Quando Dio è il centro gli altri non sono un bisogno ma un dono da custodire. Così nasce un amore libero.Domenica 28-6-26 13oa episode artwork

EPISODE · Jun 28, 2026 · 7 MIN

Quando Dio è il centro gli altri non sono un bisogno ma un dono da custodire. Così nasce un amore libero.Domenica 28-6-26 13oa

from Santi: dalla tribolazione alla vittoria · host Stefano Savoia

Lo scenario delle letture oggi sarebbe amplissimo, vorrei però provare a concentrarmi, se riesco, a partire da una cosa che si presenta come scomoda, una parola che ci dice chi ama padre o madre più di me non è degno di me e penso a tante mamme o a tanti papà e dicono come per me, a mamma tua. Ma cosa vuol dire amare il signore più del padre o della madre? Perché, provare per credere, ma i luoghi in cui sono più ingombranti gli egoismi sono i rapporti familiari, perché lì ci sono un sacco di pretese. Sarebbe anche simpatico vedere delle scenette, però come le mamme viziano i figli e poi pretendono dai figli sono scenari apocalittici, ma siccome non voglio semplicemente fare una lettura delle realtà oggi, ma vedere come la Parola ci può introdurre in una libertà, allora proviamo a chiedere al Signore in che senso amare qualcuno più di te ti allontana? No, non è che allontana lui, siamo noi che non lo consideriamo, che vuol dire che non riusciamo ad amare con l'amore con cui Dio ama. Se non mettiamo l'amore di Dio come principale e cercheremo adesso di capire in che senso l'amore di Dio sta in alto, prioritario, se non facciamo questo saremo schiavi e trasformeremo l'amore in un egoismo mascherato, a volte non tanto mascherato, perché le vicende d'amore di cui si parla in televisione, ai telegiornali quali sono? L'amava tanto che l’ha ammazzata! Amore? Queste sono le notizie e si scambia l'egoismo e la pretesa con l'amore, un disastro totale. L'amore con cui invece il Signore ci insegna a concepire la vita è un amore per cui lui ha preso la croce per noi, per questo dopo dice chi non prende la propria croce, non mi segue, non è degno di me, che vuol dire se non amate come ho amato io neanche voi accoglierete lo Spirito d'amore, uno spirito che ama e genera. Due cose su questo e poi vediamo se riesco a chiudere. La prima è, se uno spirito che ama e genera ci fa capire perché abbiamo fatto un atto penitenziale all'inizio, non so in quanti l'abbiano fatto davvero però verificatevi, è un momento in cui chiedere al Signore perdono dei peccati. Quanti hanno chiesto del poco amore durante questa settimana? del fatto che ci siamo dimenticati di lui forse anche per giorni, di un amore che il Signore ci rivolge ma che in noi non trova accoglienza. Lo mettiamo come la preghierina da dire, una specie di formuletta e pensierino all'inizio e alla fine della giornata e in mezzo non c'è. Come mai? Eppure vedete questo è il nostro amore per lui ma il suo amore per noi è un amore che prende la croce, l'amore di Dio per noi è un amore che non si ferma al fatto che tu non sia fedele, è un amore che è veramente fedele e rimane. La seconda cosa che forse potrebbe aiutarci a capirlo è proprio la prima lettura, forse qualcuno non sapeva neanche che esistesse il secondo libro dei Re, perché è un testo dell'Antico Testamento e forse non è ben chiaro che ci sia un testo del genere, quando Eliseo viene accolto ripetutamente a casa di questa coppia che non aveva figli dice cosa possiamo fare? La donna dice facciamo una stanza, costruiamogli un posto dove possa venire sempre, lo traduco, al Signore che viene a visitarci, viene con la sua grazia nella domenica, in tante situazioni della vita, gli riserviamo un luogo alto nella nostra vita da cui lui possa veramente essere Signore e guidarci nei pensieri, nei gesti, essere il Signore della nostra vita. Gli facciamo questo spazio o lasciamo che passi? Perché guardate anche la messa di oggi è già passata, in un attimo e poi diciamo siamo già domenica dopo e qua in mezzo niente? Non c'è spazio perché il Signore continui a parlare nella tua vita? Perché se c'è guardate l'esito, come Eliseo che chiede al servo cosa possiamo fare? Beh non hanno figli… e allora c'è questa parola profetica, in questa stagione, il prossimo anno terrai in braccio un figlio. Anche questo vorrei tradurlo, se accogli così la parola di Dio nella tua vita, cioè Dio che ti parla, è così presente nella tua vita, la tua vita sarai generoso della generosità di Dio, sarai anche tu un testimone di come l'amore di Dio continua a generare vita anche oggi e a questo rimando ciascuno di voi (ad essere), non solo depositario di un tesoro, ma come testimone fedele di un amore generoso e generante di Dio nella nostra vita.

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