EPISODE · Jan 19, 2026 · 20 MIN
Putin mostra i muscoli, o meglio i missili - Le dirette del Segretario Generale Lillo Massimiliano Musso - Forza del Popolo non accetta finanziamenti
from Il Podcast di Spread Love Italia · host spreadloveitalia
Salve a tutti e benvenuti al Punto e Virgola del 19 gennaio 2026. Nella diretta di lunedì, sul canale ufficiale Telegram di Forza del Popolo, il Segretario Generale di Forza del Popolo Lillo Massimiliano Musso, ammette la difficoltà di capire esattamente cosa sta succedendo nel mondo, e dichiara che bisogna attenersi ai fatti. Come il lancio del missile Oreshnik da parte di Putin, un missile di nuova generazione che ha quali caratteristiche, oltre a poter portare testate nucleari, quella di poter superare barriere di difesa e di poter contenere ulteriori missili che possono essere lanciati in direzioni diverse. E questo sarebbe il silenzio di Putin su quanto sta combinando Trump? Quale migliore ambasciatore di questo missile? Su Aria Buona Channel leggiamo che Jerome Powell, governatore della Federal Reserve, è al centro di un'indagine penale avviata dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, formalmente riguardante la ristrutturazione da 2,5 miliardi di dollari della sede centrale della Fed a Washington D.C. L'indagine, confermata da Powell stesso, verte sulle dichiarazioni rese al Congresso, con l'accusa di aver fornito informazioni fuorvianti riguardo ai costi del progetto, che secondo alcune fonti sarebbero saliti a 3,1 miliardi di dollari. Powell ha definito l'indagine un «pretesto politico» e un tentativo di intimidire la Fed per colpire la sua indipendenza. Ha sottolineato che la minaccia di incriminazione deriva dal fatto che la Banca centrale fissa i tassi di interesse in base ai dati economici, non alle preferenze del presidente Trump, che lo ha ripetutamente attaccato per non aver tagliato i tassi a sufficienza. L'inchiesta è stata avviata dalla procuratrice Jeanine Pirro, nominata da Trump, e ha suscitato allarme tra gli ex presidenti della Fed, che la definiscono un «attacco senza precedenti all'indipendenza» dell'istituzione. Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha avvertito che l'indagine potrebbe creare «caos sui mercati», soprattutto con il mandato di Powell che scade a maggio. A fronte delle richieste di tanti di affrontare argomenti che attanagliano la vita di tutti noi, carovita, problematiche dei giovani precari, eccetera, Lillo Massimiliano Musso nella diretta di martedì risponde che tutto questo discendono dalla stessa matrice, cioè la matassa va sbrogliata in alto, a livello globale, e finché questo non avviene i problemi saranno difficili da risolvere. Tornando alla cronaca geopolitica, riporta la notizia che le manifestazioni in Iran sono state sobillate dal Mossad, il servizio segreto israeliano, come è stato indicato anche dal governo iraniano. Manifestanti aizzati anche da Trump affinché continuino con le loro proteste promettendo loro che qualcuno li aiuterà. E noi, da no war, dovremmo stare dalla sua parte? Mercoledì Aria Buona Channel ha citato un interessante articolo del Wall Street Journal nel quale si riporta che i rappresentanti dei Paesi Arabi, Arabia Saudita, Oman e Qatar stanno convincendo gli Stati Uniti a astenersi dagli attacchi all'Iran, temendo sconvolgimenti nel mercato petrolifero e instabilità regionale. I Paesi arabi del Golfo Persico sono rimasti in gran parte silenti pubblicamente mentre le proteste si diffondono nella vicina Repubblica Islamica, e le organizzazioni per i diritti umani hanno dichiarato che migliaia di persone sono morte a causa della repressione del regime. Ma dietro le quinte, l'Arabia Saudita, l'Oman e il Qatar stanno informando la Casa Bianca che un tentativo di rovesciare il regime iraniano sconvolgerà i mercati petroliferi e alla fine danneggerà l'economia statunitense. Temono soprattutto le conseguenze negative a livello interno. L'amministrazione Trump non ha specificato quali azioni militari sta pianificando contro l'Iran, ma ha dichiarato che un attacco è più probabile che no, hanno riferito i funzionari. Un portavoce della Casa Bianca ha dichiarato che il presidente Trump ha tutte le opzioni per risolvere la situazione in Iran. "Il presidente ascolta molte opinioni su qualsiasi questione, ma alla fine prende la decisione che ritiene migliore", ha detto il funzionario. Martedì Trump si è rivolto direttamente ai manifestanti iraniani, esortandoli a sfidare i tentativi del regime di reprimere le loro dimostrazioni e chiedendo loro di prendere il controllo delle istituzioni statali. "Aiuto in arrivo", ha scritto sulla sua piattaforma