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EPISODE · Jun 3, 2026 · 4 MIN

Piazza VIII Agosto-ingl.

from The Squares of Bologna · host ASPPI

PIAZZA VIII AGOSTO La piazza si trova nella zona nord-orientale del centro storico di Bologna, nei pressi di Porta Mascarella e lungo l’asse viario che conduce alla Stazione Centrale. È una delle piazze più vaste della città e la sua storia è strettamente intrecciata agli usi collettivi e alla vita sociopolitica di Bologna, in epoca ottocentesca e contemporanea. È circondata da edifici realizzati tra il XIX e il XX secolo, mentre sul lato sud si affaccia il Parco della Montagnola, uno dei giardini pubblici più antichi della città. Secondo gli scavi archeologici, in epoca villanoviana (IX-VII secolo a.C.) nell’area sorgeva un grande complesso di impalcati lignei, forse destinato ad assemblee pubbliche della città etrusca di Felsina. Dopo l’abbandono di queste strutture, nel VII secolo a.C., il sito fu trasformato in necropoli e successivamente destinato ad uso agricolo. Dal Medioevo al XVIII secolo, l’area oggi occupata dalla piazza era un campo aperto usato per fiere, mercati e transito merci. Acquisita dal Comune nel 1219, fu chiamata Piazza del Mercato nel 1251 per il mercato del bestiame. Nel 1390 la Repubblica bolognese vi istituì una fiera franca, libera da tasse (tranne il sale), attiva intorno alla festa di San Petronio. Al centro, una croce segnava il luogo delle messe quotidiane. Nel 1656 papa Alessandro VII vi aggiunse una fiera dei cavalli a maggio, commemorata con una colonna dorica con stemma papale. La piazza fu spianata nel 1662 per facilitare le fiere e già nel Seicento era nota anche come “Campo del Mercato” o “Campo di Marte”, per via delle esercitazioni militari. L’attuale nome della piazza ricorda un momento chiave del Risorgimento: la battaglia dell’8 agosto 1848, durante la Prima Guerra d’Indipendenza, quando una sollevazione popolare di studenti, artigiani, contadini e Guardia Civica riuscì a respingere le truppe austriache, pur con mezzi molto inferiori. I combattimenti più intensi si svolsero proprio nell’area della piazza, casa per casa. La vittoria, celebrata in tutta Italia, fu uno dei primi esempi di insurrezione popolare riuscita contro un esercito imperiale. Nel 1903 il Comune dedicò la piazza all’VIII Agosto, erigendo il monumento del Popolano: una statua bronzea, realizzata da Pasquale Rizzoli, che raffigura un giovane patriota armato, simbolo del popolo in rivolta. Da allora, la piazza è divenuta luogo di comizi, proteste e manifestazioni pubbliche. In questa piazza ha parlato Giuseppe Garibaldi, ci sono state manifestazioni antifasciste, proteste studentesche negli anni Settanta, e continua a essere un luogo centrale per la vita pubblica cittadina. Nel Novecento la piazza è stata più volte modificata per adattarsi ai mutamenti urbani. È diventata sede stabile del mercato settimanale della Piazzola, tra i più grandi e frequentati dell’Italia settentrionale. Il mercato ha origini molto antiche e si tiene ancora oggi ogni venerdì e sabato, con centinaia di bancarelle disposte ordinatamente nella piazza. Oltre alla sua funzione commerciale, Piazza VIII Agosto ospita regolarmente eventi pubblici, comizi, concerti e fiere. Accanto alla Montagnola sorgono i resti della Chiesa di San Giovanni Decollato, un tempo sede di esecuzioni. Sullo stesso terreno fu costruito nel 1821 lo Sferisterio, destinato al gioco del pallone col bracciale, realizzato su progetto di Giuseppe Tubertini, poi chiuso nel 1955 e oggi spazio polifunzionale. Nel 1974, all’angolo con via Indipendenza, una lapide ha ricordato Oreste Biavati, ambulante celebre per l’arguzia e i discorsi monitorati dal regime. Nel 2004, un’altra lapide sullo sferisterio ha omaggiato Laura e Nella, “le due pantere”, venditrici instancabili per 65 anni. Nel 2000 è stato inaugurato un parcheggio sotterraneo alla piazza con 980 posti. Al centro, una torre nera alta 10 metri per l’aerazione è stata soprannominata “la Kaaba” per la somiglianza con