Omelia XVI domenica TO C BVI ore 9.30.m4a episode artwork

EPISODE · Jul 20, 2025 · 13 MIN

Omelia XVI domenica TO C BVI ore 9.30.m4a

from Il podcast di don Andres Bergamini · host Andres Bergamini

Questa domenica ho sentito che le letture ci spingono a rovesciare il nostro modo consueto di vivere il rapporto con il Signore. Non è solo questione di “aspettare” Dio, ma di accorgerci che Lui passa, viene vicino, si ferma. Come accade ad Abramo quando, in un’ora calda e immobile, alza gli occhi e vede arrivare tre uomini. È attento, nonostante tutto: corre loro incontro con gioia, con desiderio di accoglienza. Il Signore viene prima del nostro “essere pronti” Abramo non sa chi siano quei tre uomini, non sa che è Dio stesso. Eppure li accoglie con cura. Questo è un dettaglio potente: il Signore viene anche se non lo riconosciamo subito, anche se non siamo “pronti”. Se fosse rimasto lontano, Abramo non avrebbe avuto l’occasione di fare quell’incontro. È lo stesso atteggiamento di Gesù nel Vangelo, che entra in un villaggio e viene accolto da Marta. Gesù ama camminare, visitare, non restare fermo. Passa, entra nelle nostre case, anche se sono in disordine, anche se non siamo “a posto”. Come con Zaccheo: "oggi devo fermarmi a casa tua", anche se sei peccatore, anche se tutti ti giudicano. Questo dice molto del cuore di Dio. Come rispondiamo al passaggio del Signore? La seconda domanda che mi sono posto è: come accogliamo il Signore? Abramo lo fa con uno spirito semplice, umile, coinvolgendo anche Sara. Si dona completamente, con quel che ha di meglio. Marta, invece, nella sua generosa accoglienza, cade in una trappola: si distrae, si preoccupa, finisce per lamentarsi di Maria e addirittura di Gesù. Gli dice: "non ti importa nulla?" Quante volte lo facciamo anche noi nella preghiera? Ci sentiamo dimenticati, abbandonati. L'accoglienza, dunque, non è una cosa scontata. Richiede attenzione, consapevolezza. Accogliere oggi: non solo parole Mi sono chiesto: accogliamo davvero il Signore anche come comunità? La risposta non è teorica. Oggi nel nostro salone parrocchiale pranziamo con le famiglie di Gaza che Bologna ha accolto dal 7 ottobre per motivi di salute. La comunità musulmana ha organizzato tutto, e a noi è stato chiesto solo uno spazio. Ma come le abbiamo accolte, queste famiglie? Come cristiani, come cittadini? Accogliere è un atto concreto, e a volte il Signore ci passa accanto con volti nuovi, sconosciuti. Non possiamo fermarci all’idea che "dobbiamo essere accoglienti". Il Vangelo ci chiede un passo in più. Il dono del Signore: la sua Parola Quando il Signore entra nelle nostre case, porta un dono. È il centro del Vangelo di oggi: Maria si mette ad ascoltare. Le sue parole sono vita, consolazione, insegnamento. Sono pace. E questo ascolto non è una condizione da avere prima: è proprio ascoltando che troviamo pace, che entriamo in una stabilità profonda. Gesù dice che è “la cosa necessaria”, quella che nessuno potrà toglierci. Quante cose possono crollare nella nostra vita, ma la Parola di Dio, se la accogliamo, rimane. È un tesoro che cambia il nostro modo di vivere. L’ascolto diventa annuncio Penso anche a san Paolo. Lui ha vissuto tutto questo fino in fondo: ha sofferto, ha viaggiato, ha dato tutto per annunciare quella Parola, quel mistero: “Cristo in voi, speranza della gloria”. Che bello! Cristo è in noi, ci abita, è la nostra speranza. Paolo lo gridava con la vita, non solo con le parole. Anche noi, oggi, siamo chiamati non solo ad accogliere e ascoltare, ma a portare questo dono agli altri. Non si tratta di fare prediche, ma di vivere in modo rinnovato, così che la nostra vita stessa diventi testimonianza. Come lo raccontiamo ai nostri figli, ai nostri nipoti, che Cristo abita in noi? Conclusione: Cristo in noi, speranza della gloria In questa domenica ho davvero ringraziato il Signore. Perché passa ancora, si lascia accogliere, ci parla, ci consola, ci dona fecondità anche dove pensavamo che la vita fosse spenta. E ci dà la forza dello Spirito per portarlo agli altri. Cristo in noi, speranza della gloria: è la verità che mi porto nel cuore oggi. E voglio viverla ogni giorno, con semplicità e gratitudine.