Truth Social. I Paesi arabi temono che gli attacchi all'Iran potrebbero interrompere il passaggio delle petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz, una rotta marittima stretta all'imbocco del Golfo Persico che separa l'Iran dai suoi vicini arabi e attraverso la quale passa circa un quinto delle forniture mondiali di petrolio. "I funzionari sauditi hanno assicurato a Teheran che non interferiranno in un potenziale conflitto e non permetteranno agli Stati Uniti di utilizzare il loro spazio aereo per gli attacchi, per prendere le distanze e prevenire le azioni statunitensi", osserva il giornale. Secondo i funzionari americani, Trump non ha ancora preso una decisione definitiva sulle azioni contro l'Iran e si sta incontrando con i suoi assistenti per definire il suo approccio. Le opzioni potrebbero includere ordini di attacchi militari contro gli obiettivi del regime o attacchi informatici, l'approvazione di nuove sanzioni e l'espansione degli account online anti-regime. Come vi ho anticipato la settimana scorsa, anche questa settimana iniziamo una nuova rubrica dal titolo “Spunti di riflessione” che sostituirà le Pillole. E la prima a presentarci un suo spunto di riflessione è Eleonora Pagoaga Su Aria Buona Channel è stata pubblicata la notizia che il governo britannico ha abbandonato il progetto di obbligare i lavoratori a registrarsi a un nuovo sistema di identificazione digitale per dimostrare il loro diritto a lavorare nel Regno Unito. I ministri laburisti affermano invece che i controlli esistenti, che utilizzano documenti come i passaporti biometrici, saranno completamente online entro il 2029. Questa inversione di tendenza è solo l'ultima di una serie di inversioni a U avvenute nelle ultime settimane, tra cui l'imposta di successione per i terreni agricoli e le imposte sulle attività commerciali per i pub. La leader conservatrice Kemi Badenoch ha affermato che ciò dimostra che Sir Keir Starmer era "disorientato" e non mostrava "alcun senso dell'orientamento". Venerdì il Segretario Generale di Forza del Popolo Lillo Massimiliano Musso in una sua diretta su Telegram commenta le posizioni di Andrea Colombini e di quelli che lo seguono senza spirito critico. Le proposte di ricevere finanziamenti da parte di personaggi non meglio identificati portate dall’ex presidente, non potevano essere ricevute da Forza del Popolo e quindi, con azioni più o meno nascoste si è tentato di rimuovere il Segretario Generale, sostituendolo con qualcuno più accondiscendente. Ma questa azione fortunatamente, grazie anche alla coesione del Partito, non è andata in porto. Nella medesima diretta Lillo Musso ha esaminato gli avvenimenti geopolitici attualmente in atto, con riferimento al Venezuela e all’Iran. Il senatore repubblicano del Kentucky Rand Paul ha dichiarato di essere irritato dall'amministrazione Trump per non aver processato il dottor Anthony Fauci. Paul ha affermato di aver inviato segnalazioni penali per Fauci all'ex procuratore generale Merrick Garland sotto l'ex presidente Joe Biden, affermando di avere prove che Fauci ha mentito al Congresso, il che è un reato. "L'ho riassunto di nuovo in un deferimento penale al procuratore generale di Trump, e ancora non ho ottenuto alcun provvedimento", ha detto Paul durante una puntata del podcast di Joe Rogan. "Dovrebbero portarlo in tribunale". Riportiamo una notizia tratta da Aria Buona Channel: I residenti della capitale della Groenlandia, Nuuk, sono scesi in strada sabato contro i piani degli Stati Uniti riguardo all'isola. I partecipanti hanno scandito slogan chiedendo agli Stati Uniti di rinunciare alle loro iniziative, che considerano una minaccia alla sovranità della Groenlandia. Tra i protestanti erano presenti importanti politici, tra cui il Primo Ministro groenlandese Jens-Frederik Nielsen. "Oggi, molti hanno scelto di trascorrere il sabato manifestando a sostegno della Groenlandia. Le bandiere groenlandese e danese sono una accanto all'altra. È meraviglioso vederlo", ha scritto il Primo Ministro danese su Instagram. Prima di concludere vi presento un altro appuntamento, iniziato già dalla scorsa puntata, con la voce del Segretario Generale Lillo Massimiliano Musso che continua a spiegare i punti del Manifesto. Vi rimando sempre alla lettura integrale del documento, presente sul sito forzadelpopolo.org nella sezione documenti. Dandovi quindi appuntamento alla prossima settimana per il consueto Punto e Virgola, ringrazio tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione e tutti voi per l’ascolto di questa puntata, ricordandovi che La nostra coerenza e l’incoerenza degli altri ci porteranno ad un sicuro successo.
