EPISODE · Mar 30, 2026 · 9 MIN
Per rivedere le nostre idee su cosa significa “fare bene”, il Vangelo non loda chi calcola, ma chi ama senza misura. Lunedì santo 30-03-26
from Santi: dalla tribolazione alla vittoria · host Stefano Savoia
Oggi abbiamo la bellezza di come la liturgia ci faccia entrare anche in un conto alla rovescia. Avete notato nel Vangelo: sei giorni prima della Pasqua. È un conto alla rovescia. Di solito il conto alla rovescia si fa perché c'è un evento che diventa il centro. E questo brano del Vangelo fa parte di quel centro. Provo a spiegarmi. Il dire “ meno 6” di quel giorno lì continua ad essere elemento essenziale della Pasqua. Cioè a farne parte, per dirlo in un modo diverso, se vivi questo stai anticipando la Pasqua. Ma che cos'è sta cosa così importante? La preparazione alla Pasqua di Gesù diventa preparazione alla Pasqua nostra, della nostra vita. La Chiesa ogni volta che celebra la Pasqua di Gesù celebra la propria Pasqua. Chiamata a vivere un passaggio trasformante. E si vede subito come c'è una spaccatura tra chi di questa Pasqua fa il motivo e il senso della propria vita, e qui vediamo evidentemente Maria, la sorella di Lazzaro, che è pronta a mettere in gioco se stessa con i propri beni e la propria faccia. Dire che quest'olio costava circa 300 denari, cosa vuol dire? È lo stipendio di un anno circa, tanta roba. Un anno di lavoro, lì. E la propria faccia tutta la vita. Perché da quel momento in poi ti possono giudicare per quello che hai fatto. E mi sembra che di giudizi dilapidanti ce ne siano tanti in giro. Per cui forse possiamo capire di chi stiamo parlando. Ma la sua scelta è chiaro che parte proprio dal fatto che c'è un'attenzione decisa verso Gesù. Un servizio deciso verso Gesù, e verso la missione di Gesù di cui si fa lei stessa ministra. Tant'è che Gesù stesso ne dà anche un'interpretazione davanti all'altra parte che adesso vedremo. Perché lei fa un gesto vero, buono, genuino. Veramente, come dice il Cantico dei Cantici, profumo olezzante è il tuo nome. D'altronde chi ha sentito l'odore del nardo penso che capisca di che stiamo parlando. Perché ha un'intensità, quel profumo che... Ma questo è il tuo nome, dice il Cantico, che vuol dire che c'è la persona verso la quale si dedica la vita. Un amore di tutta la vita. Ma almeno vorrei dare una pennellata riguardo all'altra parte. Diciamo che Giuda Iscariota è la punta di diamante. Ma forse non era l'unico che è iniziato a pensare nel suo cuore che non andava fatto così. Non era giusto fare così. Poi Giovanni specifica che era ladro e prendeva quello che mettevano nella cassa. Ma è evidente. C'è un giudizio. Che cosa fa il giudizio dentro il cuore dell'uomo? Ruba. Guardate, se c'è un giudizio denigrante verso qualcuno, il tuo cuore verso questa persona è derubato. Il tuo cuore è depauperato. Perché nel momento in cui sente questo verso quella persona, la elimina. Guardate che è messo anche in un modo diverso, perché è lo stesso giudizio che hanno, e la fine del Vangelo lo fa vedere in un modo chiaro, i capi dei sacerdoti quando decidono di uccidere non solo Gesù ma anche Lazzaro. Perché molti credevano attraverso questa risurrezione, questa vita nuova di Lazzaro, credevano in Gesù e quindi erano un problema. Beh, uccidiamo anche Lazzaro. E c'è un certo modo di fare, no? Siccome sei amico del mio nemico, sei mio nemico, punto. Ma anche questo mi sembra di vederlo non soltanto nei telegiornali, ma nella storia che stiamo vivendo per tante persone. Però mi piace concludere con questa attenzione. Cos'è questo gesto di Maria che ancora è presente nella vita dell'umanità? Perché forse non si esaurisce nella bellezza della Chiesa che viva la sua vocazione, ma di una umanità che senta un senso profondo nell'amare ed effondere la propria vita, diventare con tutte le tue capacità e possibilità un segno d'amore. Dovrebbe essere proprio della Chiesa, ma in realtà è proprio di chiunque sente che la vita si possa effondere, perché quello che compie Maria in realtà non è altro che la risposta a quello che Gesù è con la propria vita verso ogni uomo. È un dono d'amore che effonde vita. Se così ascolteremo la Sua parola, se così vivremo la liturgia, se così sentiremo l'Eucaristia, se così rielaboreremo tutto l'annuncio cristiano, la Pasqua farà parte costitutiva della nostra vita, tanto da cambiarci nel modo di pensare, parlare e agire. Questa è la conversione a cui le tenebre sono chiamate per diventare luce. Ricordo le parole del Salmo 138 (139), per te la notte è chiara come il giorno, per te le tenebre sono come luce. Questo è il mistero di un amore che non si ferma neanche davanti al tradimento, ma effonde se stesso. Questo è il mistero della Pasqua a cui il Signore ci sta chiamando.
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Per rivedere le nostre idee su cosa significa “fare bene”, il Vangelo non loda chi calcola, ma chi ama senza misura. Lunedì santo 30-03-26
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