Questa domenica ho sentito che le letture ci spingono a rovesciare il nostro modo consueto di vivere il rapporto con il Signore. Non è solo questione di “aspettare” Dio, ma di accorgerci che Lui passa, viene vicino, si ferma. Come accade ad Abramo quando, in un’ora calda e immobile, alza gli occhi e vede arrivare tre uomini. È attento, nonostante tutto: corre loro incontro con gioia, con desiderio di accoglienza. Il Signore viene prima del nostro “essere pronti” Abramo non sa chi siano quei tre uomini, non sa che è Dio stesso. Eppure li accoglie con cura. Questo è un dettaglio potente: il Signore viene anche se non lo riconosciamo subito, anche se non siamo “pronti”. Se fosse rimasto lontano, Abramo non avrebbe avuto l’occasione di fare quell’incontro. È lo stesso atteggiamento di Gesù nel Vangelo, che entra in un villaggio e viene accolto da Marta. Gesù ama camminare, visitare, non restare fermo. Passa, entra nelle nostre case, anche se sono in disordine, anche se non siamo “a posto”. Come con Zaccheo: "oggi devo fermarmi a casa tua", anche se sei peccatore, anche se tutti ti giudicano. Questo dice molto del cuore di Dio. Come rispondiamo al passaggio del Signore? La seconda domanda che mi sono posto è: come accogliamo il Signore? Abramo lo fa con uno spirito semplice, umile, coinvolgendo anche Sara. Si dona completamente, con quel che ha di meglio. Marta, invece, nella sua generosa accoglienza, cade in una trappola: si distrae, si preoccupa, finisce per lamentarsi di Maria e addirittura di Gesù. Gli dice: "non ti importa nulla?" Quante volte lo facciamo anche noi nella preghiera? Ci sentiamo dimenticati, abbandonati. L'accoglienza, dunque, non è una cosa scontata. Richiede attenzione, consapevolezza. Accogliere oggi: non solo parole Mi sono chiesto: accogliamo davvero il Signore anche come comunità? La risposta non è teorica. Oggi nel nostro salone parrocchiale pranziamo con le famiglie di Gaza che Bologna ha accolto dal 7 ottobre per motivi di salute. La comunità musulmana ha organizzato tutto, e a noi è stato chiesto solo uno spazio. Ma come le abbiamo accolte, queste famiglie? Come cristiani, come cittadini? Accogliere è un atto concreto, e a volte il Signore ci passa accanto con volti nuovi, sconosciuti. Non possiamo fermarci all’idea che "dobbiamo essere accoglienti". Il Vangelo ci chiede un passo in più. Il dono del Signore: la sua Parola Quando il Signore entra nelle nostre case, porta un dono. È il centro del Vangelo di oggi: Maria si mette ad ascoltare. Le sue parole sono vita, consolazione, insegnamento. Sono pace. E questo ascolto non è una condizione da avere prima: è proprio ascoltando che troviamo pace, che entriamo in una stabilità profonda. Gesù dice che è “la cosa necessaria”, quella che nessuno potrà toglierci. Quante cose possono crollare nella nostra vita, ma la Parola di Dio, se la accogliamo, rimane. È un tesoro che cambia il nostro modo di vivere. L’ascolto diventa annuncio Penso anche a san Paolo. Lui ha vissuto tutto questo fino in fondo: ha sofferto, ha viaggiato, ha dato tutto per annunciare quella Parola, quel mistero: “Cristo in voi, speranza della gloria”. Che bello! Cristo è in noi, ci abita, è la nostra speranza. Paolo lo gridava con la vita, non solo con le parole. Anche noi, oggi, siamo chiamati non solo ad accogliere e ascoltare, ma a portare questo dono agli altri. Non si tratta di fare prediche, ma di vivere in modo rinnovato, così che la nostra vita stessa diventi testimonianza. Come lo raccontiamo ai nostri figli, ai nostri nipoti, che Cristo abita in noi? Conclusione: Cristo in noi, speranza della gloria In questa domenica ho davvero ringraziato il Signore. Perché passa ancora, si lascia accogliere, ci parla, ci consola, ci dona fecondità anche dove pensavamo che la vita fosse spenta. E ci dà...

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That Hoarder: Overcome Compulsive Hoarding That Hoarder Hoarding disorder is stigmatised and people who hoard feel vast amounts of shame. This podcast began life as an audio diary, an anonymous outlet for somebody with this weird condition. That Hoarder speaks about her experiences living with compulsive hoarding, she interviews therapists, academics, researchers, children of hoarders, professional organisers and influencers, and she shares insight and tips for others with the problem. Listened to by people who hoard as well as those who love them and those who work with them, Overcome Compulsive Hoarding with That Hoarder aims to shatter the stigma, share the truth and speak openly and honestly to improve lives. The Small Business Startup School – Business Notes | Financial Literacy | Retail Psychology – For Professionals & Entrepreneurs The Small Business Startup School Inc. Starting or buying a small business? While personal circumstances may vary, business patterns remain timeless. On The Small Business Startup School, we explore strategies, insights, and practical solutions to help entrepreneurs confidently navigate their journey.Hosted by Ola Williams—a retail entrepreneur, fintech founder, and financial coach with over two decades of experience—this podcast marries financial awareness and retail psychology with optimism to deliver actionable takeaways.Join us to learn, grow, and connect as we uncover the keys to business success.Let’s continue to learn together and be encouraged to keep on connecting! DIOSA. Carolina Sanper This podcast is a sacred space created by Carolina Sanper where you connect with your inner wisdom and embody your magnetic feminine power.It is the realization that the mystical realm is where you plant the seeds of your desired reality.It is a portal to your true essence: awareness, presence, and receiving with ease. Welcome home, DIOSA. 🖤 XXX Tech by SOVRYN Dr. Brian Sovryn The crossroads between technology, sensuality, and metaphysics - and the longest running anarchist podcast in the world! Brought to you by Dr. Brian Sovryn.

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How long is this episode of Il podcast di don Andres Bergamini?

This episode is 13 minutes long.

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This episode was published on July 20, 2025.

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Questa domenica ho sentito che le letture ci spingono a rovesciare il nostro modo consueto di vivere il rapporto con il Signore. Non è solo questione di “aspettare” Dio, ma di accorgerci che Lui passa, viene vicino, si ferma. Come accade ad Abramo...

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