Prime comunioni S. Andrea V Pasqua.m4a episode artwork

EPISODE · May 18, 2025 · 10 MIN

Prime comunioni S. Andrea V Pasqua.m4a

from Il podcast di don Andres Bergamini · host Andres Bergamini

Mentre ascoltavo il Vangelo di Giovanni, mi sono subito fermato su un dettaglio importante: dove si svolge questa scena? Siamo nel Cenacolo. È lì che tutto accade. Il Cenacolo: luogo di gesti indimenticabili Il Cenacolo è un luogo speciale. È lì che, nel capitolo 13 del Vangelo di Giovanni – quello del Giovedì Santo – Gesù lava i piedi ai suoi discepoli. Un gesto potente, di amore profondo e umiltà estrema, compiuto la notte prima della sua morte. Ma non solo: sempre lì Gesù celebra l’Ultima Cena, che oggi riviviamo insieme, specialmente con voi che partecipate per la prima volta in modo diretto. “Prendete e mangiatene tutti”: un dono per ciascuno Quel gesto della Cena è il cuore della nostra Eucaristia. Gesù prende il pane, lo spezza, lo dona, e dice: “Prendete e mangiatene tutti”. Mi colpisce sempre quel tutti. Nessuno è escluso. Anche Giuda, il traditore, era lì, ha partecipato. E oggi, anche voi siete qui per lo stesso motivo: ricevere quel dono. Gesù si dona completamente: “Questo è il mio corpo per voi”. Il calice del sangue: un’alleanza per sempre Poi Gesù prende il calice e ripete: “Prendete e bevetene tutti”. Anche in questo gesto, quel tutti risuona fortissimo. È il calice della nuova ed eterna alleanza. Noi facciamo la comunione anche sotto le due specie – pane e vino – proprio perché Lui ha detto così. Ci sta dicendo chiaramente: “Questo è per voi”. È il dono della sua vita, un’offerta volontaria e piena d’amore. Un amore che si fa comandamento nuovo Attraverso questi segni – pane e vino – Gesù ci spiega cosa sta accadendo sulla croce: non è solo una morte, è un dono d’amore. E dopo che Giuda se ne va per tradirlo, Gesù ci lascia un comandamento nuovo. Quale? “Amatevi gli uni gli altri”. Ma non in qualsiasi modo: “Come io ho amato voi”. È questo che lo rende nuovo. Amare come Gesù: un amore esigente e concreto All’apparenza può sembrare facile: voler bene agli altri. Ma Gesù ci chiede di amarci come Lui ci ha amato. Non poco, non superficialmente. Lui ha dato tutto, non ha fatto “regalini”: ha donato se stesso. Non ci ha regalato un cavallo, ma il suo corpo, la sua vita intera. Questo ci mette un po’ in crisi, perché amarci così davvero non è semplice. Richiede impegno, pazienza, perdono. Sentirci amati per imparare ad amare Gesù ha tanta fiducia in noi. Dice: “Io vi ho amato”. Se partiamo da qui – dal sentirci davvero amati – allora possiamo davvero amare anche noi. Io vedo già in voi questa capacità: nelle cose piccole, nei gesti semplici, si vede che avete imparato ad amare perché siete stati amati. Forse, anzi sicuramente, abbiamo tutti ancora da imparare. Ma questo è il cammino. E magari – come ho detto con un sorriso – soprattutto i mariti devono imparare! Il segno del discepolo: l’amore vissuto C’è una cosa che Gesù dice che mi tocca sempre molto: “Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se vi amate”. Non serve una croce al collo, un vestito bianco o aver fatto la Cresima. Il vero segno che ci rende riconoscibili come discepoli di Gesù è l’amore. Quando ci si vuole bene davvero, tutti – anche chi non è della Chiesa – lo capiscono subito. Non c’è bisogno di parole. Un amore che si fa missione Il volerci bene non è solo un sentimento: è una missione. Gesù, dopo averci donato il suo corpo e il suo sangue nel Cenacolo, ci dice: “Adesso andate, fate vedere a tutti quanto vi volete bene”. È da lì che nasce tutto. La comunione ci riempie di gioia e di grazia proprio per questo: per poter portare l’amore ovunque andiamo – a casa, a scuola, nello sport. Non c’è gioia più grande dell’amore Alla fine, è questo che ci caratterizza davvero: l’amore. Se non ci vogliamo bene, riceviamo la comunione invano. Ma se ci vogliamo bene, allora viviamo la cosa più bella e più gioiosa che ci sia: essere amati e amare. E allora, con il cuore pieno di gratitudine, ringraziamo insieme il Signore per la sua Parola. E facciamo un momento di silenzio per custodirla nel cuore.

