EPISODE · Jan 23, 2026 · 5 MIN
“Perché stessero con lui e per mandarli”. Cuore della vita cristiana: è andare senza smettere di stare. - Venerdì 23-1-26
from Santi: dalla tribolazione alla vittoria · host Stefano Savoia
La bellezza della parola di Dio c'è sempre, ma a certi giorni credo che se riusciamo a incontrare lui, la sintonia con quello che dice, sentiamo che è di una bellezza particolare. Quando Gesù fa questo gesto, Marco lo descrive un po' come il Mosè che sale sul monte, che parla con Dio e quindi scende con le tavole della legge, qui Gesù sta in preghiera e quando scende dopo questa preghiera, questo stare sul monte con Dio, letteralmente dice «fece i dodici», «li fece». «Ne costituì», ma il verbo poi è il verbo fare, «poieo» in greco, «fece i dodici», che sapete è un numero simbolico, le dodici tribù di Israele, cioè costituisce quello che è veramente il popolo. Questo ci dovrebbe anche aiutare a comprendere qual è il popolo di Israele? Per Gesù è qui il popolo di Israele, qui in mezzo c'è anche un pubblicano, c'è un traditore, in realtà poi tutti e dodici scappano. Ma c'è una chiamata che costituisce, che crea, è creativa. Siamo chiamati né perché siamo bravi, buoni, belli, né capaci. Questo ce lo possiamo tranquillamente dire, così forse smettiamo di fare i confronti, perché i confronti nascono da questo, che uno si sente più o meno, considera l'altro me. Butta via i confronti che non servono a niente. Se scopri che c'è una bellezza intrinseca per il fatto che Dio ti chiama, scopri che il tuo nome è meraviglioso, perché è come se potessi vedere le labbra di Dio che lo pronunciano. E credo che questo ci possa ridare anche una gioia ancora più profonda riguardo al dono che ciascuno di noi può vivere nell'essere chiamati da Dio. Cioè, stare con lui è per mandarli a evangelizzare e a schiacciare i demoni. La relazione con Dio: come fa uno a stare e ad andare? Sembra una contraddizione. Perché stessero con lui è per mandarli. Uno potrebbe dire, Signore, sto o vado? E che andando scoprirai che devi stare. Ma non solo trovarti il tempo tutti i giorni. Quello è fisiologico e serve, ma che il tuo andare, il tuo essere mandato ti fa capire che il tuo cuore deve continuare a stare in relazione con il Signore. Altrimenti vai in nome tuo, vai a fare le cose tue e lì facciamo i nostri disastri. Allora, vorrei oggi soffermarmi su questo perché? Perché ciascuno possa ripensare al dono di essere stato chiamato a stare con il Signore. Per stare veramente con il Signore si tratterà di fare quello che lui fa. Perché non devi fare la bella statuina o la chioccia. Prova a scoprire che cosa significa stare con il Signore anche nell'andare nella vita, nel tuo cammino della vita, a sentire come la comunione con il Signore ti stabilisce in nuove relazioni, in un modo di essere. Così non fai né il tuo regno né i tuoi potentati perché non ti interessa. Ti interessa il regno di Dio, ti interessa che Dio con il suo amore regni. E questo diventerà fonte di pace. Ve lo do soltanto, se volete, come chiave di lettura per la prima lettura. Davide non voleva il suo regno, era stato già unto re di Israele e Saul, sappiamo tutta la storia, ma lui non stende la mano sul consacrato del Signore, non si fa giustizia. Poteva farlo, era stato unto re, no. Lui lascia che il Signore faccia. Infatti il Signore sia giudice tra me e te. Provate a dirlo ogni volta che vi viene da fare i cortocircuiti, i combattimenti faccia a faccia, il Signore è giudice tra me e te. Quindi guardate come continua la parola che Dio ci dice ad essere luce sul nostro cammino per stare con lui e anche per camminare.
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“Perché stessero con lui e per mandarli”. Cuore della vita cristiana: è andare senza smettere di stare. - Venerdì 23-1-26
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