EPISODE · Aug 12, 2026 · 5 MIN
Quando discuto con qualcuno, voglio avere ragione o voglio ritrovare mio fratello? 12-8-26 mercoledì 19o
from Santi: dalla tribolazione alla vittoria · host Stefano Savoia
Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te…, se. Partiamo subito col piede giusto. C'è qualcuno di noi che è senza peccato? Allora partiamo da ciascuno. E sentire che la correzione fraterna ha a che fare proprio con un perdono che ridà comunione, vicinanza, sintonia. Per questo dice, non ti ascolta? E tu pensa, quante volte non ho ascoltato? Allora dici, beh, vai con altre due. La prima cosa è parla con lui, non parlarne con gli altri. Togliamo di mezzo già un po' di problemi subito. Ma poi prova a creare una sintonia. Ciò che ti interessa alla fine cos’è? Guadagnare il tuo fratello. Non avere ragione su di lui, non far rispettare delle regole. Ristabilire comunione. Per questo due e tre, per questo la comunità. E se non ascolta nessuno? E qui c'è una bella rivelazione. Sia per te come il pagano e il pubblicano. Che cosa vuol dire? Chi è che scrive questo Vangelo? Matteo. Matteo era un pubblicano. Cioè, sia per te come è per me. Io vado a mangiare con i pubblicani e i peccatori. Io sono una mano protesa sempre perché amo ciascuno. Allora, il partire da questa certezza, se anche l'altro non riconoscerà niente, tu però ricordati di come lo considero io. Preziosissimo ai miei occhi. Questo ci fa capire come tutta l'intenzione di Gesù che Matteo ci trasmette è che per ognuno ci possa essere sempre l'opportunità di essere amato come Gesù lo ama. Anche se non ti riconosce nulla. Per questo che vado subito al punto. C'è quest'invito. Se due di voi sulla terra si metteranno d'accordo per chiedere qualcosa, vuole dire siete capaci almeno ad andare d'accordo in due? Siete capaci? Allora guarda. Io ti dico, se veramente ciascuno metterà in gioco se stesso così, troverà sintonia tanto da chiedere qualunque cosa al Padre nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro. E lo penso per i nostri fatti, perché quando siamo toccati nel vivo della nostra vita abbiamo bisogno di sentire che il Signore ascolta la nostra preghiera e lui dice sì, sono in mezzo a voi. Quindi anche se siamo pochi e stanchi, se troviamo questa illuminazione che il Vangelo ci dà di sentire che possiamo pregare veramente in una concordia, in una sinfonia, dice letteralmente, io sono in mezzo a voi. Lì, in quella sinfonia, in quel cuore che sa mettersi in gioco anche per chi è pagano, anche per chi non sta chiedendo niente, ma tu insieme a dei fratelli e delle sorelle, insieme a qualcuno che ha voglia di mettersi veramente in gioco, sappi che dove c'è una preghiera così, io ci sono. E credo che questo possa davvero costituire un motivo di pace per il nostro cuore. Sapere che la preghiera, cioè questa relazione con il Signore per cui gli presentiamo tante necessità, desideri, speranze, da Lui vengano accolte, ci dà pace. Chiediamo questo tipo di fiducia oggi al Signore, sapendo anche noi nella concordia legare delle relazioni con amore, sciogliere ciò che è motivo di fatica e ripresentare a Lui ciò che ci ha affidato. Quello che sentiamo parte importante della nostra vita, nella gioia e nel dolore, lo affidiamo al Suo amore misericordioso, perché se c'è Lui in mezzo a noi, tutto avrà una luce e un gusto diverso. Con questa fiducia ripartiamo dalla generosità di Dio.
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