Omelia venerdi XXIX sett. funerale Carlo Ravagli S. Andrea episode artwork

EPISODE · Oct 24, 2025 · 7 MIN

Omelia venerdi XXIX sett. funerale Carlo Ravagli S. Andrea

from Il podcast di don Andres Bergamini · host Andres Bergamini

Per questa celebrazione abbiamo mantenuto le letture del giorno, che oggi risuonano con particolare intensità: sono letture severe, ma capaci di illuminare il tempo che stiamo vivendo. Nella Lettera ai Romani, Paolo mette a nudo la sua fragilità: “Non compio il bene che voglio, ma il male che non voglio”. In questa confessione ritrovo la condizione umana di ciascuno di noi: il desiderio del bene che abita nel cuore, ma anche la costante esperienza della propria povertà e debolezza. Carlo, nel suo mestiere di infermiere, ha toccato da vicino questa realtà. Prendersi cura dei malati significa confrontarsi ogni giorno con la fragilità: quella fisica, ma anche quella morale e spirituale. Tuttavia, come cristiani, sappiamo che la fragilità non deve spaventarci. Essa ci riporta sempre nelle mani del Signore, il solo che può colmare i nostri vuoti e perdonare le nostre mancanze. Paolo ringrazia Dio per mezzo di Gesù Cristo: è un ringraziamento incessante, per tutte le misericordie con cui il Signore ci abbraccia. Noi siamo sempre “in difetto”, ma è proprio questo difetto che Dio riempie con la sua vicinanza e la sua grazia. Carlo ha testimoniato questo con la sua vita. Ha saputo accogliere la propria umanità con semplicità e fiducia, diventando un segno concreto di bontà e di dedizione, tanto nel lavoro quanto nella comunità. La bontà del Signore come cuore della fede Il Salmo ci ha messo sulle labbra una verità profonda: “Il Signore è buono e fa il bene”. È il centro della nostra fede: la certezza che, nonostante la fatica, la malattia o la solitudine, Dio continua a farci del bene. Anche nei momenti oscuri, la bontà del Signore ci raggiunge, ci riempie, ci sostiene. Questo è anche il canto che accompagna le nostre liturgie e a cui Carlo partecipava con entusiasmo, finché ha potuto. Cantare insieme la bontà di Dio è un modo per ricordarci che non siamo soli, che la sua fedeltà ci accompagna sempre. Carlo ne è stato parte viva, con la sua voce nel coro e con la sua presenza discreta ma costante. Saper interpretare il tempo presente Nel Vangelo di oggi, Gesù rivolge un rimprovero severo: “Come mai questo tempo non sapete valutarlo?” Siamo capaci di leggere i segni del cielo, ma spesso non sappiamo leggere il tempo profondo della nostra vita. Questo è l’invito che ci lascia: imparare a interpretare i momenti che viviamo, a riconoscerli come tempi di grazia. Anche questo momento di accompagnamento per Carlo è un tempo propizio, un tempo di pace e di amore. Il Signore ci chiama all’incontro con Lui, ma noi spesso restiamo frenati, distratti. Gesù invece ci chiede di vivere riconciliati, in pace, pronti a fare verità e giustizia nelle nostre relazioni. Quando dice “Mettiti d’accordo con il tuo avversario lungo la strada”, ci invita a scegliere sempre la via del dialogo e della riconciliazione, anche se costa un passo indietro. È un gesto di carità concreta, la stessa che siamo chiamati a vivere ogni giorno. Annunciare la carità nel tempo breve Interpretare il tempo significa anche riconoscere che esso è breve e prezioso. Per questo siamo chiamati ad annunciare con la vita la carità e il Vangelo del Signore. Chiediamo perdono per tutte le volte in cui non siamo riusciti a fare questo passo di accordo, di pace. Carlo, nella sua vita professionale e comunitaria, è stato un annunciatore silenzioso ma autentico del Vangelo. Con il suo modo di vivere, con la dedizione agli altri, ci ha ricordato che rendere grazie al Signore è la forma più alta di fede. Oggi, insieme a lui, ringraziamo per questo tempo di grazia, per il suo passaggio pieno di luce e di gioia. E nella fede sappiamo che non lo perdiamo, ma lo ritroviamo vivo accanto al Signore. Questa consapevolezza consola e sostiene: la relazione con Dio non si interrompe, ma si apre all’eternità.

