EPISODE · Sep 13, 2026 · 19 MIN
Paolo Antonio D'Andrea "La profondità del cinema"
from il posto delle parole · host livio partiti
Paolo Antonio D'Andrea"La profondità del cinema"Piccola guida per immergersi nei filmediciclo editorewww.ediciclo.itC'è un viaggio che non richiede di muoversi di un centimetro, eppure può portarci più lontano di qualsiasi altro spostamento fisico. È il viaggio del cinema, ed è il tema al centro di La profondità del cinema, il nuovo libro di Paolo Antonio D'Andrea pubblicato da Ediciclo Editore all'interno della collana "Piccola filosofia di viaggio" — il primo titolo della serie dedicato interamente al grande schermo.D'Andrea parte da un'immagine semplice e potente: lo spettatore come "viaggiatore immobile". Come scrive l'autore, "il corpo non va da nessuna parte. Eppure, nessun altro dispositivo ha prodotto un'esperienza di viaggio altrettanto potente." Il cinema, in questa prospettiva, non è evasione ma immersione: più ci si addentra in un film, più si scende in profondità dentro se stessi.Per raccontare questa discesa, l'autore costruisce un'allegoria efficace, quella del palombaro: la profondità della sua immersione diventa la misura dell'esplorazione interiore che il cinema può offrire. Un'idea che il libro sviluppa attraversando tre autori molto diversi tra loro. John Ford rappresenta la discesa più superficiale, quella legata allo spazio esterno e all'epica del western. Josef von Sternberg introduce il tema dell'artificio e del desiderio come pura immagine. David Lynch, infine, segna il punto di massima profondità, dove paesaggio e inconscio finiscono per coincidere.Non è però soltanto un saggio di teoria del cinema. D'Andrea intreccia la riflessione critica con la memoria autobiografica, come nell'episodio, raccontato nel libro, legato a Il grande silenzio di Sergio Corbucci: le distese innevate del film, che da bambino l'autore credeva ambientate in Alaska, si rivelano poi essere le Dolomiti — Cortina, Auronzo di Cadore, Misurina. Un piccolo aneddoto che diventa esempio perfetto di come il cinema sappia trasformare una geografia inventata in un luogo interiore, vissuto come reale.Paolo Antonio D'Andrea lavora dal 2016 nella formazione cinematografica: è responsabile didattico di Cinemazero a Pordenone, dirige il festival FMK e insegna storia e semiologia del cinema all'Università di Trieste. La sua competenza da educatore si sente in tutto il libro, capace di restare rigoroso senza mai perdere la leggerezza e il piacere del racconto.La profondità del cinema è, in fondo, un invito a guardare i film in un altro modo: non per sapere dove ci portano le storie, ma per scoprire fin dove siamo disposti a scendere dentro noi stessi.Paolo Antonio D'Andrea si occupa dal 2016 di formazione e organizzazione di eventi in ambito cinematografico. Per Cinemazero di Pordenone cura l'offerta didattica e le iniziative dedicate ai classici, dirige il festival di cortometraggi FMK, coordina le attività del progetto Cinemazero Young Club e il team di traduzione audiovisiva del Pordenone Docs Fest e si occupa, da responsabile, dell'organizzazione della storica FilmFair delle Giornate del Cinema Muto. Dal 2018 al 2021 è stato cultore della materia (Storia e Semiologia del Cinema) presso l'Università di Trieste. Docente e saggista, la sua attività di ricerca si concentra sulla storia, il linguaggio e la critica del cinema.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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