la custodia delle comunità a degli anziani. Non restano, non trattengono. Ripartono, perché le comunità devono imparare a camminare con le proprie gambe. Questo mi fa riflettere molto su cosa significa davvero annunciare il Vangelo. Non trattenere, ma accompagnare e poi lasciare spazio. Una Comunità Aperta e Missionaria Quel viaggio, così lungo e faticoso – attraversando il Mediterraneo, Cipro, le alture dell’Anatolia – mi fa pensare alla nostra comunità. Siamo capaci anche noi di essere missionari? Di fare chilometri, simbolici e reali, per annunciare che la porta della fede è aperta a tutti? La bellezza della missione non sta tanto nei risultati immediati, ma nell’essere strumenti dell’annuncio. E in questi giorni lo abbiamo sperimentato con la celebrazione delle Prime Comunioni: una messa bellissima, raccolta, piena di volti nuovi, di famiglie che magari non si conoscono tra loro ma che si sono ritrovate insieme. È qui che nasce la domanda: cosa portano questi Apostoli? Cosa possiamo portare noi? Il Comandamento Nuovo: L’Amore come Segno Distintivo La risposta la troviamo nel Vangelo di Giovanni. Gesù, nel Cenacolo, dopo aver lavato i piedi ai discepoli, dice: “Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi”. E aggiunge: “Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli”. È un passaggio essenziale. Quel momento è drammatico: Giuda è appena uscito per tradirlo, Pietro sta per rinnegarlo. Eppure Gesù, proprio lì, nel momento di massimo turbamento e dolore, consegna il suo testamento d’amore. È lì che si capisce che è la cosa più importante: non un’idea, non un codice morale, ma l’amore concreto. L’Amore di Dio Reso Visibile tra di Noi L’amore di cui parla Gesù non è astratto. È un amore che si riconosce nella concretezza dei rapporti umani. Dice: “Amatevi come io vi ho amato”. Non solo "come te stesso", ma come Lui, che ha dato la vita. È un amore che perdona, che non fa preferenze, che si dona senza aspettarsi nulla in cambio. E questo amore lo sentiamo solo se lo riceviamo dagli altri. L’amore di Dio passa attraverso l’amore delle persone accanto a noi: genitori, amici, sposi, figli. Anche quando non è evidente, quando va cercato in profondità. Ma è lì che Dio si fa vicino. La Gerusalemme Celeste e la Perge di Oggi Infine, l’Apocalisse ci offre un’immagine potente: la Gerusalemme Celeste che scende come una sposa adorna, pronta per il suo sposo. È...

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That Hoarder: Overcome Compulsive Hoarding That Hoarder Hoarding disorder is stigmatised and people who hoard feel vast amounts of shame. This podcast began life as an audio diary, an anonymous outlet for somebody with this weird condition. That Hoarder speaks about her experiences living with compulsive hoarding, she interviews therapists, academics, researchers, children of hoarders, professional organisers and influencers, and she shares insight and tips for others with the problem. Listened to by people who hoard as well as those who love them and those who work with them, Overcome Compulsive Hoarding with That Hoarder aims to shatter the stigma, share the truth and speak openly and honestly to improve lives. The Small Business Startup School – Business Notes | Financial Literacy | Retail Psychology – For Professionals & Entrepreneurs The Small Business Startup School Inc. Starting or buying a small business? While personal circumstances may vary, business patterns remain timeless. On The Small Business Startup School, we explore strategies, insights, and practical solutions to help entrepreneurs confidently navigate their journey.Hosted by Ola Williams—a retail entrepreneur, fintech founder, and financial coach with over two decades of experience—this podcast marries financial awareness and retail psychology with optimism to deliver actionable takeaways.Join us to learn, grow, and connect as we uncover the keys to business success.Let’s continue to learn together and be encouraged to keep on connecting! DIOSA. Carolina Sanper This podcast is a sacred space created by Carolina Sanper where you connect with your inner wisdom and embody your magnetic feminine power.It is the realization that the mystical realm is where you plant the seeds of your desired reality.It is a portal to your true essence: awareness, presence, and receiving with ease. Welcome home, DIOSA. 🖤 XXX Tech by SOVRYN Dr. Brian Sovryn The crossroads between technology, sensuality, and metaphysics - and the longest running anarchist podcast in the world! Brought to you by Dr. Brian Sovryn.

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This episode is 10 minutes long.

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This episode was published on May 18, 2025.

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