EPISODE · Jan 24, 2026 · 3 MIN
Permesso di soggiorno per cure mediche e conversione per lavoro
from Diritto dell'Immigrazione · host Avv. Fabio Loscerbo
Permesso di soggiorno per cure mediche e conversione per lavoro: il TAR Liguria smentisce le Questure (sentenza numero 58 del 20 gennaio 2026) Buongiorno, sono l’Avvocato Fabio Loscerbo.Questo è un nuovo episodio del podcast Diritto dell’Immigrazione. Oggi parliamo di una decisione di grande rilievo pratico per chi si occupa di permessi di soggiorno e, in particolare, di conversioni in ambito lavorativo. Mi riferisco alla sentenza numero 58 del 2026, pubblicata il 20 gennaio 2026, con cui il Tribunale Amministrativo Regionale per la Liguria ha annullato un provvedimento della Questura di Genova che aveva archiviato come irricevibile una domanda di conversione del permesso di soggiorno per cure mediche in permesso per lavoro subordinato. Il caso è emblematico. Lo straniero aveva presentato la domanda di permesso per cure mediche prima dell’entrata in vigore del cosiddetto decreto Cutro, aveva poi ottenuto un contratto di lavoro a tempo indeterminato e aveva chiesto la conversione del titolo. La Questura aveva però negato l’accesso alla conversione, sostenendo che, dopo la riforma del 2023, il permesso per cure mediche non rientrasse più tra quelli convertibili. Il TAR ha ribaltato questa impostazione, richiamando in modo chiaro la disciplina transitoria prevista dall’articolo 7 del decreto-legge 20 del 2023. Secondo il Tribunale, ciò che conta non è la data della domanda di conversione, ma la data di presentazione dell’istanza originaria di rilascio del permesso per cure mediche. Se quella istanza è anteriore all’entrata in vigore della riforma, continua ad applicarsi la disciplina previgente, che consentiva la conversione per motivi di lavoro. Si tratta di un passaggio fondamentale, perché tutela l’affidamento dello straniero e impedisce che ritardi amministrativi o interpretazioni restrittive delle Questure producano effetti irragionevoli e penalizzanti. La sentenza chiarisce anche un altro punto spesso utilizzato in senso ostativo dall’Amministrazione: la presunta tardività della domanda di conversione. Il TAR ribadisce che la domanda di rinnovo o di conversione del permesso di soggiorno non è soggetta a un termine decadenziale, richiamando un orientamento giurisprudenziale ormai consolidato. Anche su questo aspetto, quindi, viene smentita una prassi amministrativa che continua a produrre rigetti e archiviazioni illegittime. Questa decisione si inserisce in un filone giurisprudenziale ormai chiaro, che riafferma il valore della disciplina transitoria e ridimensiona il ruolo delle circolari interne rispetto alla legge e ai principi di irretroattività e certezza del diritto. È una pronuncia che offre argomenti solidi per i ricorsi e che conferma, ancora una volta, come il giudice amministrativo stia svolgendo una funzione di riequilibrio rispetto a interpretazioni eccessivamente restrittive dell’Amministrazione. Per approfondire questi temi puoi leggere i miei articoli sui blog, ascoltare gli altri episodi del podcast Diritto dell’Immigrazione oppure seguirmi sui miei canali YouTube e TikTok.Questo episodio include contenuti generati dall’IA.
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