Mentre ascoltavo il Vangelo di Giovanni, mi sono subito fermato su un dettaglio importante: dove si svolge questa scena? Siamo nel Cenacolo. È lì che tutto accade. Il Cenacolo: luogo di gesti indimenticabili Il Cenacolo è un luogo speciale. È lì che, nel capitolo 13 del Vangelo di Giovanni – quello del Giovedì Santo – Gesù lava i piedi ai suoi discepoli. Un gesto potente, di amore profondo e umiltà estrema, compiuto la notte prima della sua morte. Ma non solo: sempre lì Gesù celebra l’Ultima Cena, che oggi riviviamo insieme, specialmente con voi che partecipate per la prima volta in modo diretto. “Prendete e mangiatene tutti”: un dono per ciascuno Quel gesto della Cena è il cuore della nostra Eucaristia. Gesù prende il pane, lo spezza, lo dona, e dice: “Prendete e mangiatene tutti”. Mi colpisce sempre quel tutti. Nessuno è escluso. Anche Giuda, il traditore, era lì, ha partecipato. E oggi, anche voi siete qui per lo stesso motivo: ricevere quel dono. Gesù si dona completamente: “Questo è il mio corpo per voi”. Il calice del sangue: un’alleanza per sempre Poi Gesù prende il calice e ripete: “Prendete e bevetene tutti”. Anche in questo gesto, quel tutti risuona fortissimo. È il calice della nuova ed eterna alleanza. Noi facciamo la comunione anche sotto le due specie – pane e vino – proprio perché Lui ha detto così. Ci sta dicendo chiaramente: “Questo è per voi”. È il dono della sua vita, un’offerta volontaria e piena d’amore. Un amore che si fa comandamento nuovo Attraverso questi segni – pane e vino – Gesù ci spiega cosa sta accadendo sulla croce: non è solo una morte, è un dono d’amore. E dopo che Giuda se ne va per tradirlo, Gesù ci lascia un comandamento nuovo. Quale? “Amatevi gli uni gli altri”. Ma non in qualsiasi modo: “Come io ho amato voi”. È questo che lo rende nuovo. Amare come Gesù: un amore esigente e concreto All’apparenza può sembrare facile: voler bene agli altri. Ma Gesù ci chiede di amarci come Lui ci ha amato. Non poco, non superficialmente. Lui ha dato tutto, non ha fatto “regalini”: ha donato se stesso. Non ci ha regalato un cavallo, ma il suo corpo, la sua vita intera. Questo ci mette un po’ in crisi, perché amarci così davvero non è semplice. Richiede impegno, pazienza, perdono. Sentirci amati per imparare ad amare Gesù ha tanta fiducia in noi. Dice: “Io vi ho amato”. Se partiamo da qui – dal sentirci davvero amati – allora possiamo davvero amare anche noi. Io vedo già in voi questa capacità: nelle cose piccole, nei gesti semplici, si vede che avete imparato ad amare perché siete stati amati. Forse, anzi sicuramente, abbiamo tutti ancora da imparare. Ma questo è il cammino. E magari – come ho detto con un sorriso – soprattutto i mariti devono imparare! Il segno del discepolo: l’amore vissuto C’è una cosa che Gesù dice che mi tocca sempre molto: “Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se vi amate”. Non serve una croce al collo, un vestito bianco o aver fatto la Cresima. Il vero segno che ci rende riconoscibili come discepoli di Gesù è l’amore. Quando ci si vuole bene davvero, tutti – anche chi non è della Chiesa – lo capiscono subito. Non c’è bisogno di parole. Un amore che si fa missione Il volerci bene non è solo un sentimento: è una missione. Gesù, dopo averci donato il suo corpo e il suo sangue nel Cenacolo, ci dice: “Adesso andate, fate vedere a tutti quanto vi volete bene”. È da lì che nasce tutto. La comunione ci riempie di gioia e di grazia proprio per questo: per poter portare l’amore ovunque andiamo – a casa, a scuola, nello sport. Non c’è gioia più grande dell’amore Alla fine, è questo che ci caratterizza davvero: l’amore. Se non ci vogliamo bene, riceviamo la comunione invano. Ma se ci vogliamo bene, allora viviamo la cosa più bella e più gioiosa che ci sia: essere...

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That Hoarder: Overcome Compulsive Hoarding That Hoarder Hoarding disorder is stigmatised and people who hoard feel vast amounts of shame. This podcast began life as an audio diary, an anonymous outlet for somebody with this weird condition. That Hoarder speaks about her experiences living with compulsive hoarding, she interviews therapists, academics, researchers, children of hoarders, professional organisers and influencers, and she shares insight and tips for others with the problem. Listened to by people who hoard as well as those who love them and those who work with them, Overcome Compulsive Hoarding with That Hoarder aims to shatter the stigma, share the truth and speak openly and honestly to improve lives. The Small Business Startup School – Business Notes | Financial Literacy | Retail Psychology – For Professionals & Entrepreneurs The Small Business Startup School Inc. Starting or buying a small business? While personal circumstances may vary, business patterns remain timeless. On The Small Business Startup School, we explore strategies, insights, and practical solutions to help entrepreneurs confidently navigate their journey.Hosted by Ola Williams—a retail entrepreneur, fintech founder, and financial coach with over two decades of experience—this podcast marries financial awareness and retail psychology with optimism to deliver actionable takeaways.Join us to learn, grow, and connect as we uncover the keys to business success.Let’s continue to learn together and be encouraged to keep on connecting! DIOSA. Carolina Sanper This podcast is a sacred space created by Carolina Sanper where you connect with your inner wisdom and embody your magnetic feminine power.It is the realization that the mystical realm is where you plant the seeds of your desired reality.It is a portal to your true essence: awareness, presence, and receiving with ease. Welcome home, DIOSA. 🖤 XXX Tech by SOVRYN Dr. Brian Sovryn The crossroads between technology, sensuality, and metaphysics - and the longest running anarchist podcast in the world! Brought to you by Dr. Brian Sovryn.

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How long is this episode of Il podcast di don Andres Bergamini?

This episode is 10 minutes long.

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This episode was published on May 18, 2025.

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Mentre ascoltavo il Vangelo di Giovanni, mi sono subito fermato su un dettaglio importante: dove si svolge questa scena? Siamo nel Cenacolo. È lì che tutto accade. Il Cenacolo: luogo di gesti indimenticabili Il Cenacolo è un luogo speciale. È lì...

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