l’edificio sacro islamico. PIAZZA VIII AGOSTO in inglese The square is located in the northeastern part of Bologna’s historic centre, near Porta Mascarella and along the road axis leading to the Central Station (Stazione Centrale). It is one of the city’s largest squares, and its history is deeply intertwined with Bologna’s collective life and sociopolitical dynamics, both in the 19th century and today. It is surrounded by buildings constructed between the 19th and 20th centuries, and its southern edge borders the Montagnola Park, one of the oldest public gardens in the city. Archaeological excavations have revealed that, during the Villanovan period (9th–7th century BCE), the area was home to a large wooden structure, likely used for public assemblies in the Etruscan city of Felsina. After its abandonment in the 7th century BCE, the site became a necropolis and was later used for agriculture. In the Middle Ages and up until the 18th century, the area now occupied by the square was largely undeveloped, serving as a field for seasonal fairs, markets, and as a transit hub for goods from the Apennines and the Po Valley. The Municipality of Bologna officially acquired the land in 1219, and in 1251, it named it Piazza del Mercato (Market Square), establishing the livestock market. In 1390, the Bolognese Republic established a fiera franca in the square—an open fair exempt from taxes (except on salt), held around the feast of San Petronio. At its centre stood a cross where Mass was celebrated daily. In 1656, Pope Alexander VII introduced a horse fair in May, commemorated by a Doric column bearing the papal coat of arms. The square was levelled in 1662 to better host fairs, and by the 17th century, it was also known as the “Market Field” or “Field of Mars” due to its use for military drills and parades. The current name of the square recalls a key moment of the Risorgimento: the battle of August 8, 1848, during the First War of Independence, when a popular uprising of students, artisans, farmers, and the Civic Guard managed to repel Austrian troops, despite being vastly outmatched. The fiercest fighting took place right in the area of the present-day square, house by house. Celebrated throughout Italy, the victory became one of the first successful examples of a popular insurrection against an imperial army. In 1903, the city dedicated the square to August 8, erecting the monument of the Popolano: a bronze statue of a young armed patriot, by sculptor Pasquale Rizzoli, symbolising the people’s uprising. Since then, the square has been a site for rallies, protests, and public gatherings. Speeches by Giuseppe Garibaldi, anti-fascist demonstrations, and student protests in the 1970s have all taken place here, and it remains a central space for civic life. In the 20th century, the square underwent various transformations in response to urban development. It became the permanent home of the Piazzola market, one of the largest and most popular in northern Italy. The market, with ancient roots, still takes place every Friday and Saturday, filling the square with hundreds of stalls. Beyond its commercial function, Piazza VIII Agosto regularly hosts public events, rallies, concerts, and fairs. Next to the Montagnola are the remains of the Church of San Giovanni Decollato, once used for executions. On the same site, in 1821, the ball court  (Sferisterio) for the distinctive Italian game of ball with bracelet (pallone col bracciale) was built, designed by Giuseppe Tubertini.It was later closed in 1955 and now used as a multipurpose space. In 1974, a plaque at the corner of Via Indipendenza commemorated Oreste Biavati, a street vendor known for his wit and speeches monitored by the regime. In 2004, another plaque on the sferisterio honoured Laura and Nella, “the two panthers,” tireless vendors for 65 years. In 2000, an underground car park with 980 spaces was opened. At its centre, a 10-meter-high black ventilation tower was nicknamed “the Kaaba” for its resemblance to the Islamic holy site.

