EPISODE · Jul 24, 2026 · 4 MIN
Perugini: oggi un ottico deve saper comunicare al consumatore
from b2eyes today
Il premio che il professionista lombardo riceverà a metà novembre nell'ambito del Maestro Ottico celebra oltre sessant'anni di attività, caratterizzata da aggiornamento continuo, innovazione e attenzione alla relazione con il clienteIl prossimo 15 novembre a Franco Perugini (nelle foto, all'interno del suo centro ottico di Lissone, in provincia di Monza Brianza) andrà il nuovo riconoscimento istituito dagli organizzatori del Maestro Ottico per i professionisti che abbiano alle spalle almeno sessant'anni di attività dall'abilitazione in ottica. Il premio, rappresentato da una statuetta di Atlante che sorregge il mondo, si aggiunge a una serie di attestati già ottenuti: nel 2006 gli era stato conferito a Firenze il diploma di Maestro Ottico per i quarant'anni di professione, mentre nel 2016 aveva ricevuto sia la targa d'eccellenza, nell’ambito dello stesso evento, per il mezzo secolo di lavoro, sia il Salvino d'Argento come pioniere dell'optometria da parte di Federottica. «Non ho ancora deciso come festeggiare questo nuovo premio - racconta Perugini a b2eyes TODAY - Alcuni amici mi stanno incoraggiando a organizzare un momento aperto alla cittadinanza: dieci anni fa il sindaco mi scrisse una lettera nella quale riconosceva il ruolo sociale svolto dal nostro centro ottico e mi farebbe piacere condividere anche l'attuale riconoscimento con la comunità».L’insegna, oggi Gioielleria Ottica Sirtori, nasce a Lissone intorno alla metà degli anni Trenta del secolo scorso proprio come gioielleria, seguendo una tradizione familiare che aveva già portato all'apertura di altri punti vendita, a Cernusco sul Naviglio e a Gorgonzola, sempre nei pressi di Milano: il negozio di piazza Libertà viene infatti inaugurato circa novant’anni fa dalla madre di Perugini, Bice Sirtori. L'ottica entra nel 1966 grazie a Franco, che, dopo aver studiato dai Rosminiani a Stresa, sponda piemontese del Lago Maggiore, e aver cominciato il liceo classico a Domodossola, su suggerimento della madre passa al Galileo Galilei di Milano, allora in Porta Ticinese, si diploma nel ‘64 e inizia a lavorare accanto a Bice. «Pensavo di sapere tutto, ma appena entrato in negozio mi accorsi che non era così - ricordava sorridendo al nostro quotidiano in un’intervista del 2016 - Da allora non ho più smesso di studiare».Negli anni Settanta partecipa a Milano ai primi incontri dedicati all'optometria, prosegue la formazione a Vinci, dove ha l’opportunità di conoscere figure come Vasco Ronchi e Sergio Villani, e nel 1988, a 45 anni, consegue la laurea in Sociologia della comunicazione all'Università di Urbino. «Continuo ancora adesso a studiare, è un po’ come ricominciare sempre da capo per quanto riguarda l’optometria: seguo soprattutto webinar, nonostante stia cambiando lo stile di questo tipo di aggiornamento, spesso incentrato sulla app e sull’intelligenza artificiale - dice oggi Franco - La parte commerciale dell’attività e della vendita è gestita da mia moglie Bruna (nella foto, in basso a sinistra), che è ottica, coadiuvata da nostra figlia Beatrice, dalla commessa Rosella e saltuariamente da mia sorella Mariantilia, anche lei ottica».
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