EPISODE · May 28, 2026 · 5 MIN
Piazza del Nettuno-Ita
from Piazze di Bologna · host ASPPI
PIAZZA DEL NETTUNO Nel cuore pulsante di Bologna, a pochi passi da Piazza Maggiore, si apre Piazza del Nettuno, uno degli spazi urbani più significativi della città per valenza artistica, politica e simbolica. La piazza prende il nome dalla monumentale Fontana del Nettuno, che i bolognesi chiamano familiarmente il Gigante, realizzata tra il 1563 e il 1566 dallo scultore fiammingo Jean de Boulogne, detto Giambologna, su progetto dell’architetto Tommaso Laureti. Fin dalla sua origine, questo spazio fu concepito come manifestazione visibile del potere papale, all’interno di un contesto cittadino che aveva conosciuto nei secoli una forte tradizione comunale. La Fontana del Nettuno commissionata dal cardinale legato Pier Donato Cesi per celebrare il controllo della Chiesa su Bologna, dopo la sua definitiva incorporazione nello Stato Pontificio, rendendola così, non solo un capolavoro della scultura manierista ma anche un oggetto politico. Il dio marino, che domina la composizione con un gesto ampio della mano, simboleggia il potere ordinatore del pontefice che, come Nettuno sulle acque, governa le città italiane. Ai piedi del Nettuno ci sono quattro putti, che rappresentano rispettivamente i fiumi Gange, Nilo, Rio delle Amazzoni e Danubio, ovvero i corsi d’acqua dei continenti allora conosciuti. Le sirene e figure femminili alla base della fontana, che spruzzano acqua dai seni furono all’epoca considerate uno spettacolo scandaloso! Ma Giambologna le difese: quelle sirene rappresentano l’abbondanza, la fertilità, la vita che scorre con l’acqua e alludono al benessere che il governo pontificio prometteva di garantire. Un altro gioco di prospettiva è creato dalla mano sinistra della statua Giambologna dovette, per espressa richiesta del papa, modellare la statua del Nettuno con un apparato genitale di dimensioni contenute. Tuttavia, l’artista avrebbe poi inserito un espediente visivo nascosto: osservando la statua da un preciso punto (“la pietra nera o della vergogna”), il pollice teso della mano sinistra crea l’illusione ottica di un organo genitale maschile in erezione. Questo dettaglio, forse volutamente ironico, testimonia l’ingegno e la sottile critica di Giambologna all’autorità ecclesiastica, inserendo un elemento di ambiguità e complessità simbolica nell’opera. Secondo la tradizione, calpestare “la pietra nera o della vergogna” porterebbe fortuna, soprattutto agli studenti in attesa degli esami e per questo da loro chiamato “punto della fortuna”. Nel 1926 il tridente del Nettuno venne preso come simbolo dalla neonata azienda di automobili bolognese Maserati per il suo famosissimo logo. La piazza collega Piazza Maggiore con via dell’Indipendenza, diventando così uno snodo cruciale tra la Bologna medievale e quella ottocentesca post-unitaria. Sul lato occidentale della piazza si erge il Palazzo del Podestà, mentre su quello settentrionale si trova il Palazzo di Re Enzo, a testimonianza dell’antico cuore del potere civile cittadino. La posizione della fontana, leggermente decentrata, fu studiata per permettere ai visitatori in arrivo da via Ugo Bassi di vederla già da lontano, enfatizzandone l’impatto visivo. Nel corso dei secoli, Piazza del Nettuno ha svolto funzioni molteplici: luogo di feste pubbliche, comizi, manifestazioni politiche e celebrazioni religiose. Durante il periodo fascista, il portico del Pavaglione e la piazza furono utilizzati per le adunate e i proclami del regime. Dopo la Seconda guerra mondiale, essa divenne spazio privilegiato della memoria civile: nella Sala d’Ercole della Biblioteca Salaborsa (che si affaccia sulla piazza) è custodita una lapide in onore dei caduti partigiani bolognesi. Oggi Piazza del Nettuno è teatro di iniziative culturali, eventi musicali e incontri pubblici. Uno degli elementi più significativi della piazza è la Biblioteca Salaborsa, inaugurata nel 2001 all’interno del Palazzo d’Accursio, simbolo della rinascita culturale di Bologna nel XXI secolo. Al suo interno, visibili attraverso un pavimento in vetro, si trovano i resti dell’antico insediamento romano di Bononia, conferendo a questo spazio una profondità storica che collega il presente urbano alla stratificazione millenaria della città. Piazza del Nettuno è molto più di una piazza ornamentale: è uno spazio vivo, dove si intrecciano arte, potere, storia e comunità. In essa si riflette l’identità di Bologna, città che ha saputo conservare le tracce del proprio passato senza rinunciare a una vocazione di apertura, partecipazione e innovazione. Attraverso le forme della scultura manierista, le geometrie della piazza, e le pratiche sociali che la abitano, Piazza del Nettuno continua a essere una lente attraverso cui leggere la coscienza civica e il senso collettivo della città felsinea.
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