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PIAZZA VIII AGOSTO La piazza si trova nella zona nord-orientale del centro storico di Bologna, nei pressi di Porta Mascarella e lungo l’asse viario che conduce alla Stazione Centrale. È una delle piazze più vaste della città e la sua storia è strettamente intrecciata agli usi collettivi e alla vita sociopolitica di Bologna, in epoca ottocentesca e contemporanea. È circondata da edifici realizzati tra il XIX e il XX secolo, mentre sul lato sud si affaccia il Parco della Montagnola, uno dei giardini pubblici più antichi della città. Secondo gli scavi archeologici, in epoca villanoviana (IX-VII secolo a.C.) nell’area sorgeva un grande complesso di impalcati lignei, forse destinato ad assemblee pubbliche della città etrusca di Felsina. Dopo l’abbandono di queste strutture, nel VII secolo a.C., il sito fu trasformato in necropoli e successivamente destinato ad uso agricolo. Dal Medioevo al XVIII secolo, l’area oggi occupata dalla piazza era un campo aperto usato per fiere, mercati e transito merci. Acquisita dal Comune nel 1219, fu chiamata Piazza del Mercato nel 1251 per il mercato del bestiame. Nel 1390 la Repubblica bolognese vi istituì una fiera franca, libera da tasse (tranne il sale), attiva intorno alla festa di San Petronio. Al centro, una croce segnava il luogo delle messe quotidiane. Nel 1656 papa Alessandro VII vi aggiunse una fiera dei cavalli a maggio, commemorata con una colonna dorica con stemma papale. La piazza fu spianata nel 1662 per facilitare le fiere e già nel Seicento era nota anche come “Campo del Mercato” o “Campo di Marte”, per via delle esercitazioni militari. L’attuale nome della piazza ricorda un momento chiave del Risorgimento: la battaglia dell’8 agosto 1848, durante la Prima Guerra d’Indipendenza, quando una sollevazione popolare di studenti, artigiani, contadini e Guardia Civica riuscì a respingere le truppe austriache, pur con mezzi molto inferiori. I combattimenti più intensi si svolsero proprio nell’area della piazza, casa per casa. La vittoria, celebrata in tutta Italia, fu uno dei primi esempi di insurrezione popolare riuscita contro un esercito imperiale. Nel 1903 il Comune dedicò la piazza all’VIII Agosto, erigendo il monumento del Popolano: una statua bronzea, realizzata da Pasquale Rizzoli, che raffigura un giovane patriota armato, simbolo del popolo in rivolta. Da allora, la piazza è divenuta luogo di comizi, proteste e manifestazioni pubbliche. In questa piazza ha parlato Giuseppe Garibaldi, ci sono state manifestazioni antifasciste, proteste studentesche negli anni Settanta, e continua a essere un luogo centrale per la vita pubblica cittadina. Nel Novecento la piazza è stata più volte modificata per adattarsi ai mutamenti urbani. È diventata sede stabile del mercato settimanale della Piazzola, tra i più grandi e frequentati dell’Italia settentrionale. Il mercato ha origini molto antiche e si tiene ancora oggi ogni venerdì e sabato, con centinaia di bancarelle disposte ordinatamente nella piazza. Oltre alla sua funzione commerciale, Piazza VIII Agosto ospita regolarmente eventi pubblici, comizi, concerti e fiere. Accanto alla Montagnola sorgono i resti della Chiesa di San Giovanni Decollato, un tempo sede di esecuzioni. Sullo stesso terreno fu costruito nel 1821 lo Sferisterio, destinato al gioco del pallone col bracciale, realizzato su progetto di Giuseppe Tubertini, poi chiuso nel 1955 e oggi spazio polifunzionale. Nel 1974, all’angolo con via Indipendenza, una lapide ha ricordato Oreste Biavati, ambulante celebre per l’arguzia e i discorsi monitorati dal regime. Nel 2004, un’altra lapide sullo sferisterio ha omaggiato Laura e Nella, “le due pantere”, venditrici instancabili per 65 anni. Nel 2000 è stato inaugurato un parcheggio sotterraneo alla piazza con 980 posti. Al centro, una torre nera alta 10 metri per l’aerazione è stata soprannominata “la Kaaba” per la somiglianza con l’edificio sacro islamico. PIAZZA VIII AGOSTO in inglese The square is...

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