Omelia XXXIII domenica TO C BVI episode artwork

EPISODE · Nov 16, 2025 · 10 MIN

Omelia XXXIII domenica TO C BVI

from Il podcast di don Andres Bergamini · host Andres Bergamini

Sottolineiamo il contesto in cui Gesù le pronuncia. Si parla del Tempio, della sua bellezza, del recente restauro fatto da Erode. Penso spesso a quanto sarebbe bello un giorno poter andare insieme in pellegrinaggio a vedere ciò che ne resta. Ed è proprio davanti a questa meraviglia che Gesù sorprende tutti: “Non sarà lasciata pietra su pietra”. Dice questo mentre attorno c’è prosperità, tranquillità, un clima quasi di pace. Ma tutto cambierà. E i discepoli, come noi, chiedono: Quando avverrà? Quali saranno i segni? Aiutaci a capire. Gesù allora elenca cambiamenti ancora più radicali: guerre, rivoluzioni, nazioni contro nazioni, terremoti, pestilenze, persecuzioni, addirittura odio in famiglia. Mi colpisce la forza di questo elenco: è chiaro che i contesti cambiano, e spesso in modo drammatico. Il cambiamento non per terrorizzare, ma per preparare A prima vista queste parole potrebbero sembrare dette per spaventare, ma non è così. Gesù, invece, sta preparando i discepoli al cambiamento, soprattutto ai momenti difficili. Mi vengono in mente le parole dei due scout in sagrestia: “Non esiste il buon o cattivo tempo, ma solo buon o cattivo equipaggiamento”. Se sono equipaggiato, posso affrontare anche la pioggia più forte. Così Gesù vuole che anche noi siamo equipaggiati per affrontare i cambiamenti della vita. E penso agli anziani: quanti contesti diversi, quanti dolori, lutti, fallimenti, trasferimenti, separazioni si attraversano in una vita! Eppure, in tutto questo, il Vangelo ci chiede: Come possiamo rispondere da discepoli? Gesù ci indica tre strade. Prima pista: non lasciarsi ingannare e non avere paura La prima indicazione è chiara: “Non vi ingannate, non vi terrorizzate”. Gesù sa che nei momenti difficili può emergere chi vuole sostituirsi a Lui, chi si propone come salvatore approfittando delle nostre fragilità. Ma la sua risposta è semplice e forte: “Non abbiate paura. Io ci sono.” I contesti cambiano, ma Lui rimane. In questa Giornata mondiale dei poveri risuona il titolo tratto dal Salmo 71: “Sei tu, mio Signore, la mia speranza.” I poveri ce lo mostrano concretamente: confidano solo in Lui. Anche noi siamo poveri e abbiamo bisogno di questa fiducia. Sentirsi poveri ed equipaggiati solo dal Signore Nelle situazioni in cui ci sentiamo senza mezzi, senza “poncho” e “scarponi”, proprio lì siamo chiamati a sperare nel Signore. Lui è la nostra ancora, la nostra unica speranza. Non altre. Seconda pista: trasformare ogni situazione in testimonianza La seconda parola del Vangelo è altrettanto sorprendente: ogni situazione, anche la più difficile, è un’occasione di testimonianza. Ciò che vivo con fiducia e affidamento diventa testimonianza. E Gesù aggiunge qualcosa di liberante: “Non preparate il discorso”. Non servono appunti, non serve costruire una difesa. In quel momento sarà Lui a darci parola e sapienza. Nella mia esperienza, gli esempi più belli sono quelli che vedo nella mia famiglia, nei capi scout, negli amici: proprio quando vivono momenti difficili, danno testimonianze credibili, forti, che edificano. La forza delle testimonianze Dovremmo imparare a valorizzare di più le testimonianze. Un discorso teorico si dimentica; una storia vera rimane. La testimonianza mostra concretamente cosa significa affidarsi al Signore. È la parola più efficace. Terza pista: la perseveranza Infine Gesù dice: “Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita.” La perseveranza è necessaria perché le situazioni difficili spesso durano. C’è bisogno di resistere, di non abbandonare la fiducia. Penso anche alla lettera di san Paolo. Paolo ricorda di aver lavorato duramente, mentre alcuni vivono in modo disordinato, si disperdono. Lui invita a un lavoro semplice, tranquillo, quotidiano: anche chi è in pensione ha un compito, piccolo ma fedele. Questa perseveranza quotidiana nutre la fiducia che è il cuore della nostra resistenza. Costruire contesti che aiutano la speranza I contesti difficili non mancheranno. Per questo dobbiamo creare contesti buoni in cui sostenere la fede e la speranza: le nostre famiglie, la comunità, il gruppo scout, un gruppo di amici che si ritrova per pregare e leggere la Parola di Dio. So bene quanto io stesso abbia bisogno di tornare a casa, di trovare i miei fratelli, di avere il tempo della preghiera al mattino. Senza questi contesti, mi perdo. Non possiamo affrontare da soli le tempeste della vita: abbiamo bisogno di aiutarci a vicenda a crescere nella fiducia, nel volersi bene, nella speranza. Conclusione del cammino Oggi il Vangelo mi dice che i contesti cambiano, anche in modo drammatico, ma in ogni situazione sono chiamato a: non lasciarmi ingannare, dare testimonianza, perseverare. Ringrazio il Signore per questa parola e rinnovo la mia fiducia e il mio affidamento a Lui.

