Omelia XXIII domenica TO C alla BVI ore 19 episode artwork

EPISODE · Sep 7, 2025 · 14 MIN

Omelia XXIII domenica TO C alla BVI ore 19

from Il podcast di don Andres Bergamini · host Andres Bergamini

Anche questa domenica il Vangelo ci sorprende, quasi ci scandalizza, come già era accaduto la settimana scorsa. Allora Gesù ci aveva detto: scegliete l’ultimo posto, ed è lì che si incontra il Signore. Oggi ripete per tre volte un’affermazione forte: “non può essere mio discepolo”. Gesù si rivolge alla folla che lo segue verso Gerusalemme, e con essa anche a me. Vuole farmi capire che andare dietro a Lui significa diventare suo discepolo. La prima condizione riguarda gli affetti “Se uno viene a me e non odia suo padre, sua madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle, perfino la propria vita, non può essere mio discepolo”. Ma cosa significa davvero? È possibile amare Gesù più dei nostri figli, più del nostro amore umano, più della nostra stessa vita? È un discorso radicale, che interpella la mia libertà e la mia pienezza. Amare con libertà: l’esempio di Pier Giorgio Frassati Ho riflettuto su questo anche pensando alla canonizzazione di Pier Giorgio Frassati e Carlo Acutis. Pier Giorgio mi ha colpito: aveva un rapporto difficile con suo padre, uomo influente e direttore de La Stampa, che voleva imporre al figlio la carriera di giornalista. Pier Giorgio invece desiderava fare l’ingegnere minerario per aiutare i poveri. Non rinnegò il padre, ma si sentì libero davanti a lui, mettendo al primo posto l’amore del Signore. Così poté vivere rapporti veri, profondi e liberanti con tante persone, tanto che al suo funerale la cattedrale di Torino si riempì di poveri che lo avevano conosciuto. Questo mi fa pensare a come spesso i rapporti familiari, pur pieni d’amore, possano diventare catene o oppressioni. Anche un amore troppo grande può soffocare. Lo abbiamo visto persino in un film come Kung Fu Panda, dove il maestro, amando troppo il discepolo, finisce per rovinarlo. Gesù invece mi chiede di amare Lui sopra ogni cosa, perché solo così posso vivere relazioni libere e vere. Gesù vuole discepoli liberi Seguire Gesù significa diventare una persona libera. Non mi chiede di rinunciare all’amore per i miei cari, ma di viverlo in modo bello e liberato da ogni asfissia. Un amore troppo condizionato o malato non fa bene. Gesù invece mi invita: “Vuoi essere mio discepolo? Amami, e attraverso di me saprai amare bene anche gli altri”. Paolo, Onesimo e la libertà vera Anche San Paolo ne è un esempio. Prigioniero, in catene, anziano, eppure profondamente libero. Scrivendo a Filemone, gli rimanda Onesimo, lo schiavo fuggito, e non lo fa da autoritario, ma da uomo libero che vuole altri liberi. Non vuole che Filemone compia il bene per obbligo, ma per scelta. In Cristo si aprono vie nuove di riconciliazione e libertà. La croce, via del discepolo La seconda condizione che Gesù pone riguarda la croce: “Chi non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo”. Le croci non mancano: rapporti difficili, malattie, situazioni che pesano. Non posso semplicemente metterle da parte, come se seguire Gesù mi dispensasse da esse. Al contrario, devo prenderle su di me e portarle dietro a Lui. La croce non è un ostacolo alla sequela, ma il luogo in cui divento discepolo, perché lì Gesù cammina con me. Il suo giogo è dolce, il suo carico leggero: portiamo insieme la croce, non da soli. Rinunciare ai beni per il vero compimento Infine Gesù parla dei beni. Racconta due parabole: chi costruisce una torre e chi affronta una guerra. Se faccio affidamento solo su ciò che ho – denaro, famiglia, salute, successo, posizione – finirò per fallire. Sono beni che, se li considero solo miei, diventano zavorre. Gesù è chiaro: “Chi non rinuncia a tutti i suoi averi non può essere mio discepolo”. Rinunciare non significa disprezzare, ma non possedere in modo egoistico. Solo così posso davvero portare a compimento qualcosa di bello nella mia vita. L’umiltà che riempie Gesù mi offre una strada che sembra umile e piccola, ma in realtà è pienezza. Se non ho niente, posso contare solo su di Lui. Come Santa Teresina, che nella sua piccolezza si affidava totalmente a Cristo. Questa è la vera strategia del successo spirituale: guardare a Lui come al mio unico bene e alla mia ricchezza. Solo allora, sentendomi all’ultimo posto, scoprirò che con Lui ho tutto. Non sono parole per scoraggiarmi, ma per rendermi felice. Ringraziamento e invito alla sequela Oggi ringrazio il Signore perché mi ricorda che il suo amore non cancella gli altri amori, ma li abbraccia e li trasfigura. Mi invita a prendere la mia croce senza paura, a rinunciare a ciò che possiedo per avere Lui come bene preziosissimo. Diventare suo discepolo non è una perdita, ma la strada per essere pienamente libero, profondamente amato e davvero felice.