Per questa celebrazione abbiamo mantenuto le letture del giorno, che oggi risuonano con particolare intensità: sono letture severe, ma capaci di illuminare il tempo che stiamo vivendo. Nella Lettera ai Romani, Paolo mette a nudo la sua fragilità: “Non compio il bene che voglio, ma il male che non voglio”. In questa confessione ritrovo la condizione umana di ciascuno di noi: il desiderio del bene che abita nel cuore, ma anche la costante esperienza della propria povertà e debolezza. Carlo, nel suo mestiere di infermiere, ha toccato da vicino questa realtà. Prendersi cura dei malati significa confrontarsi ogni giorno con la fragilità: quella fisica, ma anche quella morale e spirituale. Tuttavia, come cristiani, sappiamo che la fragilità non deve spaventarci. Essa ci riporta sempre nelle mani del Signore, il solo che può colmare i nostri vuoti e perdonare le nostre mancanze. Paolo ringrazia Dio per mezzo di Gesù Cristo: è un ringraziamento incessante, per tutte le misericordie con cui il Signore ci abbraccia. Noi siamo sempre “in difetto”, ma è proprio questo difetto che Dio riempie con la sua vicinanza e la sua grazia. Carlo ha testimoniato questo con la sua vita. Ha saputo accogliere la propria umanità con semplicità e fiducia, diventando un segno concreto di bontà e di dedizione, tanto nel lavoro quanto nella comunità. La bontà del Signore come cuore della fede Il Salmo ci ha messo sulle labbra una verità profonda: “Il Signore è buono e fa il bene”. È il centro della nostra fede: la certezza che, nonostante la fatica, la malattia o la solitudine, Dio continua a farci del bene. Anche nei momenti oscuri, la bontà del Signore ci raggiunge, ci riempie, ci sostiene. Questo è anche il canto che accompagna le nostre liturgie e a cui Carlo partecipava con entusiasmo, finché ha potuto. Cantare insieme la bontà di Dio è un modo per ricordarci che non siamo soli, che la sua fedeltà ci accompagna sempre. Carlo ne è stato parte viva, con la sua voce nel coro e con la sua presenza discreta ma costante. Saper interpretare il tempo presente Nel Vangelo di oggi, Gesù rivolge un rimprovero severo: “Come mai questo tempo non sapete valutarlo?” Siamo capaci di leggere i segni del cielo, ma spesso non sappiamo leggere il tempo profondo della nostra vita. Questo è l’invito che ci lascia: imparare a interpretare i momenti che viviamo, a riconoscerli come tempi di grazia. Anche questo momento di accompagnamento per Carlo è un tempo propizio, un tempo di pace e di amore. Il Signore ci chiama all’incontro con Lui, ma noi spesso restiamo frenati, distratti. Gesù invece ci chiede di vivere riconciliati, in pace, pronti a fare verità e giustizia nelle nostre relazioni. Quando dice “Mettiti d’accordo con il tuo avversario lungo la strada”, ci invita a scegliere sempre la via del dialogo e della riconciliazione, anche se costa un passo indietro. È un gesto di carità concreta, la stessa che siamo chiamati a vivere ogni giorno. Annunciare la carità nel tempo breve Interpretare il tempo significa anche riconoscere che esso è breve e prezioso. Per questo siamo chiamati ad annunciare con la vita la carità e il Vangelo del Signore. Chiediamo perdono per tutte le volte in cui non siamo riusciti a fare questo passo di accordo, di pace. Carlo, nella sua vita professionale e comunitaria, è stato un annunciatore silenzioso ma autentico del Vangelo. Con il suo modo di vivere, con la dedizione agli altri, ci ha ricordato che rendere grazie al Signore è la forma più alta di fede. Oggi, insieme a lui, ringraziamo per questo tempo di grazia, per il suo passaggio pieno di luce e di gioia. E nella fede sappiamo che non lo perdiamo, ma lo ritroviamo vivo accanto al Signore. Questa consapevolezza consola e sostiene: la relazione con Dio non si interrompe, ma si apre all’eternità.

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That Hoarder: Overcome Compulsive Hoarding That Hoarder Hoarding disorder is stigmatised and people who hoard feel vast amounts of shame. This podcast began life as an audio diary, an anonymous outlet for somebody with this weird condition. That Hoarder speaks about her experiences living with compulsive hoarding, she interviews therapists, academics, researchers, children of hoarders, professional organisers and influencers, and she shares insight and tips for others with the problem. Listened to by people who hoard as well as those who love them and those who work with them, Overcome Compulsive Hoarding with That Hoarder aims to shatter the stigma, share the truth and speak openly and honestly to improve lives. The Small Business Startup School – Business Notes | Financial Literacy | Retail Psychology – For Professionals & Entrepreneurs The Small Business Startup School Inc. Starting or buying a small business? While personal circumstances may vary, business patterns remain timeless. On The Small Business Startup School, we explore strategies, insights, and practical solutions to help entrepreneurs confidently navigate their journey.Hosted by Ola Williams—a retail entrepreneur, fintech founder, and financial coach with over two decades of experience—this podcast marries financial awareness and retail psychology with optimism to deliver actionable takeaways.Join us to learn, grow, and connect as we uncover the keys to business success.Let’s continue to learn together and be encouraged to keep on connecting! DIOSA. Carolina Sanper This podcast is a sacred space created by Carolina Sanper where you connect with your inner wisdom and embody your magnetic feminine power.It is the realization that the mystical realm is where you plant the seeds of your desired reality.It is a portal to your true essence: awareness, presence, and receiving with ease. Welcome home, DIOSA. 🖤 XXX Tech by SOVRYN Dr. Brian Sovryn The crossroads between technology, sensuality, and metaphysics - and the longest running anarchist podcast in the world! Brought to you by Dr. Brian Sovryn.

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This episode was published on October 24, 2025.

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