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EPISODE · May 28, 2026 · 6 MIN

Piazza Maggiore-Ita

from Piazze di Bologna · host ASPPI

PIAZZA MAGGIORE Nel cuore di Bologna si apre Piazza Maggiore, uno degli spazi urbani più iconici e carichi di significato dell’Italia medievale e moderna: fin dalla sua nascita, dal XIII secolo in poi, è stata il palcoscenico privilegiato della vita politica, religiosa e sociale della città.  Nasce ufficialmente all’inizio del Duecento, quando il Comune di Bologna decise di dotarsi di uno spazio pubblico per rappresentare il potere civile e rispondere alle esigenze della crescente vita urbana. Furono espropriati e demoliti numerosi edifici e torri liberando una zona urbanisticamente definita da strade di epoca romana. La prima, est-ovest, si trovava in corrispondenza dell’attuale facciata di San Petronio e proseguiva verso una delle porte della città; la nord-sud si sviluppava lungo Via dell’Archiginnasio e il Palazzo dei Banchi; la terza passava in corrispondenza del Palazzo Comunale, e la quarta una via ora sotto al Palazzo del Podestà e che termina alla Fontana del Nettuno. Fu la prima piazza in una città che all’epoca non ne aveva altre, e che poteva contenere l’intera popolazione di Bologna, che nel 1200 contava 50000 abitanti. Contemporaneamente si costruì il Palazzo del Podestà̀, quasi ultimato nel 1208 con funzione amministrativa e commerciale. Sotto ad esso si apriva un incrocio di strade coperte che rappresentava il nuovo punto focale della città. Tuttavia, venne presto chiamato “vecchio” poiché vicino si costruì un nuovo palazzo in cui visse in prigionia per più di 20 anni il figlio di Federico II di Svevia, Enzo, e per questo chiamato il palazzo di Re Enzo. Del primo palazzo ora non rimane che la torre campanaria, detta dell’Arengo, che già nel 1212 convocava i cittadini all’assemblea. sotto il Voltone del Podestà, che collega Piazza Maggiore a Piazza Re Enzo, si nasconde una curiosità affascinante: se due persone si posizionano agli angoli opposti della volta e sussurrano rivolti alla parete, riescono a sentirsi perfettamente, grazie a un particolare effetto di riflessione acustica. Secondo la tradizione, questo fenomeno veniva sfruttato dai frati per ascoltare le confessioni dei malati contagiosi senza rischiare il contagio. Palazzo D'Accursio, oggi Palazzo Comunale, venne costruito nel 1287 e successivamente ingrandito e restaurato. La sezione di sinistra è la più antica: fu la residenza della famiglia Accursio nel XII e XIII secolo e, a partire dal 1336, ospitò la magistratura degli Anziani, i rappresentanti del governo cittadino. L'innalzamento dell'attuale torre dell'orologio risale alla seconda metà del Quattrocento, quando Nicolò dell'Arca realizzò anche la Madonna con Bambino in terracotta sulla facciata. Il secondo nucleo, a destra e in stile gotico, presenta otto finestre dei primi del Quattrocento, opera di Fioravante Fioravanti. Nel Cinquecento, il perugino Galeazzo Alessi aggiunse una grande finestra e progettò un sontuoso ingresso trionfale. Sopra di esso venne posta la statua, scolpita da Alessandro Menganti, di papa Gregorio XIII, al secolo Ugo Boncompagni, bolognese di nascita e celebre per aver riformato il calendario nel 1582.  Nel 1796, per salvare la statua di Gregorio XIII dalla furia distruttiva delle truppe napoleoniche, i bolognesi la camuffarono da San Petronio, santo patrono di Bologna, salvando così la scultura, che fu nuovamente trasformata alla fine del secolo. Una lapide in marmo sul Palazzo Comunale riporta le antiche unità di misura utilizzate a Bologna, esposte pubblicamente in modo che tutti potessero verificarle, essendo questa la piazza dove si tenne il più grande mercato della città fino al 1877. Sopra la lapide si trovano due aquile di terracotta copie di originali, distrutte in una rivolta popolare del 1511. Secondo la tradizione uno dei due originali fu opera di Michelangelo durante uno dei suoi due soggiorni bolognesi. Il palazzo ospitò i Legati papali dal XVI al XIX secolo. Ora è sede del Comune e all’interno hanno sede le Collezioni Comunali d’Arte di Bologna ed il Museo Morandi. La Basilica di San Petronio, nata per essere la chiesa civica più grande d’Europa, iniziò ad essere costruita nel 1390, su progetto di Antonio di Vincenzo, ma nel XVII secolo fu bloccato il progetto di ampliamento: papa Pio IV fece costruire l’adiacente Collegio dei Gesuiti per impedire l’espansione dell’edificio. L’attuale facciata, per metà rivestita di marmo e per metà in mattoni, racconta questo scontro tra potere civile e religioso. Il Palazzo dei Notai, realizzato tra il 1384 e il 1422 dalla "Società dei Notai" come propria sede, è stato progettato da Antonio di Vincenzo. Sulla facciata, si trova lo stemma con tre calamai con piume di oca, il loro simbolo. L'edificio fu ristrutturato nel 1908 da Alfonso Rubbiani che ne restaurò l'aspetto medioevale. Nel 1500 l'intera area fu ristrutturata per ordine pontificio e furono costruiti l'adiacente Piazza del Nettuno e il Palazzo dell'Archiginnasio.  Jacopo Barozzi, detto il Vignola, nel 1568 chiude il lato est della piazza, nascondendo il quartiere medioevale del Mercato di Mezzo, costruendo il Palazzo dei Banchi e il portico del Pavaglione dove si troveranno i banchi dei cambiavalute, necessari alla vivace vita economica della cosmopolita città universitaria. Nel 1860 la piazza fu intitolata al re Vittorio Emanuele II e solo da Giugno 1945 prese il nome di Piazza Maggiore. La parte centrale della piazza è caratterizzata da una piattaforma pedonale, soprannominata "crescentone", costruita nel 1934. Si tratta di un rettangolo rialzato di 15 cm costruito in granito bianco e rosa. Il nome deriverebbe dal nome della tipica focaccia salata bolognese. La parte centrale della piazza è caratterizzata da una piattaforma pedonale, costruita nel 1934, in granito bianco e rosa. È soprannominato "crescentone" che deriva dal nome della tipica focaccia salata di Bologna. Nel corso dei secoli, Piazza Maggiore ha continuato a essere il centro vitale della città. Qui si tenevano le processioni religiose e le parate civiche, le esecuzioni pubbliche e i giuramenti solenni. In età moderna e contemporanea, la piazza si è adattata ai cambiamenti sociali, restando sempre uno spazio di partecipazione. È stata teatro delle proteste del Risorgimento, delle manifestazioni antifasciste, delle celebrazioni della Resistenza. E ancora oggi ospita concerti, cinema all’aperto, comizi e sit-in.  Piazza Maggiore non è solo uno spazio urbano: è un archivio a cielo aperto della storia di Bologna.