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Salve a tutti e benvenuti al Punto e Virgola del 19 gennaio 2026. Nella diretta di lunedì, sul canale ufficiale Telegram di Forza del Popolo, il Segretario Generale di Forza del Popolo Lillo Massimiliano Musso, ammette la difficoltà di capire esattamente cosa sta succedendo nel mondo, e dichiara che bisogna attenersi ai fatti. Come il lancio del missile Oreshnik da parte di Putin, un missile di nuova generazione che ha quali caratteristiche, oltre a poter portare testate nucleari, quella di poter superare barriere di difesa e di poter contenere ulteriori missili che possono essere lanciati in direzioni diverse. E questo sarebbe il silenzio di Putin su quanto sta combinando Trump? Quale migliore ambasciatore di questo missile? Su Aria Buona Channel leggiamo che Jerome Powell, governatore della Federal Reserve, è al centro di un'indagine penale avviata dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, formalmente riguardante la ristrutturazione da 2,5 miliardi di dollari della sede centrale della Fed a Washington D.C. L'indagine, confermata da Powell stesso, verte sulle dichiarazioni rese al Congresso, con l'accusa di aver fornito informazioni fuorvianti riguardo ai costi del progetto, che secondo alcune fonti sarebbero saliti a 3,1 miliardi di dollari. Powell ha definito l'indagine un «pretesto politico» e un tentativo di intimidire la Fed per colpire la sua indipendenza. Ha sottolineato che la minaccia di incriminazione deriva dal fatto che la Banca centrale fissa i tassi di interesse in base ai dati economici, non alle preferenze del presidente Trump, che lo ha ripetutamente attaccato per non aver tagliato i tassi a sufficienza. L'inchiesta è stata avviata dalla procuratrice Jeanine Pirro, nominata da Trump, e ha suscitato allarme tra gli ex presidenti della Fed, che la definiscono un «attacco senza precedenti all'indipendenza» dell'istituzione. Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha avvertito che l'indagine potrebbe creare «caos sui mercati», soprattutto con il mandato di Powell che scade a maggio. A fronte delle richieste di tanti di affrontare argomenti che attanagliano la vita di tutti noi, carovita, problematiche dei giovani precari, eccetera, Lillo Massimiliano Musso nella diretta di martedì risponde che tutto questo discendono dalla stessa matrice, cioè la matassa va sbrogliata in alto, a livello globale, e finché questo non avviene i problemi saranno difficili da risolvere. Tornando alla cronaca geopolitica, riporta la notizia che le manifestazioni in Iran sono state sobillate dal Mossad, il servizio segreto israeliano, come è stato indicato anche dal governo iraniano. Manifestanti aizzati anche da Trump affinché continuino con le loro proteste promettendo loro che qualcuno li aiuterà. E noi, da no war, dovremmo stare dalla sua parte? Mercoledì Aria Buona Channel ha citato un interessante articolo del Wall Street Journal nel quale si riporta che i rappresentanti dei Paesi Arabi, Arabia Saudita, Oman e Qatar stanno convincendo gli Stati Uniti a astenersi dagli attacchi all'Iran, temendo sconvolgimenti nel mercato petrolifero e instabilità regionale. I Paesi arabi del Golfo Persico sono rimasti in gran parte silenti pubblicamente mentre le proteste si diffondono nella vicina Repubblica Islamica, e le organizzazioni per i diritti umani hanno dichiarato che migliaia di persone sono morte a causa della repressione del regime. Ma dietro le quinte, l'Arabia Saudita, l'Oman e il Qatar stanno informando la Casa Bianca che un tentativo di rovesciare il regime iraniano sconvolgerà i mercati petroliferi e alla fine danneggerà l'economia statunitense. Temono soprattutto le conseguenze negative a livello interno. L'amministrazione Trump non ha specificato quali azioni militari sta pianificando contro l'Iran, ma ha dichiarato che un attacco è più probabile che no, hanno riferito i funzionari. Un portavoce della Casa Bianca ha dichiarato che il presidente Trump ha tutte le opzioni per risolvere la situazione in Iran
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