Sottolineiamo il contesto in cui Gesù le pronuncia. Si parla del Tempio, della sua bellezza, del recente restauro fatto da Erode. Penso spesso a quanto sarebbe bello un giorno poter andare insieme in pellegrinaggio a vedere ciò che ne resta. Ed è proprio davanti a questa meraviglia che Gesù sorprende tutti: “Non sarà lasciata pietra su pietra”. Dice questo mentre attorno c’è prosperità, tranquillità, un clima quasi di pace. Ma tutto cambierà. E i discepoli, come noi, chiedono: Quando avverrà? Quali saranno i segni? Aiutaci a capire. Gesù allora elenca cambiamenti ancora più radicali: guerre, rivoluzioni, nazioni contro nazioni, terremoti, pestilenze, persecuzioni, addirittura odio in famiglia. Mi colpisce la forza di questo elenco: è chiaro che i contesti cambiano, e spesso in modo drammatico. Il cambiamento non per terrorizzare, ma per preparare A prima vista queste parole potrebbero sembrare dette per spaventare, ma non è così. Gesù, invece, sta preparando i discepoli al cambiamento, soprattutto ai momenti difficili. Mi vengono in mente le parole dei due scout in sagrestia: “Non esiste il buon o cattivo tempo, ma solo buon o cattivo equipaggiamento”. Se sono equipaggiato, posso affrontare anche la pioggia più forte. Così Gesù vuole che anche noi siamo equipaggiati per affrontare i cambiamenti della vita. E penso agli anziani: quanti contesti diversi, quanti dolori, lutti, fallimenti, trasferimenti, separazioni si attraversano in una vita! Eppure, in tutto questo, il Vangelo ci chiede: Come possiamo rispondere da discepoli? Gesù ci indica tre strade. Prima pista: non lasciarsi ingannare e non avere paura La prima indicazione è chiara: “Non vi ingannate, non vi terrorizzate”. Gesù sa che nei momenti difficili può emergere chi vuole sostituirsi a Lui, chi si propone come salvatore approfittando delle nostre fragilità. Ma la sua risposta è semplice e forte: “Non abbiate paura. Io ci sono.” I contesti cambiano, ma Lui rimane. In questa Giornata mondiale dei poveri risuona il titolo tratto dal Salmo 71: “Sei tu, mio Signore, la mia speranza.” I poveri ce lo mostrano concretamente: confidano solo in Lui. Anche noi siamo poveri e abbiamo bisogno di questa fiducia. Sentirsi poveri ed equipaggiati solo dal Signore Nelle situazioni in cui ci sentiamo senza mezzi, senza “poncho” e “scarponi”, proprio lì siamo chiamati a sperare nel Signore. Lui è la nostra ancora, la nostra unica speranza. Non altre. Seconda pista: trasformare ogni situazione in testimonianza La seconda parola del Vangelo è altrettanto sorprendente: ogni situazione, anche la più difficile, è un’occasione di testimonianza. Ciò che vivo con fiducia e affidamento diventa testimonianza. E Gesù aggiunge qualcosa di liberante: “Non preparate il discorso”. Non servono appunti, non serve costruire una difesa. In quel momento sarà Lui a darci parola e sapienza. Nella mia esperienza, gli esempi più belli sono quelli che vedo nella mia famiglia, nei capi scout, negli amici: proprio quando vivono momenti difficili, danno testimonianze credibili, forti, che edificano. La forza delle testimonianze Dovremmo imparare a valorizzare di più le testimonianze. Un discorso teorico si dimentica; una storia vera rimane. La testimonianza mostra concretamente cosa significa affidarsi al Signore. È la parola più efficace. Terza pista: la perseveranza Infine Gesù dice: “Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita.” La perseveranza è necessaria perché le situazioni difficili spesso durano. C’è bisogno di resistere, di non abbandonare la fiducia. Penso anche alla lettera di san Paolo. Paolo ricorda di aver lavorato duramente, mentre alcuni vivono in modo disordinato, si disperdono. Lui invita a un lavoro...

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That Hoarder: Overcome Compulsive Hoarding That Hoarder Hoarding disorder is stigmatised and people who hoard feel vast amounts of shame. This podcast began life as an audio diary, an anonymous outlet for somebody with this weird condition. That Hoarder speaks about her experiences living with compulsive hoarding, she interviews therapists, academics, researchers, children of hoarders, professional organisers and influencers, and she shares insight and tips for others with the problem. Listened to by people who hoard as well as those who love them and those who work with them, Overcome Compulsive Hoarding with That Hoarder aims to shatter the stigma, share the truth and speak openly and honestly to improve lives. The Small Business Startup School – Business Notes | Financial Literacy | Retail Psychology – For Professionals & Entrepreneurs The Small Business Startup School Inc. Starting or buying a small business? While personal circumstances may vary, business patterns remain timeless. On The Small Business Startup School, we explore strategies, insights, and practical solutions to help entrepreneurs confidently navigate their journey.Hosted by Ola Williams—a retail entrepreneur, fintech founder, and financial coach with over two decades of experience—this podcast marries financial awareness and retail psychology with optimism to deliver actionable takeaways.Join us to learn, grow, and connect as we uncover the keys to business success.Let’s continue to learn together and be encouraged to keep on connecting! DIOSA. Carolina Sanper This podcast is a sacred space created by Carolina Sanper where you connect with your inner wisdom and embody your magnetic feminine power.It is the realization that the mystical realm is where you plant the seeds of your desired reality.It is a portal to your true essence: awareness, presence, and receiving with ease. Welcome home, DIOSA. 🖤 XXX Tech by SOVRYN Dr. Brian Sovryn The crossroads between technology, sensuality, and metaphysics - and the longest running anarchist podcast in the world! Brought to you by Dr. Brian Sovryn.

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This episode was published on November 16, 2025.

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