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PIAZZA MAGGIORE Nel cuore di Bologna si apre Piazza Maggiore, uno degli spazi urbani più iconici e carichi di significato dell’Italia medievale e moderna: fin dalla sua nascita, dal XIII secolo in poi, è stata il palcoscenico privilegiato della vita politica, religiosa e sociale della città.  Nasce ufficialmente all’inizio del Duecento, quando il Comune di Bologna decise di dotarsi di uno spazio pubblico per rappresentare il potere civile e rispondere alle esigenze della crescente vita urbana. Furono espropriati e demoliti numerosi edifici e torri liberando una zona urbanisticamente definita da strade di epoca romana. La prima, est-ovest, si trovava in corrispondenza dell’attuale facciata di San Petronio e proseguiva verso una delle porte della città; la nord-sud si sviluppava lungo Via dell’Archiginnasio e il Palazzo dei Banchi; la terza passava in corrispondenza del Palazzo Comunale, e la quarta una via ora sotto al Palazzo del Podestà e che termina alla Fontana del Nettuno. Fu la prima piazza in una città che all’epoca non ne aveva altre, e che poteva contenere l’intera popolazione di Bologna, che nel 1200 contava 50000 abitanti. Contemporaneamente si costruì il Palazzo del Podestà̀, quasi ultimato nel 1208 con funzione amministrativa e commerciale. Sotto ad esso si apriva un incrocio di strade coperte che rappresentava il nuovo punto focale della città. Tuttavia, venne presto chiamato “vecchio” poiché vicino si costruì un nuovo palazzo in cui visse in prigionia per più di 20 anni il figlio di Federico II di Svevia, Enzo, e per questo chiamato il palazzo di Re Enzo. Del primo palazzo ora non rimane che la torre campanaria, detta dell’Arengo, che già nel 1212 convocava i cittadini all’assemblea. sotto il Voltone del Podestà, che collega Piazza Maggiore a Piazza Re Enzo, si nasconde una curiosità affascinante: se due persone si posizionano agli angoli opposti della volta e sussurrano rivolti alla parete, riescono a sentirsi perfettamente, grazie a un particolare effetto di riflessione acustica. Secondo la tradizione, questo fenomeno veniva sfruttato dai frati per ascoltare le confessioni dei malati contagiosi senza rischiare il contagio. Palazzo D'Accursio, oggi Palazzo Comunale, venne costruito nel 1287 e successivamente ingrandito e restaurato. La sezione di sinistra è la più antica: fu la residenza della famiglia Accursio nel XII e XIII secolo e, a partire dal 1336, ospitò la magistratura degli Anziani, i rappresentanti del governo cittadino. L'innalzamento dell'attuale torre dell'orologio risale alla seconda metà del Quattrocento, quando Nicolò dell'Arca realizzò anche la Madonna con Bambino in terracotta sulla facciata. Il secondo nucleo, a destra e in stile gotico, presenta otto finestre dei primi del Quattrocento, opera di Fioravante Fioravanti. Nel Cinquecento, il perugino Galeazzo Alessi aggiunse una grande finestra e progettò un sontuoso ingresso trionfale. Sopra di esso venne posta la statua, scolpita da Alessandro Menganti, di papa Gregorio XIII, al secolo Ugo Boncompagni, bolognese di nascita e celebre per aver riformato il calendario nel 1582.  Nel 1796, per salvare la statua di Gregorio XIII dalla furia distruttiva delle truppe napoleoniche, i bolognesi la camuffarono da San Petronio, santo patrono di Bologna, salvando così la scultura, che fu nuovamente trasformata alla fine del secolo. Una lapide in marmo sul Palazzo Comunale riporta le antiche unità di misura utilizzate a Bologna, esposte pubblicamente in modo che tutti potessero verificarle, essendo questa la piazza dove si tenne il più grande mercato della città fino al 1877. Sopra la lapide si trovano due aquile di terracotta copie di originali, distrutte in una rivolta popolare del 1511. Secondo la tradizione uno dei due originali fu opera di Michelangelo durante uno dei suoi due soggiorni bolognesi. Il palazzo ospitò i Legati papali dal XVI al XIX secolo. Ora è sede del Comune e all’interno hanno sede le Collezioni Comunali d’Arte di...

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This episode was published on May 28, 2026.

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