Anche questa domenica il Vangelo ci sorprende, quasi ci scandalizza, come già era accaduto la settimana scorsa. Allora Gesù ci aveva detto: scegliete l’ultimo posto, ed è lì che si incontra il Signore. Oggi ripete per tre volte un’affermazione forte: “non può essere mio discepolo”. Gesù si rivolge alla folla che lo segue verso Gerusalemme, e con essa anche a me. Vuole farmi capire che andare dietro a Lui significa diventare suo discepolo. La prima condizione riguarda gli affetti “Se uno viene a me e non odia suo padre, sua madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle, perfino la propria vita, non può essere mio discepolo”. Ma cosa significa davvero? È possibile amare Gesù più dei nostri figli, più del nostro amore umano, più della nostra stessa vita? È un discorso radicale, che interpella la mia libertà e la mia pienezza. Amare con libertà: l’esempio di Pier Giorgio Frassati Ho riflettuto su questo anche pensando alla canonizzazione di Pier Giorgio Frassati e Carlo Acutis. Pier Giorgio mi ha colpito: aveva un rapporto difficile con suo padre, uomo influente e direttore de La Stampa, che voleva imporre al figlio la carriera di giornalista. Pier Giorgio invece desiderava fare l’ingegnere minerario per aiutare i poveri. Non rinnegò il padre, ma si sentì libero davanti a lui, mettendo al primo posto l’amore del Signore. Così poté vivere rapporti veri, profondi e liberanti con tante persone, tanto che al suo funerale la cattedrale di Torino si riempì di poveri che lo avevano conosciuto. Questo mi fa pensare a come spesso i rapporti familiari, pur pieni d’amore, possano diventare catene o oppressioni. Anche un amore troppo grande può soffocare. Lo abbiamo visto persino in un film come Kung Fu Panda, dove il maestro, amando troppo il discepolo, finisce per rovinarlo. Gesù invece mi chiede di amare Lui sopra ogni cosa, perché solo così posso vivere relazioni libere e vere. Gesù vuole discepoli liberi Seguire Gesù significa diventare una persona libera. Non mi chiede di rinunciare all’amore per i miei cari, ma di viverlo in modo bello e liberato da ogni asfissia. Un amore troppo condizionato o malato non fa bene. Gesù invece mi invita: “Vuoi essere mio discepolo? Amami, e attraverso di me saprai amare bene anche gli altri”. Paolo, Onesimo e la libertà vera Anche San Paolo ne è un esempio. Prigioniero, in catene, anziano, eppure profondamente libero. Scrivendo a Filemone, gli rimanda Onesimo, lo schiavo fuggito, e non lo fa da autoritario, ma da uomo libero che vuole altri liberi. Non vuole che Filemone compia il bene per obbligo, ma per scelta. In Cristo si aprono vie nuove di riconciliazione e libertà. La croce, via del discepolo La seconda condizione che Gesù pone riguarda la croce: “Chi non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo”. Le croci non mancano: rapporti difficili, malattie, situazioni che pesano. Non posso semplicemente metterle da parte, come se seguire Gesù mi dispensasse da esse. Al contrario, devo prenderle su di me e portarle dietro a Lui. La croce non è un ostacolo alla sequela, ma il luogo in cui divento discepolo, perché lì Gesù cammina con me. Il suo giogo è dolce, il suo carico leggero: portiamo insieme la croce, non da soli. Rinunciare ai beni per il vero compimento Infine Gesù parla dei beni. Racconta due parabole: chi costruisce una torre e chi affronta una guerra. Se faccio affidamento solo su ciò che ho – denaro, famiglia, salute, successo, posizione – finirò per fallire. Sono beni che, se li considero solo miei, diventano zavorre. Gesù è chiaro: “Chi non rinuncia a tutti i suoi averi non può essere mio discepolo”. Rinunciare non significa disprezzare, ma non possedere in modo egoistico. Solo così posso davvero portare a compimento qualcosa di bello nella mia vita. L’umiltà...

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Omelia XXIII domenica TO C alla BVI ore 19

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That Hoarder: Overcome Compulsive Hoarding That Hoarder Hoarding disorder is stigmatised and people who hoard feel vast amounts of shame. This podcast began life as an audio diary, an anonymous outlet for somebody with this weird condition. That Hoarder speaks about her experiences living with compulsive hoarding, she interviews therapists, academics, researchers, children of hoarders, professional organisers and influencers, and she shares insight and tips for others with the problem. Listened to by people who hoard as well as those who love them and those who work with them, Overcome Compulsive Hoarding with That Hoarder aims to shatter the stigma, share the truth and speak openly and honestly to improve lives. The Small Business Startup School – Business Notes | Financial Literacy | Retail Psychology – For Professionals & Entrepreneurs The Small Business Startup School Inc. Starting or buying a small business? While personal circumstances may vary, business patterns remain timeless. On The Small Business Startup School, we explore strategies, insights, and practical solutions to help entrepreneurs confidently navigate their journey.Hosted by Ola Williams—a retail entrepreneur, fintech founder, and financial coach with over two decades of experience—this podcast marries financial awareness and retail psychology with optimism to deliver actionable takeaways.Join us to learn, grow, and connect as we uncover the keys to business success.Let’s continue to learn together and be encouraged to keep on connecting! DIOSA. Carolina Sanper This podcast is a sacred space created by Carolina Sanper where you connect with your inner wisdom and embody your magnetic feminine power.It is the realization that the mystical realm is where you plant the seeds of your desired reality.It is a portal to your true essence: awareness, presence, and receiving with ease. Welcome home, DIOSA. 🖤 XXX Tech by SOVRYN Dr. Brian Sovryn The crossroads between technology, sensuality, and metaphysics - and the longest running anarchist podcast in the world! Brought to you by Dr. Brian Sovryn.

Frequently Asked Questions

How long is this episode of Il podcast di don Andres Bergamini?

This episode is 14 minutes long.

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This episode was published on September 7, 2025.

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Anche questa domenica il Vangelo ci sorprende, quasi ci scandalizza, come già era accaduto la settimana scorsa. Allora Gesù ci aveva detto: scegliete l’ultimo posto, ed è lì che si incontra il Signore. Oggi ripete per tre volte un’affermazione...

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